Vendemmia 2026, Quinci: “Serve una terapia d’urto per salvare l’agricoltura trapanese”

Nicola Baldarotta

Vendemmia 2026, Quinci: “Serve una terapia d’urto per salvare l’agricoltura trapanese”

Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani raccoglie l’allarme lanciato dall’associazione “I Guardiani del Territorio”: caldo, scarsità d’acqua, rese in calo e mercato saturo mettono a rischio il comparto vitivinicolo

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venerdì 21 Agosto 2026 - 12:28

La vendemmia 2026 si presenta con numerose incognite per il comparto vitivinicolo trapanese. A lanciare l’allarme sono stati i “Guardiani del Territorio”, preoccupati per l’impatto del caldo persistente, la riduzione delle rese, le difficoltà nell’irrigazione e una situazione di mercato caratterizzata da eccedenze e giacenze di vino invenduto.

Preoccupazioni che vengono raccolte dal presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che considera l’agricoltura un elemento strategico per lo sviluppo economico e turistico del territorio.

“Lo sviluppo del territorio trapanese non può prescindere dalla tutela e dal rilancio del sistema agricolo – sottolinea Quinci – . Si tratta di un elemento centrale di una strategia di crescita reale e credibile. Se il nostro obiettivo è il turismo di qualità, dobbiamo occuparci di un comparto produttivo così importante e fondamentale ”.

Secondo il presidente del Libero Consorzio, le difficoltà che accompagnano la prossima vendemmia sono il segnale di una crisi più ampia. Il caldo persistente sta alterando il normale ciclo delle stagioni e incidendo sulle produzioni, mentre l’irrigazione continua a rappresentare un problema. Gli invasi possono essere pieni, ma una parte consistente dell’acqua non raggiunge i terreni a causa delle perdite lungo le condotte.

A questo si aggiunge la situazione del mercato. Le cantine si trovano a fare i conti con consistenti quantità di vino invenduto e giacenze accumulate negli anni, con il rischio di una nuova e pesante riduzione dei prezzi riconosciuti ai produttori. Contemporaneamente, i costi di produzione continuano a crescere, comprimendo ulteriormente i margini delle aziende agricole.

Le problematiche indicate e denunciate dall’associazione sono la cartina di tornasole di una crisi in atto, più che mai attuale, che va condivisa ”, afferma Quinci, secondo il quale è necessario intervenire rapidamente con una “terapia d’urto”, accompagnata da una successiva pianificazione strategica.

In questa direzione, il Libero Consorzio Comunale di Trapani annuncia che il futuro Piano Strategico dell’Ente dedicherà un’attenzione specifica al settore agricolo, coinvolgendo tutti i protagonisti della filiera.

Si tratta di criticità che vanno superate con interventi infrastrutturali che attengono alla politica e all’attività delle istituzioni – spiega Quinci – . Bisogna fare sintesi partendo dalle soluzioni proposte dai rappresentanti del settore, che devono entrare, a pieno titolo, nell’agenda delle priorità e delle scelte decisionali ”.

L’obiettivo è costruire una strategia condivisa capace non soltanto di affrontare l’emergenza, ma anche di garantire una prospettiva di crescita duratura al comparto. Un percorso che, secondo Quinci, dovrà mettere insieme istituzioni, imprese e rappresentanti della filiera, puntando su innovazione, infrastrutture e collaborazione tra pubblico e privato.

In questo quadro, il Libero Consorzio si propone come soggetto di coordinamento e confronto con la Regione Siciliana, alla quale viene riconosciuto un ruolo decisivo nella tutela e nel rilancio dell’agricoltura dell’Isola.

“La sfida possiamo vincerla e dobbiamo vincerla – conclude Quinci – facendo squadra e con spirito unitario”.

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