Si accende il confronto politico sulla gestione delle risorse idriche in Sicilia. Al centro della polemica le dichiarazioni del deputato regionale Ismaele La Vardera, che nei giorni scorsi ha proposto l‘uscita della Regione da Siciliacque, ritenendo necessario un cambio di rotta nella gestione del servizio idrico. A replicare duramente è stato il capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, Stefano Pellegrino, che ha accusato La Vardera di contraddirsi nelle proprie valutazioni sulla situazione idrica dell’Isola. Secondo Pellegrino, infatti, da una parte viene riconosciuto che gli invasi siciliani risultano attualmente ben forniti d’acqua grazie alle abbondanti precipitazioni registrate durante l’inverno, ma anche agli interventi di efficientamento delle reti e alle politiche di risparmio idrico promosse dal governo regionale. Dall’altra, però, si continua ad attribuire all’esecutivo regionale la responsabilità della crisi idrica.
Per il capogruppo azzurro, se le riserve d’acqua presenti negli invasi sono sufficienti, il nodo principale non sarebbe la disponibilità della risorsa, bensì la sua distribuzione sul territorio. Un aspetto sul quale, ha sottolineato, il governo regionale starebbe già intervenendo attraverso una serie di opere e investimenti. Pellegrino ha inoltre contestato la proposta di uscire da Siciliacque, definendola una soluzione priva di fondamento tecnico e giuridico. A suo giudizio, l’abbandono dell’attuale modello riporterebbe la Sicilia a una gestione frammentata delle risorse idriche, una situazione che in passato avrebbe contribuito a creare inefficienze e difficoltà nel sistema. “La gestione unificata e controllata delle risorse – sostiene Pellegrino – rappresenta invece uno degli elementi che hanno consentito di affrontare l’emergenza e di garantire oggi livelli di riserva più adeguati rispetto al passato”.
Il parlamentare di Forza Italia ha quindi rivendicato la necessità di affrontare il tema dell’acqua con un approccio pragmatico e basato su valutazioni tecniche, criticando quelle che considera posizioni propagandistiche e prive di concretezza. La replica si è conclusa con un duro affondo politico nei confronti di La Vardera e delle forze politiche che, secondo Pellegrino, in passato avrebbero contribuito ad aggravare la situazione finanziaria della Regione, lasciando in eredità miliardi di euro di debiti. Le dichiarazioni si inseriscono nel più ampio dibattito sulla gestione delle risorse idriche in Sicilia, tema che continua a occupare il centro dell’agenda politica regionale dopo i mesi segnati dall’emergenza siccità e dalle difficoltà di approvvigionamento registrate in diverse aree dell’Isola.