Sturiano: “Il centrodestra marsalese ha lavorato per perdere. Ora serve chiarezza”. VIDEO

Nicola Baldarotta

Sturiano: “Il centrodestra marsalese ha lavorato per perdere. Ora serve chiarezza”. VIDEO

Condividi su:

venerdì 11 Settembre 2026 - 07:11

Il dato elettorale è sempre il dato di fatto”. Enzo Sturiano parte da qui per spiegare il rapporto con il proprio elettorato e, soprattutto, per rivendicare una lunga presenza politica costruita, a suo dire, sul territorio e non soltanto durante le campagne elettorali. Intervistato da Itaca Notizie, l’ex presidente del Consiglio comunale di Marsala affronta senza troppi giri di parole i temi che hanno caratterizzato la recente competizione amministrativa e guarda già ai prossimi appuntamenti elettorali. Sturiano rivendica innanzitutto il risultato personale ottenuto alle ultime amministrative: oltre cento preferenze in una competizione con un numero di candidati superiore rispetto al passato. “È un motivo di grande orgoglio e anche di grande responsabilità“, spiega, sottolineando come il consenso ricevuto rappresenti, per lui, una conferma del rapporto costruito negli anni con i cittadini.

GUARDA LA VIDEO-INTERVISTA

“Non mi sono mai illuso di fare il sindaco”

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda la possibilità, ventilata prima del voto, di una candidatura di Sturiano alla carica di sindaco. Il politico marsalese chiarisce di aver ricevuto richieste e disponibilità da parte di diversi esponenti politici, ma respinge l’idea di essere stato vittima di illusioni. “Non mi sono mai illuso di fare il candidato sindaco della città”, afferma. La disponibilità, però, era stata data perché, secondo Sturiano, quando la politica chiede a un esponente di mettersi a disposizione, la risposta deve essere quella di valutare concretamente la possibilità. Una candidatura che avrebbe potuto assumere contorni diversi soprattutto nel caso in cui il centrodestra fosse arrivato diviso all’appuntamento elettorale. “Se il centrodestra fosse stato diviso, io anche da solo sarei stato candidato”, dice Sturiano, ribadendo però di essersi adeguato alla scelta di una coalizione che alla fine ha individuato il proprio candidato.

L’attacco alla strategia del centrodestra

È sul giudizio politico sulle amministrative che Sturiano alza maggiormente il tono. La sua definizione è netta: “Il paradosso della politica”. Secondo Sturiano, il centrodestra avrebbe commesso una serie di errori che hanno finito per favorire la vittoria dello schieramento avversario. Particolarmente critica è la valutazione sulla candidatura di Giulia Adamo, che Sturiano dice di avere sostenuto, ma che considera arrivata troppo tardi: “Una candidatura che non può essere espressa a 60 giorni dalla votazione”. Il problema, secondo lui, è che una competizione amministrativa non può essere improvvisata. I candidati, le alleanze e le strutture elettorali devono essere costruiti molto prima del voto. Sturiano contesta inoltre la natura dell’attuale maggioranza. Non la definisce un’amministrazione di centrosinistra, preferendo la definizione di amministrazione civica, ma individua comunque una precisa presenza politica al suo interno. E fa il nome di Dario Safina: “Non rappresenta l’intero centrosinistra, rappresenta se stesso”.

“Sono sempre stato coerente”

Alla domanda se il suo atteggiamento non rischi di apparire ancorato a vecchie logiche politiche, Sturiano risponde rivendicando la propria coerenza. “Essere di maggioranza non significa essere zerbini”, afferma. Il ruolo del consigliere, nella sua visione, deve essere quello di discutere, dialogare e anche dissentire quando necessario. Una posizione che Sturiano considera parte integrante del proprio modo di fare politica. “Non bisogna sempre vincere a tutti i costi”, sostiene, spiegando di avere fatto una scelta politica pur sapendo che avrebbe potuto intraprendere strade differenti.

Il nodo Forza Italia

Una parte consistente dell’intervista è dedicata alla situazione interna a Forza Italia. Per Sturiano il problema non riguarda soltanto la provincia di Trapani, ma investe la gestione complessiva del partito e la sua classe dirigente. “La questione si risolve solo se i vertici nazionale e regionale del partito mettono finalmente mano alla situazione”, sostiene. Il riferimento è alle tensioni interne e alle divisioni che, secondo Sturiano, non sono state affrontate per tempo. E arriva una critica precisa al commissariamento del partito in provincia di Trapani e al nuovo commissario Minardo: “Non si capisce il motivo di commissariare Caruso quando poi si porta un commissario che non sta facendo nulla di nuovo rispetto al passato”. Per Sturiano il problema è soprattutto l’assenza di una vera leadership capace di intervenire quando emergono le prime fratture.

“In nessun Comune sopra i 15 mila abitanti il centrodestra ha vinto”

È probabilmente la frase più pesante dell’intervista. Sturiano mette in fila i risultati elettorali delle amministrative e sostiene che nei Comuni superiori ai 15 mila abitanti il centrodestra non sia riuscito a conquistare nessun sindaco. Da qui la provocazione: “O l’interesse è quello di perdere per non fare crescere una nuova classe dirigente e quindi si lavora in maniera scientifica, oppure qualcosa non funziona”. Un ragionamento che Sturiano collega anche al risultato del Libero Consorzio e alla scelta del candidato di Castelvetrano. La sua tesi è che una coalizione che alle elezioni politiche e regionali può raggiungere percentuali molto elevate non possa poi perdere una quota così consistente di consenso quando si confronta con un candidato e una competizione territoriale.

Erice, il prossimo banco di prova

Lo sguardo si sposta quindi alle amministrative di Erice del prossimo anno.
Sturiano riconosce le qualità dei possibili candidati già emersi e invita il centrodestra a non ripetere gli errori del passato. Il messaggio è chiaro: bisogna scegliere per tempo. “Non arrivare all’ultimo secondo”, è l’invito rivolto alla coalizione. E soprattutto fare “scelte oculate, meditate per tempo”. Il rischio, secondo Sturiano, è quello di arrivare ancora una volta al voto divisi e senza una precisa strategia politica.

Il messaggio alla sindaca Patti

In chiusura, Sturiano si rivolge direttamente alla sindaca di Marsala, Andrea Patti.
Dopo tre mesi senza avere avuto l’opportunità di confrontarsi con lei, Sturiano lancia un invito: “Deve venire in Consiglio comunale”. È lì, sostiene, che deve svilupparsi il confronto politico e istituzionale.
Il giudizio sui primi cento giorni dell’amministrazione è invece severo. Secondo Sturiano, ci sarebbero state “troppe leggerezze” e alcuni fatti avrebbero finito per danneggiare l’immagine della città, citando tra gli altri il caso del delfino, il cimitero, la vicenda del cantante e la questione delle indennità.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta