Dall’Albana dell’Emilia al Grillo della Sicilia, dal Marsala al Parmigiano Reggiano: un percorso che intreccia territori ed esperienze diverse e che ha avuto come filo conduttore il tempo, quell’insieme di cura e attesa che permette a determinati prodotti di esprimere il meglio di sè. Un viaggio tra sapori e abbinamenti che ha preso spunto, lo scorso 14 luglio, dalla presentazione, alle Cantine Pellegrino, del volume “Storie di vino” di Fabrizio Savigni e Lisa Pelegatti, un’analisi dei grandi vitigni italiani attraverso le storie e le voci dei produttori di ogni parte d’Italia. L’autore ha ripercorso alcuni momenti significativi del suo percorso, sottolineando soprattutto l’aspetto relazione e umano che ha caratterizzano l’incontro con le realtà produttive. “Raccontare un vino e un vitigno significa raccontare un territorio, un’Italia fatta di specificità che ci distinguono e sono fondamentali per il futuro del Paese”, ha sottolineato Savigni.
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Fulcro dell’incontro la masterclass che ha messo a confronto prima i due bianchi, l’Albana e il Grillo, entrambi con capacità d’invecchiamento importanti, e poi i Marsala di diverse aziende del territorio, insieme a varie stagionature di Parmigiano Reggiano. Non alla ricerca dell’abbinamento perfetto, ma dell’esperienza che ciascun consumatore vuole vivere, dimostrando come anche vini blasonati e conosciuti possano diventare ponti per nuove scoperte, che ogni bottiglia e ogni consumatore possono trovare la propria espressione in forme e occasioni diverse. “Un matrimonio culturale tra l’Emilia Romagna e la Sicilia”, lo ha definito Luca Manfredi, presidente AIS Emilia. “Abbiamo messo a confronto prodotti che portano l’Italia nel mondo. Un meraviglioso abbinamento di persistenze e lunghezze che si incontrano e si valorizzano a vicenda”, ha aggiunto Giuseppe Vultaggio, delegato AIS Trapani.
