Miccichè condannato dalla Corte dei Conti: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto blu

redazione

Miccichè condannato dalla Corte dei Conti: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto blu

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lunedì 28 Settembre 2026 - 23:38

La Corte dei Conti ha condannato Gianfranco Miccichè per danno erariale in relazione all’utilizzo dell’auto di servizio quando ricopriva la carica di presidente dell’Assemblea regionale siciliana. I giudici contabili hanno disposto il pagamento di 31.103 euro, oltre ad altri 11.660 euro che l’ex presidente dell’Ars dovrà risarcire in solido con il suo autista Maurizio Messina. La sentenza è stata emessa il 10 giugno dalla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, presieduta da Anna Luisa Carra, e depositata oggi. Per Messina è stata stabilita una condanna al pagamento di 13.591 euro. Entrambi dovranno inoltre rimborsare allo Stato 1.669 euro per le spese legali. L’autista era già stato condannato alcune settimane fa dalla stessa Corte dei Conti per il danno d’immagine arrecato all’Ars.

I viaggi per familiari e collaboratori

Al centro del procedimento c’è l’utilizzo dell’auto blu per attività che, secondo la Procura regionale della Corte dei Conti, non avrebbero avuto alcun carattere istituzionale. Tra gli episodi contestati ci sono diversi trasferimenti tra Palermo e Cefalù per accompagnare componenti della segreteria di Miccichè, familiari e altre persone, oltre al trasporto di beni destinati a esigenze personali, tra cui piante, medicine e generi alimentari. La Procura aveva contestato complessivamente decine di episodi ritenuti illeciti nell’utilizzo dell’autovettura di servizio.

I sette episodi legati alla droga

Particolarmente rilevante, nell’inchiesta contabile, il riferimento a sette episodi nei quali l’auto istituzionale sarebbe stata utilizzata per l’acquisto di sostanze stupefacenti. Su questo punto i giudici hanno accolto la ricostruzione della Procura, sottolineando nella sentenza come l’utilizzo di una risorsa pubblica per finalità esclusivamente private e illecite rappresenti una distrazione del bene dalla sua destinazione istituzionale. La Corte ha inoltre evidenziato che, anche nei casi in cui la condotta non integri necessariamente un reato, l’utilizzo del mezzo pubblico per finalità personali resta vietato dall’ordinamento. La Procura aveva contestato anche il non corretto impiego dell’assistente parlamentare Scardina e il rimborso ritenuto indebito di alcune spese di missione. L’ammontare complessivo delle contestazioni formulate dalla Procura regionale era di 109.397 euro. La Corte dei Conti ha però accolto solo parzialmente le richieste.

Il procedimento penale

La vicenda dell’utilizzo dell’auto blu ha anche un risvolto penale. Gianfranco Miccichè è infatti a processo davanti al Tribunale di Palermo con le accuse di peculato e truffa in concorso. Il procedimento penale è distinto da quello davanti alla Corte dei Conti e dovrà quindi concludersi con un autonomo accertamento giudiziario. La condanna appena depositata riguarda invece il danno erariale derivante dall’utilizzo dell’auto di servizio e delle risorse pubbliche per finalità che la magistratura contabile ha ritenuto estranee ai compiti istituzionali.

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