Una nuova operazione antimafia scuote Petrosino e il territorio del trapanese. I Carabinieri hanno eseguito dodici misure cautelari in carcere nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, che avrebbe consentito di ricostruire l’organizzazione e le attività di un gruppo ritenuto collegato a Cosa Nostra locale. L’inchiesta rappresenta, secondo quanto riportato, uno sviluppo dell’operazione Hesperia. Al vertice del gruppo, secondo l’ipotesi accusatoria, ci sarebbe stato Marco Buffa, che avrebbe continuato a impartire direttive dal carcere. A gestire le attività sul territorio sarebbero stati, tra gli altri, Antonio Maltese, Kevin Favara e Vito Salvatore Licari, genero di Buffa.
Le dodici persone destinatarie della misura cautelare in carcere sono Marco Buffa, Kevin Favara, Antonino Maltese, Vito Salvatore Licari, Vincenza Favara, Vincenzo Favara, Vincenzo Li Vigni, Mario Porto, Marcello Chirco, Nicoletta Puccio, Enrico Giurrintano e Nicola Russo. Per altre sedici persone è stato disposto l’interrogatorio preventivo. L’inchiesta ipotizza a vario titolo reati di associazione mafiosa, estorsione, intimidazioni e danneggiamenti, porto d’armi e traffico di sostanze stupefacenti, tra cui cocaina, hashish e crack. Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito episodi legati alla gestione di un alloggio popolare attraverso condotte estorsive. L’indagine prende in esame un arco temporale compreso tra il 2022 e il 2024 e, secondo le informazioni disponibili, presenta anche profili collegati alle ultime elezioni amministrative.
Un ulteriore filone coinvolge la Procura presso il Tribunale per i minorenni, che avrebbe indagato nove persone. Tra gli episodi al centro degli accertamenti figurerebbe anche la disseminazione, nel gennaio 2023, di bottiglie contenenti benzina utilizzate, secondo l’ipotesi investigativa, nell’ambito di azioni intimidatorie. L’operazione restituisce dunque l’immagine di una presenza criminale strutturata, capace – secondo la ricostruzione degli inquirenti – di muoversi su più fronti, dalle estorsioni alla droga, fino alle intimidazioni e al controllo del territorio. Si tratta, naturalmente, di accuse che dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nelle successive fasi del procedimento e per le quali vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.