Il Palashark deluso e sempre con meno pubblico è l’immagine più eloquente di una crisi senza precedenti. A fronte di 3.400 abbonati, sugli spalti per Trapani-Trento erano presenti appena 1.500 spettatori, segno tangibile di una rassegnazione ormai diffusa in città. In campo, intanto, è andato in scena l’ennesimo capitolo di una stagione che ha superato da tempo i confini dello sport per trasformarsi in un caso nazionale. Dopo la rinuncia all’ultimo turno con la Virtus Bologna e la gara di coppa persa per abbandono, Trapani è tornata sul parquet in condizioni drammatiche. Penalizzata di 10 punti in classifica, in totale, senza allenatore e impossibilitata a tesserare nuovi giocatori per gravi inadempienze economiche, la squadra ha affrontato Trento con soli sette effettivi a referto. Una situazione già limite, degenerata rapidamente.
Gara giocata in 4 minuti, giocatori lasciano il campo
Nel corso dei minuti iniziali, infatti, i giocatori senior hanno progressivamente abbandonato il campo a causa di infortuni (c’è chi ha lamentano un mal di pancia), lasciando in gioco soltanto quattro ragazzi delle giovanili. Dopo 3 minuti e 20 secondi è arrivata l’uscita per cinque falli del primo di loro, seguita appena 16 secondi dopo dal secondo. A 4’11” anche il terzo giovane è stato costretto a lasciare il parquet per falli. Con un solo giocatore rimasto in campo, sull’11-26, gli arbitri non hanno potuto fare altro che dichiarare conclusa la partita. Una scena surreale, che ha fatto il giro dei social e delle cronache sportive di tutta Europa, arrivando pochi giorni dopo un’altra figuraccia internazionale, quella di martedì scorso in Bulgaria in una gara di Champions League. Le due società sportive di Trapani, calcio e basket, entrambe riconducibili all’imprenditore Valerio Antonini – inibito dalla Fip complessivamente per quattro anni – risultano di fatto al collasso, appesantite da penalizzazioni pesantissime: 15 punti nel calcio in Serie C e 10 nel basket di Serie A, a causa di irregolarità nei pagamenti fiscali e previdenziali.
Vertice tra Fip e Lega su caso Trapani Shark
Di fronte a un quadro sempre più imbarazzante, la Federazione Italiana Pallacanestro e la Lega Basket hanno deciso di intervenire. Per oggi, lunedì 12 gennaio, è stato convocato un incontro urgente nella sede federale di via Vitorchiano, a Roma, con l’obiettivo di individuare le mosse necessarie per porre fine a una situazione che sta danneggiando l’immagine dell’intero movimento. Sul caso è intervenuto anche Alessandro Marzoli, presidente della Giba, il sindacato dei giocatori di basket, che ha lanciato un duro atto d’accusa: “Torniamo a chiedere rispetto per gli atleti di Trapani, dopo la partita disputata contro Trento. Non comprendiamo le ragioni dell’insistenza nel voler giocare a ogni costo e nel consentire lo svolgimento di incontri indecenti, privi della minima equità competitiva”. Marzoli sottolinea anche i rischi per la salute degli atleti: “Non è accettabile costringere giocatori professionisti a scendere in campo senza le condizioni sportive minime, aumentando esponenzialmente il rischio di infortuni. Gli atleti sono lavoratori e meritano tutela e rispetto”. L’appello finale è rivolto direttamente alla società: “Chiediamo che si trovi immediatamente una soluzione per mettere fine a quello che sta diventando un motivo di vergogna per la pallacanestro italiana e per l’intero sistema sportivo”. Nel frattempo, mentre si attende il vertice tra Fip e Lega, Trapani resta sospesa tra l’umiliazione sportiva e l’incertezza sul futuro, con un pubblico sempre più distante e una città che assiste, impotente, allo sfaldamento di un progetto ormai al limite del sostenibile.