Vendemmia 2023 a rischio nel trapanese tra alti costi e peronospora

redazione

Vendemmia 2023 a rischio nel trapanese tra alti costi e peronospora

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giovedì 06 Luglio 2023 - 07:45

Che fosse a rischio l’intera annata vitivinicola, tra bombe d’acqua e alluvioni, era prospettabile. Il territorio trapanese, in particolare, è il territorio più penalizzato in Sicilia e non solo a causa del meteo. Ma partiamo da qui.

Tutte le aziende che non hanno terminato i trattamenti antiparassitari hanno stimato un calo vendemmiale fino al 25%. L’Unione italiana vini stima perdite previste in alcune aree, per la prossima vendemmia, fino a un meno 40% in vista dell’allarme peronospora, il fungo che colpisce la vite.

Maggiormente colpita risulta la viticultura biologica specie in Sicilia e proprio nelle nostre terre: qui si stima un calo della produzione tra il 10 e il 15%. “In generale – afferma il presidente UIV, Lamberto Frescobaldi – la stagione prevendemmiale era partita bene un po’ ovunque, poi da maggio in avanti la situazione si è guastata. Siamo passati repentinamente dal problema degli stock in eccesso, attualmente confermato con le Dop in eccedenza a +9% sullo scorso anno, a uno scenario di probabile importante riduzione dei volumi di raccolta previsti in diverse regioni”.

Nel corso di un incontro organizzato in contrada Terranove-Bambina, a Marsala, dall’associazione “I Guardiani del Territorio”, la deputata regionale 5 Stelle Cristina Ciminnisi ha posto l’attenzione del Governo Regionale anche sugli elevanti costi di produzione del comparto: “Schifani valuti con attenzione le proposte che vengono dagli operatori del settore o individui una soluzione alternativa che aiuti il comparto vitivinicolo a uscire dall’emergenza. Ma lo faccia subito, prima della vendemmia 2023, in modo da assicurare, già dalla produzione di quest’anno un sostegno alle imprese. Urgente l’audizione dei rappresentanti dei viticoltori in III Commissione Attività Produttive per vagliare la fattibilità della loro articolata proposta o per elaborarne di alternative”.

A quell’incontro, peraltro, non sono mancati i deputati Dario Safina e Stefano Pellegrino, il sindaco di Petrosino Giacomo Anastasi, nonchè i presidenti delle Cantine Sociali Colomba Bianca, Paolini, Europa, Birgi, Petrosino, e i rappresentanti di Coldiretti e CIA. Di contro, la Doc Sicilia di certo non si ferma. E lancia così un nuovo piano vitivinicolo regionale per accrescere la qualità dei prodotti vinicoli.

Il Consorzio Tutela Vini Doc Sicilia infatti, lavorerà al piano con l’obiettivo di esaltare sempre di più la produzione siciliana, composta da vitigni autoctoni sempre più centrali e di rilievo come Nero D’Avola e Grillo. Uve che danno vita a vini di altissima qualità e che, grazie anche al nuovo Piano Vitivinicolo, potranno penetrare sempre di più nel mercato. “Il mondo del vino siciliano ha tutti gli strumenti per diventare sempre più di successo, anche a livello internazionale. – afferma il marsalese Antonio Rallo, Presidente del Consorzio –. Siamo onorati di prendere parte a questo progetto, tanto ambizioso quanto virtuoso, per la creazione di un modello che faccia da bussola allo sviluppo sostenibile del settore, operando in modo tangibile sulla valorizzazione dell’identità dei vini siciliani e del territorio in cui nascono. Un territorio da far scoprire, caratterizzato da un legame prezioso tra le sue meraviglie naturalistiche, culturali e storiche e le sue eccellenze enologiche”.

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