Per anni ha insegnato nelle scuole primarie di Milano, costruendo la propria esperienza professionale lontano dalla Sicilia. Adesso, però, per Elisa Bonafede si apre una nuova fase della vita: da settembre tornerà nella sua città d’origine, Marsala, grazie al trasferimento ottenuto dopo anni di attesa. Una notizia accolta con grande soddisfazione dalla docente marsalese, che tuttavia ha dovuto accettare un cambiamento importante pur di rientrare nella sua terra. Non insegnerà più nella scuola primaria, ma in una scuola dell’infanzia. Un compromesso che non ha esitato ad accettare pur di riavvicinarsi alla famiglia e ritrovare una qualità della vita che negli ultimi anni era diventata sempre più difficile da sostenere.
La sua storia, raccontata dal Tgr Sicilia, è quella di molti insegnanti del Sud che negli anni hanno lasciato la propria regione per trovare un posto stabile nella scuola pubblica. Una scelta spesso obbligata, che però comporta sacrifici economici e personali sempre più pesanti. A Milano Elisa divideva un appartamento con altre due persone. Per una stanza pagava 650 euro al mese, una cifra che racconta bene il peso del costo della vita nel capoluogo lombardo. A questa spesa si aggiungevano quelle per i viaggi necessari a tornare periodicamente in Sicilia e tutte le altre uscite quotidiane che incidono sul bilancio di chi vive lontano da casa. “Milano ti dà la possibilità di lavorare e di farlo bene – ha raccontato – ma siamo persone destinate a tornare, perché le condizioni non ci consentono una vita in autonomia. I costi sono altissimi: gli affitti, ma anche i viaggi di rientro”. Parole che fotografano una realtà condivisa da molti lavoratori, non soltanto insegnanti. Da un lato le opportunità professionali offerte dalle grandi città del Nord, dall’altro il crescente costo della vita che rende difficile progettare il futuro, soprattutto per chi vive da solo o deve mantenere un doppio legame con la propria terra d’origine.
La vicenda di Elisa non è un caso isolato. Nel plesso scolastico dove ha lavorato per gran parte della sua esperienza professionale, ben dieci insegnanti hanno presentato domanda di trasferimento. Soltanto tre sono riusciti ad ottenerlo quest’anno, mentre gli altri continueranno a tentare nelle prossime procedure di mobilità. Dietro i numeri si nascondono storie di famiglie separate, affetti vissuti a distanza e professionisti che, dopo anni trascorsi lontano da casa, sperano di poter tornare nei luoghi da cui sono partiti. Per Elisa quel momento è finalmente arrivato. Da settembre avrà una casa tutta sua a Marsala e potrà continuare a insegnare vicino alle sue radici, lasciandosi alle spalle una vita fatta di stanze in affitto, condivisioni forzate e continui viaggi tra Nord e Sud.