Tornano operativi i Centri Educativi Polivalenti per minori, uno degli strumenti principali di intervento socio-educativo del territorio. Il servizio è attivo nel Distretto socio-sanitario n. 53, con Mazara del Vallo capofila, e coinvolgerà complessivamente 66 minori tra Mazara e Salemi. Un progetto che va oltre la semplice assistenza e che punta a intercettare e prevenire situazioni di disagio sociale, offrendo ai giovani spazi di crescita, confronto e supporto educativo. Nel dettaglio, sono due i centri attivati: uno a Mazara del Vallo, presso il Giardino dell’Emiro in via Niccolò Scaduto, che accoglierà 40 minori, e uno a Salemi, all’interno dell’Istituto comprensivo “Garibaldi – Giovanni Paolo II”, destinato invece a 26 ragazzi.
I destinatari del progetto
I destinatari sono minori in età scolare che presentano difficoltà relazionali o che si trovano in contesti a rischio di emarginazione. Il servizio, affidato al Consorzio SOL.CO di Catania con il coinvolgimento di cooperative sociali esecutrici, ha un valore complessivo di circa 416mila euro ed è finanziato attraverso il Piano di Azione Locale 2022. L’aggiudicazione è avvenuta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con punteggio complessivo di 90,33. Dal punto di vista organizzativo, le attività si svolgeranno dal lunedì al venerdì per tre ore al giorno: nel pomeriggio durante i mesi scolastici e in orario antimeridiano nel periodo estivo. La durata complessiva del servizio è di 55 settimane e garantirà una continuità educativa lungo quasi tutto l’arco dell’anno.
I Centri Educativi Polivalenti: funzionalità
Ma cosa sono, nel concreto, i Centri Educativi Polivalenti? Non si tratta di semplici doposcuola, ma di veri e propri presìdi sociali, spazi nei quali i minori possono sviluppare relazioni positive, condividere esperienze emotive e costruire un percorso di crescita supportato da educatori qualificati. Il progetto si muoverà poi su più livelli. Da un lato c’è il sostegno diretto ai ragazzi, attraverso attività educative, didattiche e ricreative. Dall’altro un lavoro più ampio che coinvolge anche le famiglie, con l’obiettivo di rafforzare le competenze genitoriali e migliorare le dinamiche relazionali all’interno del nucleo familiare. Uno degli aspetti centrali è il contrasto alla dispersione scolastica. I centri operano infatti in sinergia con le scuole e con altri progetti già attivi sul territorio, contribuendo a sostenere l’obbligo scolastico e a prevenire l’abbandono.
Il ruolo dei servizi sociali e investimento
Non meno importante è poi il ruolo dei Servizi sociali, che utilizzano queste strutture anche come strumenti di osservazione e valutazione nei casi seguiti su mandato dell’autorità giudiziaria. Un lavoro delicato, che richiede continuità e professionalità. L’investimento economico si concentra in gran parte sul personale: oltre 370mila euro sono destinati agli operatori, a conferma della centralità della componente educativa nel progetto. In un contesto sociale sempre più complesso, segnato da fragilità diffuse e nuove forme di disagio giovanile, il ritorno dei Centri Educativi Polivalenti rappresenta un segnale importante. Non solo un servizio, ma un presidio tangibile di comunità. Un luogo in cui intercettare i bisogni prima che questi possano trasformarsi in emergenze.