Cambia la raccolta rifiuti a Marsala. L’assessore Nuccio: “L’obiettivo è rendere il servizio più efficiente” VIDEO

Vincenzo Figlioli

Cambia la raccolta rifiuti a Marsala. L’assessore Nuccio: “L’obiettivo è rendere il servizio più efficiente” VIDEO

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lunedì 26 Ottobre 2026 - 06:45

A partire da oggi i cittadini marsalesi sperimenteranno le modifiche al servizio di raccolta dei rifiuti predisposte dall’amministrazione Patti. Pur nella consapevolezza di un fisiologico periodo di adattamento per la cittadinanza, l’assessore all’ambiente Daniele Nuccio appare determinato a percorrere una strada che passa dalla riduzione settimanale di un turno di raccolta porta a porta della plastica e dell’organico con l’obiettivo di avere più personale a disposizione per la bonifica delle discariche.

Come siete arrivati a queste modifiche del servizio?

Siamo arrivati a questa decisione constatando che, con il servizio organizzato così com’era, non avevamo gli strumenti necessari per riuscire a ripulire concretamente il territorio. Dopo quattro mesi e mezzo di segnalazioni, notifiche, mail, accertamenti e sopralluoghi sul campo, ci siamo resi conto che non disponevamo della forza operativa necessaria per affrontare efficacemente il problema. Temo, inoltre, che il dato che abbiamo comunicato, relativo a 226 microdiscariche, sia sottostimato. Percorrendo le campagne e il territorio comunale in generale, è evidente che il fenomeno potrebbe essere ancora più esteso. Alla luce di quanto accaduto, anche considerando le numerose polemiche relative all’approvazione del piano economico-finanziario e all’aumento delle tariffe, era necessario dare un segnale e dimostrare che, almeno sul fronte dell’efficienza del servizio, fosse possibile intervenire. Abbiamo individuato una soluzione attraverso due modifiche: la raccolta dell’organico sarà effettuata due volte alla settimana, mentre quella della plastica una sola volta. In questo modo riusciremo a recuperare oltre 2.800 ore di lavoro nell’arco di due mesi e una settimana. Consideriamo che un operatore ecologico lavora sei ore per turno: 2.800 ore equivalgono a circa 50 operatori impiegati per una settimana. Queste risorse saranno redistribuite sulla base delle priorità che abbiamo individuato: contrasto alle microdiscariche, raddoppio delle squadre addette al diserbo, istituzione della figura dell’operatore di quartiere, pulizia delle caditoie e dei tombini stradali e potenziamento del servizio presso il cimitero. Per quanto riguarda la pulizia delle caditoie, abbiamo già avviato interventi straordinari negli ultimi tre mesi, in previsione delle piogge. L’obiettivo è ridurre i disagi provocati dagli allagamenti improvvisi, fenomeni che stanno diventando sempre più frequenti. Tutti questi interventi saranno realizzati mantenendo invariato il costo del servizio, semplicemente redistribuendo il personale e cercando di ottimizzare l’organizzazione del lavoro.

Sui social network, ma anche tra gli esponenti dell’opposizione politica, qualcuno solleva un’obiezione: «La tassa sui rifiuti è aumentata. Com’è possibile che, a fronte di questo aumento, diminuisca la frequenza della raccolta porta a porta?»

È proprio una delle ragioni che ci hanno spinto a intervenire in questa direzione. Riteniamo legittimo che i cittadini possano aspettarsi un servizio più efficiente a fronte di una spesa maggiore e, quindi, dell’aumento delle tariffe. In realtà, però, la situazione è diversa. Questo aspetto dovrebbe essere chiaro a tutti, tranne a chi non vuole comprenderlo o agisce in malafede. Il piano economico-finanziario è stato approvato il 31 luglio, alla scadenza ultima prevista. Noi ci siamo insediati alla fine di maggio. Anche volendo intervenire sulle tariffe, non avremmo potuto farlo, perché il piano economico-finanziario si basava sul riconoscimento dell’aumento dei costi del servizio per gli anni 2024 e 2025, quando alla guida della città c’era un’altra amministrazione. In questi giorni si è verificato anche un paradosso con il gruppo di opposizione Liberi, che ci provoca su questi temi con un atteggiamento che considero piuttosto pretestuoso. Ci viene contestato ciò che è accaduto nel Comune di Trapani, dove non è stato adottato il provvedimento relativo alle tariffe, dimenticando che, se avessimo seguito la loro indicazione, probabilmente sarebbero stati i lavoratori di Marsala a rischiare il posto. Noi abbiamo garantito la tutela dei lavoratori, salvaguardato gli equilibri di bilancio e assunto una decisione impopolare, della quale non siamo responsabili, ma che abbiamo comunque affrontato nell’interesse generale. È questo il modo in cui si amministra una città e si governa quando ci si vuole davvero assumere le proprie responsabilità.

Il contratto per il servizio di raccolta è in scadenza. Che tipo di contratto state preparando per la gestione futura del servizio?

In questo momento il confronto si sta svolgendo all’interno della SRR, la società di regolamentazione del servizio di gestione dei rifiuti. È importante ricordare che ci troviamo in una fase di proroga del contratto. Il contratto originario, risalente al 2018, è scaduto lo scorso anno ed è stato prorogato per un anno. Realisticamente, trattandosi di una gara d’appalto sopra soglia, saranno necessario altro tempo. È quindi probabile che si debba procedere con un’ulteriore proroga. L’aspetto fondamentale, tuttavia, è accelerare i tempi, perché deve essere la città di Marsala a decidere quale dovrà essere il proprio modello di gestione dei rifiuti. Preferisco non entrare troppo nei dettagli delle soluzioni che stiamo immaginando, perché è necessario avviare un confronto con le forze politiche, la maggioranza, l’opposizione e il Consiglio comunale, raccogliendo tutti i contributi possibili. Dobbiamo riconoscere i risultati positivi ottenuti con il piano attuale, ma anche individuare con obiettività ciò che non ha funzionato. È proprio questa una delle ragioni per cui abbiamo deciso di riorganizzare il servizio nella fase conclusiva del contratto. Non basta affermare che abbiamo raggiunto il 77% di raccolta differenziata se, allo stesso tempo, sul territorio continuano a esserci 4.000 tonnellate di rifiuti abbandonati. Si tratta di un problema ambientale molto importante. Eppure, dalle critiche che stiamo ricevendo in questi giorni, ho l’impressione che soltanto una parte della città abbia compreso realmente la portata del fenomeno. Ci sono poi altri interventi che intendiamo realizzare per ridurre ulteriormente il consumo di plastica, attraverso l’installazione di distributori di acqua e altre iniziative. Il nuovo piano dei rifiuti, però, vincolerà la città per i prossimi otto anni. Siamo quindi davanti a una fase decisiva, nella quale dobbiamo accelerare il lavoro e valutare attentamente quale sia la soluzione migliore. Lo faremo attraverso un percorso condiviso, organizzando incontri sul territorio per comprendere le esigenze delle diverse zone della città. Marsala presenta infatti una conformazione geografica particolare: è come se al suo interno convivessero più città. Non possiamo immaginare di applicare lo stesso modello organizzativo al centro storico, alle zone periferiche e alle aree più lontane dal centro. Si tratta di realtà profondamente diverse, che richiedono soluzioni specifiche.

L’assessore all’Ambiente non si occupa soltanto della raccolta dei rifiuti, anche se si tratta di un tema particolarmente sentito dalla popolazione, ma deve anche programmare e sviluppare la presenza del verde pubblico in città. L’ultima estate, particolarmente calda, ha riportato al centro dell’attenzione la necessità di aumentare le zone d’ombra in diverse aree del territorio. È una questione di portata globale, che non riguarda soltanto Marsala, ma coinvolge molte città europee impegnate in questa direzione. Quale approccio intendete adottare? Quali le priorità sulle quali intendete concentrarvi?

Come giustamente osservato, parlare di ambiente non significa occuparsi esclusivamente di rifiuti. La gestione dei rifiuti rappresenta una componente fondamentale, anche per le sue conseguenze in termini di inquinamento, ma le questioni ambientali sono molto più ampie. Fin dall’inizio del nostro mandato, anche grazie alla particolare sensibilità della sindaca su questi temi, abbiamo avviato un confronto quotidiano e trovato un terreno comune sul quale lavorare. Abbiamo iniziato mappando il patrimonio comunale e le aree attualmente inutilizzate. La storia ci insegna che la strada da seguire è quella di agire localmente, mantenendo una prospettiva globale. Il Mediterraneo è troppo caldo e il fenomeno del Niño ha raggiunto livelli particolarmente intensi. La questione ambientale non appartiene alla destra o alla sinistra: riguarda tutti noi. Ciascuno, nel proprio piccolo, può e deve fare qualcosa. Per quanto riguarda il verde pubblico, non possiamo più considerarlo semplicemente un elemento decorativo, utile a rendere più gradevoli i centri storici e gli spazi urbani. Abbiamo mappato oltre 60 ettari di terreno, ma qualche giorno fa abbiamo scoperto che anche questo dato è parziale. In questo caso, fortunatamente, il problema deriva dal fatto che i dati raccolti provenivano dall’inventario generale del patrimonio comunale, che è molto articolato. Esistono infatti aree gestite da diversi settori dell’amministrazione. Pensiamo, per esempio, al servizio idrico: alcuni terreni, inseriti negli elenchi del settore e destinati a ospitare pozzi o stazioni di pompaggio, sono in realtà aree libere che potremo destinare alla piantumazione di alberi. Il 21 novembre si celebrerà la Giornata nazionale degli alberi. In quell’occasione, probabilmente, riusciremo ad avviare questo percorso grazie alla collaborazione tra il Comune, i soggetti privati e le associazioni. Si tratta di un progetto ambizioso: parliamo di migliaia e migliaia di alberi da piantare. Gli interventi avranno una duplice funzione. Da un lato, contribuiranno a creare zone d’ombra e a contrastare le isole di calore, riducendone le conseguenze. Dall’altro, rappresenteranno una vera e propria azione di riforestazione del territorio.

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