Un’immagine che fa riflettere e che interpella tutti: cittadini, amministrazione e servizi sociali. Due uomini hanno trascorso parte della giornata sdraiati, con alcune coperte e i propri effetti personali, sotto il porticato antistante la sede del Comune di Marsala.
La fotografia restituisce una situazione di evidente disagio e di possibile marginalità sociale. Non è però una storia che può essere liquidata semplicemente parlando di “degrado” o, peggio ancora, trasformandola in una questione legata alla provenienza delle persone. Il problema è sociale e riguarda la condizione di due esseri umani che, evidentemente, non hanno trovato un luogo diverso nel quale trascorrere la giornata o la notte.
E proprio per questo la scena merita attenzione.
Il porticato di Palazzo VII Aprile è uno dei luoghi più rappresentativi della città, sede delle istituzioni e spazio quotidianamente attraversato da cittadini, turisti e visitatori. Vederlo trasformato in un luogo di bivacco non può lasciare indifferenti. Ma allo stesso tempo non dovrebbe suscitare soltanto indignazione: dovrebbe interrogare la comunità sulla capacità di intercettare e affrontare situazioni di povertà, solitudine e marginalità.
Il decoro urbano e la dignità delle persone non sono valori contrapposti. Possono e devono convivere.
La domanda, quindi, non è soltanto: “Perché queste persone dormono davanti al Comune?”. La domanda dovrebbe essere anche: “Quali strumenti ha la città per intervenire quando qualcuno si trova in una condizione di grave difficoltà?”
Un intervento delle istituzioni, attraverso i servizi sociali e, quando necessario, le altre strutture competenti, potrebbe servire innanzitutto a comprendere chi siano queste persone, quale sia la loro situazione e se abbiano bisogno di assistenza, di un posto dove dormire o semplicemente di essere accompagnate verso i servizi disponibili.
Allo stesso tempo, è legittimo che cittadini e commercianti chiedano che gli spazi pubblici, soprattutto quelli istituzionali e monumentali, siano mantenuti decorosi e fruibili. Ma affrontare il problema spostando semplicemente le persone da un luogo all’altro non sarebbe una soluzione.
Serve invece una risposta che tenga insieme sicurezza, decoro, assistenza e dignità.
Marsala è una città che non può permettersi di voltarsi dall’altra parte davanti a situazioni di questo tipo. La fotografia può suscitare fastidio, certamente. Ma dovrebbe soprattutto rappresentare un campanello d’allarme.
Perché dietro una coperta stesa sul pavimento di un palazzo pubblico non c’è soltanto un problema di decoro urbano. Potrebbe esserci una storia di vita, una difficoltà economica, una solitudine o una situazione di disagio che chiede di essere ascoltata.
E le istituzioni, prima ancora di allontanare il problema dalla propria porta, dovrebbero provare a capire come affrontarlo.