L’ultima domenica di ottobre, secondo tradizione, segna il passaggio dall’ora legale all’ora solare. L’introduzione dei dispositivi elettronici negli ultimi anni ha fatto sì che molti apparecchi diffusi nelle famiglie si aggiornassero automaticamente (telefoni, sveglie, display delle auto), lasciando l’antico rito dello spostamento delle lancette soltanto agli orologi da polso per l’aggiornamento orario.
Si è dormito un’ora in più (e questa è la bella notizia) ma si avrà un’ora in meno di luce a fine giornata, con l’effetto che, come si dice nel linguaggio popolare, “le giornate si accorceranno”.
Uno studio di Terna certifica che l’ora legale in sette mesi ha fatto risparmiare 190 milioni di euro alle bollette degli italiani. Il minor consumo di energia ha inoltre evitato l’emissione di 200mila tonnellate di CO2. Un aspetto quantomai importante in tempi di cambiamento climatico e crisi energetica.
Per questa ragione la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e Consumerismo No Profit hanno raccolto 256.000 firme per questo, spiegando che, con questi prezzi dell’energia, nel 2023 si risparmierebbe due miliardi e mezzo di euro, non escludendo di percorrere formalmente la strada di un referendum popolare per avere l’ora legale tutto l’anno.
Allo stato attuale è previsto che l’ora legale torni in vigore l’ultima domenica di marzo (il 27).