L’Udc siciliano comincia a guardare alle elezioni regionali del 2027 e lo fa puntando, almeno nelle intenzioni, sul radicamento nei territori. Il coordinatore regionale del partito, Decio Terrana, ha aperto ufficialmente il percorso per la costruzione delle future liste, lanciando un appello ad amministratori, professionisti, imprenditori, giovani, donne e rappresentanti del mondo sociale.
Un lavoro che potrebbe avere un peso significativo anche in provincia di Trapani, territorio nel quale l’Udc negli ultimi mesi ha cercato di rafforzare la propria presenza politica e amministrativa ma, al momento, senza grandi risultati appariscenti malgrado l’impegno dell’ex parlamentare regionale Francesco Regina a cui il partito scudocrociato si è affidato nei mesi scorsi quando, nel dicembre scorso, a Marsala, era stata ufficializzata la sua nomina a coordinatore provinciale dell’Udc. In quella stessa occasione, Terrana e il presidente nazionale Lorenzo Cesa avevano incontrato amministratori locali e rappresentanti istituzionali, proseguendo poi il confronto a Trapani con il presidente del Libero Consorzio, Salvatore Quinci.
Un radicamento che nei mesi successivi si è tradotto anche in nuove adesioni. A gennaio, ad esempio, la consigliera comunale di Salemi e consigliera provinciale Alessia Rizzo ha lasciato la Democrazia Cristiana per aderire all’Udc, una scelta presentata come un’assunzione di responsabilità nei confronti del territorio. Ma c’è il nodo marsalese di Di Girolamo che, come noto, dopo essere stato eletto in consiglio comunale ha recentemente ufficializzato di volersi candidare con il partito di Cateno De Luca alle regionali.
Il partito, comunque, vuole trasformare questo lavoro politico in una struttura elettorale in vista delle Regionali 2027.
“Non vogliamo candidature calate dall’alto – afferma Terrana – ma persone che abbiano il coraggio di metterci la faccia e di conquistare il consenso attraverso lavoro, presenza e credibilità”.
Il messaggio è rivolto soprattutto a chi nei territori dispone già di una rete di relazioni, di un’esperienza amministrativa o professionale e di un rapporto diretto con le comunità. L’Udc parla di liste aperte, da costruire attraverso il confronto e non attraverso decisioni calate dai vertici regionali.
Un’impostazione che sembra inserirsi in un percorso più ampio avviato dal partito in Sicilia. Nei mesi scorsi Terrana aveva già rivolto un appello ai moderati, agli amministratori locali, ai movimenti civici e agli operatori politici interessati alla costruzione di una nuova area di centro, sottolineando la necessità di una politica «seria, equilibrata» e vicina alle esigenze di famiglie, imprese ed enti locali.
La provincia di Trapani potrebbe dunque diventare uno dei banchi di prova del progetto. Marsala, Mazara del Vallo, Salemi, Trapani e gli altri centri del territorio rappresentano una rete amministrativa e politica sulla quale l’Udc può provare a costruire una presenza più strutturata. Ma è un partito, dalle parti della Sicilia occidentale, che è tutto da ricostruire. E per farlo, al momento, mancano i calibri grossi. Per Regina e Terrana non è un compito facile anche perchè siamo davanti ad un periodo di grandi appuntamenti elettorali: non più soltanto amministrative e assetti locali, ma la costruzione della squadra che dovrà affrontare la competizione per l’Assemblea regionale.
“Chi pensa di avere qualcosa da dare alla propria terra troverà nell’Udc uno spazio di confronto e lavoro per la comunità“, ribadisce Terrana. Il partito annuncia per le prossime settimane una serie di incontri nei territori per raccogliere disponibilità, idee e proposte.
La partita, insomma, è appena iniziata. E nella provincia di Trapani la sfida sarà capire se l’Udc riuscirà a individuare candidature capaci di parlare a un elettorato moderato che, in vista del 2027, potrebbe tornare ad avere un peso decisivo negli equilibri politici siciliani.
“Il consenso non si pretende: si conquista”, è la linea indicata da Terrana. Saranno i territori, nei prossimi mesi, a dire quanto questa strategia sarà riuscita a tradursi in nomi, candidature e voti.
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PS: questo articolo, in funzione della sinergia fra le due testate giornalistiche, lo potete leggere anche su www.coretv.it