I Carabinieri del Ros hanno sequestrato circa 80mila euro in contanti all’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, indagato, insieme ad altre 17 persone tra cui l’ex ministro Saverio Romano, nell’inchiesta su una serie di appalti nella sanità. I soggetti in questione sono, a vario titolo, indagati per associazione a delinquere, turbativa degli incanti e corruzione. Il denaro è stato trovato nel corso di perquisizioni disposte dalla Procura di Palermo.
Una parte dell’ingente somma era conservata nella casa palermitana di Cuffaro, in via Francesco Scaduto, dove i militari dell’Arma hanno trovato due casseforti e un mobile blindato. Peraltro, numerose banconote sono risultate in cattivo stato di conservazione. Un’altra parte della somma era stata, invece, nascosta nella tenuta di San Michele di Ganzaria (in provincia di Catania) dove lo scorso 19 luglio (in concomitanza con l’anniversario della Strage di via D’Amelio) l’ex presidente della Regione festeggiò il matrimonio del figlio, con circa 2000 invitati.
Contestualmente, a Palermo sono in corso gli interrogatori preventivi di alcuni degli indagati (quello di Cuffaro è in agenda per la giornata di venerdì). Davanti al gip di Palermo, Carmen Salustro, è comparso Vito Fazzino, commissario della gara di appalto per l’affidamento dei servizi di ausiliariato e reception bandita dalla Asp di Siracusa e illegittimamente assegnata, secondo i pm, alla Dussmann Service srl. Per l’accusa, dietro all’aggiudicazione, che sarebbe dovuta andare alla ditta Pfe, ci sarebbe stato un accordo criminoso volto a favorire la Dussman e l’impresa di Sergio Mazzola che ha ricevuto un subappalto, la Euroservice srl, sponsorizzata da Romano. Il ruolo di Fazzino nella vicenda sarebbe stato ridimensionato. L’indagato avrebbe ammesso di aver commesso un falso, ma perché indotto in errore: perciò per lui la Procura ha revocato la richiesta di arresto.