Si chiude con numeri da record la quinta edizione del Segesta Teatro Festival, la rassegna diretta da Claudio Collovà che per oltre un mese ha animato il Parco Archeologico di Segesta con spettacoli di teatro, musica e danza. Un’edizione che conferma il crescente successo della manifestazione e il suo ruolo sempre più centrale nel panorama culturale siciliano e nazionale. Il bilancio finale parla di circa 24 mila presenze, con un incremento di un terzo rispetto allo scorso anno. Un risultato che testimonia non solo la qualità della proposta artistica, ma anche la capacità del Festival di attrarre spettatori provenienti da tutta Italia e turisti da ogni parte del mondo, affascinati dall’esperienza unica di assistere agli spettacoli nel suggestivo scenario del Teatro Antico e del Tempio di Segesta.

Un pubblico sempre più affezionato
Per Claudio Collovà, direttore artistico del Festival, il successo dell’edizione 2026 rappresenta il frutto di un lavoro corale. «Direi che è andata benissimo e che il Festival continua a crescere. Lo scorso anno eravamo felici perché tutto era andato nel migliore dei modi, ma quest’anno è andata ancora meglio», ha dichiarato. Collovà ha voluto ringraziare gli artisti, i lavoratori della manifestazione e soprattutto il pubblico, definito «commovente» per la partecipazione e la capacità di affrontare lunghe attese e il caldo estivo pur di assistere agli spettacoli, compresi gli appuntamenti all’alba che hanno spesso registrato il tutto esaurito. Secondo il direttore artistico, il dato più importante resta la qualità delle proposte presentate e la capacità del Festival di valorizzare il territorio trapanese, «una vasta area della Sicilia occidentale potente nella sua natura, meravigliosa nelle coste e nel mare e ricca di possibilità».
Teatro, musica e danza nel cuore del Parco
Il programma ha ospitato alcuni tra i nomi più importanti della scena nazionale. Sul palco si sono alternati Lella Costa con Lisistrata, Arianna Scommegna con Ecuba, Roberto Latini e Manuela Kustermann con Antigone, Moni Ovadia e Mario Incudine con Le Supplici, fino alla prima nazionale di Agamennone di Eschilo con Maddalena Crippa e Sergio Basile, spettacolo che ha chiuso la manifestazione. Grande successo anche per la sezione musicale, che ha spaziato dagli Avion Travel al concerto all’alba di Dardust, passando per Tamuna, New Folk Ensemble, Tarab Dance, Alessio Alessandra e numerosi altri protagonisti della programmazione. Importante anche la presenza della danza contemporanea, con compagnie e artisti come U-Theatre, Arcis Collective e Kataklò Athletic Dance Theatre, capaci di portare a Segesta linguaggi innovativi e nuove forme espressive.
Una vetrina internazionale già proiettata al futuro
L’edizione 2026 ha confermato inoltre la dimensione internazionale del Festival, grazie alla presenza di spettacoli provenienti da Taiwan, Olanda, Germania, Francia e Libano, oltre ai progetti dedicati ai giovani artisti e alle iniziative che hanno intrecciato teatro, scienza e osservazione del cielo. Accanto agli spettacoli, i laboratori gratuiti aperti al pubblico hanno rafforzato il rapporto tra la manifestazione e il territorio, rendendo l’esperienza culturale sempre più partecipata e inclusiva. Soddisfatto anche il direttore del Parco Archeologico di Segesta, Luigi Biondo, che ha evidenziato come il Festival possa ormai contare su un pubblico «competente, partecipe e soddisfatto» e ha anticipato che i lavori per l’edizione 2027 sono già iniziati. Sostenuto dalla Regione Siciliana e dal Ministero della Cultura, il Segesta Teatro Festival archivia così un’edizione da record e si conferma tra gli appuntamenti culturali più importanti dell’estate siciliana, capace di unire il patrimonio archeologico ai linguaggi contemporanei e di trasformare Segesta in un luogo vivo di incontro, arte e partecipazione.