Libero Consorzio, il Consiglio cambia volto. Quinci: “Province indispensabili, basta penalizzarle”

Luca Di Noto

Libero Consorzio, il Consiglio cambia volto. Quinci: “Province indispensabili, basta penalizzarle”

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giovedì 02 Luglio 2026 - 06:00

Le surroghe di due consiglieri provinciali rappresentano soltanto il primo tassello di una nuova fase politica e amministrativa per il Libero Consorzio comunale di Trapani. È questo il messaggio che il presidente Salvatore Quinci ci consegna al termine dell’ultima seduta del Consiglio provinciale, che ha sancito l’ingresso di Giacomo Stupia e Giuseppe Norfo al posto dei consiglieri Flavio Alagna e Ignazio Milazzo, decaduti dopo la cessazione del loro mandato nei rispettivi Consigli comunali. Una ricomposizione dell’aula che, secondo Quinci, consente adesso di archiviare la fase di riassetto istituzionale e concentrarsi finalmente sulle grandi scelte strategiche.

Il Consiglio provinciale torna al completo

È stata una giornata importante perché dopo le elezioni amministrative che hanno visto la surroga di due consiglieri che hanno svolto il loro lavoro in modo egregio, i consiglieri Alagna e Milazzo che non sono più in Consiglio comunale a Marsala e quindi sono stati sostituiti dai consiglieri Stuppia e Norfo, si è ricostituito il plenum del Consiglio provinciale”. Per il presidente, il primo anno di mandato è servito soprattutto a ricostruire il funzionamento dell’ente dopo anni di sostanziale immobilismo. “La Provincia sta mettendo in campo un percorso virtuoso. Dopo aver lavorato sul riassetto istituzionale e regolamentare del Consiglio, dello Statuto e del funzionamento delle commissioni, dopo aver riattivato la parte istituzionale e politica del Libero Consorzio, adesso è il momento di mettere mano alle iniziative amministrative che rispondono a una visione strategica che stiamo costruendo”.

Oltre 20 milioni per scuole, strade e sviluppo

Tra gli atti concreti rientra la recente variazione di bilancio, con il recepimento di nuovi finanziamenti destinati a edilizia scolastica, viabilità e innovazione tecnologica. Ma il vero margine di manovra arriverà dall’avanzo di amministrazione maturato con il rendiconto 2025. “Abbiamo più di 20 milioni di euro con cui ragioneremo insieme al Consiglio provinciale sulle iniziative amministrative, sociali e politiche da mettere in campo. È un buon inizio di questo secondo anno di mandato”. Una parte consistente di queste risorse sarà destinata all’edilizia scolastica. “Quasi la metà dell’avanzo andrà alle scuole. Abbiamo istituti senza impianto di riscaldamento, studenti che durante l’inverno seguono le lezioni con il giaccone addosso. È una situazione inconcepibile che dimostra quanto siano stati trascurati questi enti negli ultimi quindici anni”. Accanto alle scuole, priorità anche alla manutenzione delle strade provinciali, pur nella consapevolezza che le risorse disponibili non saranno sufficienti. “La viabilità necessita di decine di milioni di euro. Io ho fatto il conto: arriviamo quasi a cento milioni, ma queste risorse non le abbiamo. La Regione e il Governo nazionale devono assumersi le proprie responsabilità”.

L’appello a Regione e Governo sul futuro delle Province

Il passaggio più politico è però dedicato al ruolo delle Province in Sicilia. Quinci rivendica il lavoro svolto nel primo anno di governo, ma critica apertamente l’Assemblea regionale siciliana per avere bocciato le modifiche legislative che avrebbero garantito maggiore operatività ai consiglieri provinciali. “Le Province sono indispensabili. Lo hanno capito il Governo nazionale e tutti i presidenti delle Province italiane riuniti nell’Upi. Chi ancora non sembra averne piena consapevolezza è soprattutto l’Assemblea regionale siciliana, che con voto segreto ha bocciato norme legittime che avrebbero consentito ai consiglieri provinciali di svolgere serenamente il proprio mandato”.

Il clima istituzionale e gli obiettivi del secondo anno

Nel mirino finiscono, in particolare, il mancato riconoscimento dei permessi retribuiti ai consiglieri lavoratori dipendenti e l’assenza di rimborsi per le spese di viaggio. “Mi devono spiegare come un consigliere provinciale dipendente possa partecipare alle commissioni o ai Consigli senza avere diritto ai permessi che spettano invece ai consiglieri comunali. E allo stesso modo trovo assurdo che chi percorre decine di chilometri per svolgere un servizio istituzionale debba sostenere di tasca propria tutte le spese”. Infine, Quinci rivendica il clima istituzionale costruito finora all’interno del Consiglio provinciale. “Finora abbiamo votato tutto all’unanimità perché abbiamo condiviso il senso istituzionale di questo primo mandato. Ho trovato grande maturità politica e personale e sono convinto che questo clima continuerà anche nei prossimi anni. È con questo spirito che vogliamo restituire alle Province la rappresentatività e la reputazione che meritano”.

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