Da Mazara all’Europa i marittimi chiedono una riforma: dal gambero alla competitività del Nord Africa

redazione

Da Mazara all’Europa i marittimi chiedono una riforma: dal gambero alla competitività del Nord Africa

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venerdì 11 Settembre 2026 - 15:00

La pesca siciliana prova a riaprire il confronto con l’Unione Europea sulle regole che, secondo le marinerie dell’Isola, stanno mettendo sempre più in difficoltà il settore. Quote, aumento dei costi di gestione, caro gasolio e concorrenza delle marinerie del Nord Africa sono alcuni dei principali problemi portati all’attenzione della Commissione europea. Al centro del confronto anche le restrizioni sulla pesca a strascico e la necessità di rivedere norme considerate non più adeguate alla realtà delle marinerie siciliane.

Il confronto parte da Mazara del Vallo

Il confronto con l’Europa è partito da Mazara del Vallo, una delle principali realtà della pesca siciliana, e ha coinvolto anche le marinerie di Sciacca e Palermo. La visita del rappresentante della Commissione europea Kadis rappresenta un passaggio particolarmente significativo: secondo quanto riportato da “La Sicilia”, è la prima volta che un rappresentante della Commissione arriva in Sicilia per affrontare direttamente una vertenza che da decenni contrappone il settore ittico dell’Isola alle norme comunitarie. La marineria mazarese ha messo sul tavolo soprattutto la questione delle quote del gambero, una risorsa fondamentale per l’economia della pesca locale, chiedendo una revisione dei parametri che regolano l’attività. Tra le richieste anche interventi per contenere l’impatto del caro carburante e una revisione delle limitazioni alla pesca a strascico.

La concorrenza del Nord Africa

A pesare sulla situazione delle imprese siciliane è anche la competizione con le flotte dei Paesi del Nord Africa. I pescatori chiedono che le regole europee tengano conto delle condizioni differenti in cui operano le marinerie del Mediterraneo e che venga garantita una maggiore tutela della competitività della pesca siciliana. Il problema, sostengono gli operatori, non riguarda soltanto le quantità pescabili, ma la sostenibilità economica delle imprese. L’aumento dei costi, unito alle restrizioni e alla concorrenza estera, rende infatti sempre più difficile mantenere in attività le imbarcazioni.

L’Europa promette una riforma entro l’anno

Dal confronto arrivano comunque segnali di apertura. C’è pare una prospettiva di una riforma entro la fine dell’anno, dopo l’impegno assunto a Bruxelles con le marinerie siciliane. Per i pescatori siciliani si apre dunque una fase decisiva. L’obiettivo è trasformare le richieste avanzate in un cambiamento concreto delle regole europee, partendo dalle specificità di una pesca che rappresenta una componente storica dell’economia dell’Isola e che, soprattutto a Mazara del Vallo, continua a chiedere condizioni più sostenibili per poter guardare al futuro.

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