Riforma della caccia, il WWF Sicilia: “Fermate il ddl, mette a rischio fauna, favorisce lobby”

redazione

Riforma della caccia, il WWF Sicilia: “Fermate il ddl, mette a rischio fauna, favorisce lobby”

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lunedì 22 Giugno 2026 - 07:04

Un appello urgente ai sedici senatori eletti in Sicilia affinché non sostengano la proposta di riforma della legge sulla caccia. A lanciarlo sono le organizzazioni territoriali del WWF Sicilia, che hanno inviato una nota ai parlamentari dell’Isola in vista dell’avvio della discussione al Senato del disegno di legge n. 1552, primo firmatario il senatore Malan, che interviene sulla normativa nazionale in materia di tutela della fauna selvatica e attività venatoria. Secondo il WWF, il provvedimento rappresenterebbe un significativo passo indietro nelle politiche di conservazione ambientale e di tutela della biodiversità. Nel documento indirizzato ai rappresentanti siciliani di tutti gli schieramenti politici, l’associazione denuncia il rischio di una sostanziale liberalizzazione dell’attività venatoria, con la possibilità di ampliare le aree aperte alla caccia, estendere il calendario venatorio e aumentare il numero delle specie cacciabili.

Ddl in conflitto con le norme europee

Gli ambientalisti sottolineano inoltre come alcune delle modifiche previste possano entrare in conflitto con la normativa europea, in particolare con le direttive “Uccelli” e “Habitat”, esponendo l’Italia al rischio di nuove procedure di infrazione da parte dell’Unione Europea. Nella nota viene anche evidenziato un progressivo ridimensionamento del ruolo degli organismi tecnico-scientifici, come l’ISPRA, nei processi decisionali riguardanti la gestione della fauna selvatica. Particolarmente preoccupanti, secondo il WWF, sarebbero le possibili conseguenze sul patrimonio faunistico nazionale. L’associazione ricorda che, secondo le stime ISPRA relative al periodo compreso tra le stagioni venatorie 2017-2018 e 2022-2023, oltre 32 milioni di uccelli cacciabili sono stati abbattuti in Italia. Un dato che si inserisce in un contesto già delicato, nel quale il 28% delle specie di vertebrati e il 26% delle specie di uccelli nidificanti risultano a rischio di estinzione.

Legge a favore di grandi lobby agricole

Nel mirino dell’associazione finiscono anche alcuni emendamenti che, a giudizio del WWF, favorirebbero interessi economici legati alle grandi lobby agricole. Tra le novità contestate figurano la possibilità di trasformare le aree private destinate alla caccia in vere e proprie attività imprenditoriali, l’accesso a fondi pubblici e l’apertura dell’attività venatoria a cittadini stranieri con regole meno restrittive rispetto a quelle attualmente vigenti.

Italiani contro la caccia

Per contrastare l’approvazione della riforma, il WWF richiama anche il consenso dell’opinione pubblica. Secondo i dati IPSOS citati dall’associazione, l’85% degli italiani sarebbe contrario alla caccia. Nel frattempo, le campagne promosse dalle organizzazioni ambientaliste hanno già raccolto oltre 400 mila firme contro il disegno di legge e più di 50 mila adesioni alla proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione della caccia e una maggiore tutela delle proprietà private dalle intrusioni armate. “La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e rappresenta un valore protetto dall’articolo 9 della Costituzione, che impegna la Repubblica alla tutela dell’ambiente, degli ecosistemi e della biodiversità nell’interesse delle future generazioni – afferma Pietro Ciulla, delegato WWF Italia per la Sicilia –. Chiediamo ai senatori eletti nell’Isola di non sostenere questa proposta, che rischia di compromettere in maniera grave e duratura il patrimonio naturale del nostro Paese”.

L’appello

L’appello è stato sottoscritto dai rappresentanti delle organizzazioni WWF presenti nei diversi territori dell’Isola: Erica Capraro per il WWF Sicilia Area Mediterranea, Ennio Bonfanti per il WWF Sicilia Centrale, Girolamo Valenti per il WWF Sicilia Nord Occidentale, Vita Raiti per il WWF Sicilia Nord Orientale e Oleana Prato per il WWF Sicilia Sud Orientale. L’associazione ha annunciato che seguirà da vicino l’iter parlamentare del provvedimento, pubblicando aggiornamenti attraverso il proprio sito e i canali social nell’ambito della campagna contrassegnata dagli hashtag #IoMiOppongo e #NoDdlCaccia.

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