Da Milano a Marsala per una gara di kitesurf ma… l’attrezzatura non arriva, atleta risarcito

redazione

Da Milano a Marsala per una gara di kitesurf ma… l’attrezzatura non arriva, atleta risarcito

Condividi su:

domenica 05 Luglio 2026 - 09:12

Una vicenda che potrebbe creare un precedente. Partì da Milano nell’estate del 2021 per raggiungere Marsala e partecipare a un’importante competizione internazionale di kitesurf. Tutto era pronto, tranne un dettaglio fondamentale: la sua attrezzatura non arrivò mai a destinazione. È la curiosa vicenda giudiziaria che si è conclusa solo cinque anni dopo con una sentenza del Tribunale civile di Roma. Il giudice ha condannato Sda Express Courier a risarcire lo sportivo con 3.991 euro per la perdita dell’attrezzatura, scomparsa durante la spedizione e mai più ritrovata.

I fatti

L’appassionato aveva deciso di spedire tavola, aquilone e il resto dell’equipaggiamento dal capoluogo lombardo fino al resort in cui avrebbe soggiornato nella città siciliana, affidandosi a una piattaforma online. Ma il materiale non è mai arrivato. Per non rinunciare alla competizione, disputata nello Stagnone di Marsala, uno degli spot più rinomati al mondo per il kitesurf, è stato costretto a noleggiare sul posto tutta l’attrezzatura necessaria, sostenendo una spesa aggiuntiva. La vicenda è poi approdata in tribunale, dando vita a un lungo contenzioso seguito da Federconsumatori Milano e dall’avvocata Maria Rosaria Brancaccio. Nel corso del processo, Sda ha chiamato in causa anche Poste Italiane, ricordando che nel 2019 quest’ultima aveva acquisito il ramo d’azienda relativo ai servizi di corriere espresso. Il Tribunale, però, ha escluso qualsiasi responsabilità di Poste, attribuendo la perdita esclusivamente a Sda, che è stata condannata anche a rimborsare le spese legali sostenute sia dal consumatore sia dalla stessa Poste Italiane.

Cosa stabilisce la sentenza

Secondo i legali, la sentenza afferma un principio importante: il cliente non può subire le conseguenze di eventuali riorganizzazioni societarie delle aziende incaricate del trasporto. Il giudice ha invece respinto la richiesta di risarcimento per la cosiddetta “vacanza rovinata”. Pur riconoscendo la perdita dell’attrezzatura, ha ritenuto che non fosse stato dimostrato un danno morale tale da giustificare un ulteriore indennizzo, anche perché lo sportivo riuscì comunque a prendere parte alla gara grazie al noleggio dell’equipaggiamento. Resta però il mistero della spedizione: a distanza di cinque anni, dell’attrezzatura partita da Milano e diretta a Marsala non è stata trovata alcuna traccia. Una storia che ha dell’incredibile e che si è conclusa con un risarcimento economico, ma senza restituire al proprietario il prezioso materiale sportivo scomparso lungo il tragitto.

Condividi su:

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Commenta