La riprogrammazione dei fondi FSC 2021-2027 da parte della Regione Siciliana riaccende lo scontro politico sul futuro del porto di Bonagia. Dopo la notizia che i 34 milioni di euro inizialmente inseriti nella programmazione per l’infrastruttura valdericina saranno destinati ad altri interventi ritenuti immediatamente cantierabili, il Circolo PD di Valderice, il gruppo consiliare “La Scelta” e il Movimento 5 Stelle puntano il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Stabile.
“Una responsabilità politica che parte da lontano”
Secondo le forze di opposizione, la decisione del Governo regionale rappresenta l’epilogo di una vicenda segnata da ritardi, errori procedurali e scelte amministrative sbagliate che si trascinano da quasi vent’anni. “È comprensibile che il sindaco sia frastornato nell’apprendere che il Governo regionale ha riprogrammato i fondi di sviluppo e coesione utilizzando anche i 34 milioni indicati per il porto di Bonagia a favore di altri Comuni che dispongono di progetti cantierabili – affermano in una nota congiunta –. Risulta invece incomprensibile che faccia finta di non capire quanto grave sia la sua responsabilità rispetto agli errori commessi”.
Ritardi e procedure sotto accusa
Le opposizioni ripercorrono le tappe della vicenda a partire dal 2008, quando, secondo la loro ricostruzione, venne abbandonata l’ipotesi di project financing che aveva raccolto diverse manifestazioni di interesse per puntare su un progetto ritenuto inadeguato. Una scelta che avrebbe successivamente portato alla perdita di finanziamenti per oltre 9 milioni di euro tra fondi del Patto territoriale TP Nord, Provincia regionale e Comune di Valderice. “Inizia così il calvario di un progetto privo degli studi necessari – sostengono PD, La Scelta e M5S – che ha determinato la revoca dei finanziamenti e ingenti spese per consulenze e progettazioni”.
La doccia fredda arrivata all’Ars
Nel mirino finisce anche il periodo compreso tra il 2018 e il 2021, durante il quale, secondo gli oppositori, si sarebbe registrato un lungo immobilismo amministrativo. Viene inoltre contestato il ritardo accumulato nell’utilizzo dei 265 mila euro stanziati dalla Regione per l’adeguamento progettuale e per la predisposizione degli studi richiesti dalle normative ambientali e dal Codice degli appalti. Per le forze di opposizione, la perdita della disponibilità dei 34 milioni FSC sarebbe stata ampiamente prevedibile. “Documenti e passaggi amministrativi indicano chiaramente che la vicenda del porto è stata utilizzata soprattutto per fini elettorali. La realtà dimostra invece un fallimento che continua a penalizzare Valderice”, affermano.
“Valderice merita risposte concrete”
La polemica si è trasferita anche all’Assemblea Regionale Siciliana, dove la deputata del Movimento 5 Stelle, Cristina Ciminnisi, è intervenuta chiedendo chiarimenti all’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò. “Anni di annunci roboanti in campagna elettorale, e ora la notizia della riprogrammazione che di fatto distoglie i 34 milioni di euro stanziati per il porto di Bonagia verso altri interventi”, ha dichiarato la parlamentare regionale, definendo quanto emerso in Aula una “doccia fredda” per il territorio. Secondo quanto riferito dall’assessore Aricò, il progetto non sarebbe ancora esecutivo né corredato di tutte le autorizzazioni necessarie e, pertanto, non risulterebbe compatibile con i tempi previsti dal cronoprogramma dei fondi FSC. “I valdericini sono stati trattati come un bacino di voti da coltivare in campagna elettorale e abbandonati a se stessi una volta incassato il consenso”, ha aggiunto Ciminnisi, annunciando la presentazione di una richiesta di audizione in commissione e di un’interrogazione parlamentare per fare piena luce sulla vicenda.
E sul porto di Marinella di Selinunte
Nel suo intervento all’ARS, la deputata ha inoltre richiamato l’attenzione sulla situazione del porto di Marinella di Selinunte, ancora alle prese con i problemi causati dall’accumulo di posidonia che ostacola le attività dei pescatori. Dall’assessore è arrivato l’annuncio della ripresa, dal prossimo 15 giugno, delle operazioni di rimozione della posidonia, passaggio preliminare ai lavori di dragaggio. Per il fronte delle opposizioni valdericine, tuttavia, il nodo principale resta quello di Bonagia. “Siamo davanti alla cronaca di una morte annunciata – concludono –. Oggi si continua a dire che il progetto andrà avanti e che in futuro si troveranno le risorse necessarie. Intanto, però, Valderice perde un’opportunità strategica e il territorio continua ad aspettare risposte concrete”.