Cateno De Luca lancia da Palermo il Governo di Liberazione: “Costruiremo una coalizione ampia”

redazione

Cateno De Luca lancia da Palermo il Governo di Liberazione: “Costruiremo una coalizione ampia”

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sabato 18 Luglio 2026 - 15:59

“Oggi non presentiamo un partito, ma un metodo e una visione per costruire una Sicilia autonomista, civica e progressista”. Da un Teatro Politeama gremito, Cateno De Luca ha lanciato ufficialmente il progetto del “Governo di Liberazione”, aprendo la nuova fase politica di Sud Chiama Nord.
Nel suo intervento, De Luca ha chiarito che il movimento non è riunito per celebrare i risultati già raggiunti, ma per avviare un percorso di confronto finalizzato alla costruzione di un’alternativa di governo per la Sicilia. Un percorso che, ha spiegato, coinvolgerà partiti, amministratori locali, movimenti civici, corpi intermedi e cittadini.
De Luca ha rivendicato i risultati conseguiti da Sud Chiama Nord alle ultime elezioni amministrative, definendo il movimento “primo partito nei 17 Comuni siciliani chiamati al voto con il sistema proporzionale”, e ha annunciato che il confronto politico per la costruzione del dopo Schifani si sposterà sul piano nazionale.
“Per essere determinanti nel governo della Sicilia dobbiamo rafforzare anche la nostra presenza nazionale”, ha dichiarato, annunciando la conferenza nazionale di Sud Chiama Nord prevista a Roma nel prossimo autunno, con l’obiettivo di trasformare il movimento in una forza politica nazionale di ispirazione sturziana e a trazione meridionalista.
Nel corso dell’assemblea è stato inoltre presentato il decalogo programmatico del Governo di Liberazione, dieci punti che delineano il modello di Sicilia proposto da Sud Chiama Nord: piena attuazione dell’autonomia speciale, semplificazione amministrativa, risanamento dei conti pubblici, infrastrutture, rilancio dei servizi essenziali, valorizzazione del patrimonio culturale, sviluppo energetico, sostegno alle imprese, qualità dei servizi e protagonismo delle giovani generazioni.
De Luca ha poi aperto ufficialmente la fase costituente del progetto, annunciando l’avvio della raccolta delle candidature per contribuire alla definizione del programma di governo e della futura squadra, attraverso una piattaforma dedicata. Entro settembre saranno completate le selezioni e da ottobre prenderanno il via gli incontri programmatici sui territori.
Il leader di Sud Chiama Nord ha parlato di una Regione “ferma”, contestando la gestione di sanità, acqua, rifiuti, trasporti, autonomie locali e capacità di spesa, chiedendo il ritorno anticipato alle urne e invitando i parlamentari regionali ad affidare nuovamente ai siciliani la scelta del proprio governo.
Concludendo il suo intervento, De Luca ha ribadito che il progetto del Governo di Liberazione nasce per costruire una coalizione ampia, fondata sui contenuti e non sulle appartenenze politiche, confermando la disponibilità al confronto con tutte le forze che condivideranno il programma.
“Una sola cosa non accadrà: non saremo soli. Costruiremo un grande blocco autonomista, civico e progressista capace di restituire alla Sicilia il ruolo che merita”, ha concluso.

I COMMENTI DELLE ALTRE FORZE POLITICHE

“Oggi Cateno De Luca ha lanciato attacchi pesantissimi nei confronti di Renato Schifani e contro il metodo con cui il centrodestra gestisce la pubblica amministrazione regionale. Gli arresti, gli indagati, la corruzione ad ogni livello, le liste di attesa irrisolte, la sanità pubblica svilita, nessuna riforma degna di questo nome. Sono solo alcuni dei punti che caratterizzano il fallimento del governo Schifani e che abbiamo evidenziato, anche oggi, dal palco del Politeama”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, a margine della manifestazione organizzata da Cateno De Luca, questa mattina a Palermo.

“E quello che mi ha sorpreso è – prosegue – da un lato una difesa d’ufficio, da parte degli esponenti di centrodestra presenti, anche di fronte a fatti di una gravità estrema su cui evidentemente prevale il sempre caro interesse per il mantenimento della poltrona. E dall’altro invece mi lascia profondamente interdetto il silenzio di oggi – e dei giorni scorsi – sulla questione etica e morale e soprattutto della legalità su cui vi è stata una reazione da encefalogramma piatto, anche al cospetto del video con le dichiarazioni di Pio La Torre. Tutti temi che – conclude – riguarda questo governo e questa maggioranza e su cui è lecito attendersi una risposta concreta, in particolare in un giornate come queste in cui ci si avvicina all’anniversario della strage di via D’Amelio”.

Marianna Caronia: “Noi moderati ha deciso di mettere al primo posto i siciliani, con tutti coloro che lo faranno insieme a noi con serietà. E, poiché la stagione che abbiamo davanti non la possiamo affidare ad avventurismi o a estremismi, il movimento di Cateno De Luca può e deve essere parte importante di questo progetto”.

Luigi Sunseri (M5S): “Il Movimento 5 Stelle è alternativo a questa destra, a questo governo e a questo modo di fare politica. Su questo non c’è alcuna ambiguità. Chi dimostra concretamente di prendere le distanze da quel modello, come avvenuto ad esempio in occasione della mozione di sfiducia, può diventare un interlocutore. Altrimenti, non ci sono le condizioni per alcun confronto politico”.

“Per quanto mi riguarda – aggiunge Sunseri – gli avversari politici sono senza alcun dubbio quelli che oggi governano la Sicilia. Il centrodestra e il governo Schifani hanno dimostrato di non avere una visione per il futuro dell’Isola: nessuna vera stagione di riforme, nessuna risposta strutturale ai problemi dei siciliani, nessun cambio di passo. Al contrario, assistiamo a un quadro politico segnato da inchieste giudiziarie e arresti che coinvolgono esponenti e ambienti della politica e che contribuiscono ad alimentare una profonda sfiducia nelle istituzioni. La Sicilia ha bisogno di voltare pagina rispetto a un sistema di potere che pensa alla gestione delle poltrone e degli equilibri interni anziché alle emergenze e alle priorità dei cittadini. È questa destra il nostro avversario politico ed è rispetto a questo modello di governo che vogliamo costruire un’alternativa seria, credibile e radicalmente diversa”.

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