Prosegue la mobilitazione del Comitato No F-35 Trapani-Birgi contro il progetto che prevede la realizzazione, all’interno dell’aeroporto militare di un centro di addestramento e manutenzione destinato ai caccia bombardieri F-35. Il coordinamento denuncia quella che definisce una scelta politica che destina ingenti risorse pubbliche al settore militare anziché ai servizi essenziali per i cittadini. Secondo il Comitato, i 172 milioni di euro previsti per l’infrastruttura rappresentano fondi sottratti a settori come la sanità, la scuola, il lavoro e la transizione ecologica. Gli attivisti sostengono che il progetto non riguardi esclusivamente il territorio trapanese, ma abbia una portata più ampia, inserendosi nelle strategie nazionali di rafforzamento dell’apparato militare.
Tra le principali criticità evidenziate vi sono gli effetti sull’ambiente e sulla salute pubblica. Il Comitato richiama l’attenzione sull’inquinamento acustico generato dagli F-35, sottolineando come il rumore prodotto dai velivoli possa incidere sulla qualità della vita delle comunità residenti nelle aree limitrofe all’aeroporto. Vengono inoltre espressi timori per le possibili conseguenze sull’ecosistema della Riserva Naturale dello Stagnone, considerata una delle aree di maggiore pregio ambientale della Sicilia occidentale. Gli organizzatori affermano che la protesta sta registrando una crescente partecipazione di cittadini, associazioni e realtà sociali del territorio. Una mobilitazione che, dopo mesi di iniziative e incontri pubblici, punta ora a coinvolgere anche la città di Alcamo.
Per questo motivo il Comitato No F-35 Trapani-Birgi ha promosso un’assemblea aperta alla cittadinanza in programma lunedì 15 giugno alle ore 20.30 presso lo Spazio Terra Insumisa, lungo la Strada Provinciale 55 ad Alcamo. L’incontro sarà dedicato al confronto sulle conseguenze economiche, sociali e ambientali del progetto e alle future iniziative del movimento. Al termine dell’assemblea è prevista anche la proiezione del film “Valentina e i Muostri”, opera che affronta il tema delle ferite ambientali nel territorio di Niscemi e il percorso di emancipazione della giovane protagonista, intrecciando questioni sociali e ambientali. L’obiettivo dichiarato dal Comitato è quello di ampliare ulteriormente il fronte del dissenso e mantenere alta l’attenzione pubblica su una vicenda che, secondo gli attivisti, riguarda il futuro del territorio, la tutela dell’ambiente e il modello di sviluppo che si intende perseguire per la provincia di Trapani.