Resto al Sud: tra le attività giovanili incluso anche il commercio

redazione

Resto al Sud: tra le attività giovanili incluso anche il commercio

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martedì 23 Novembre 2021 - 16:59

Continua ad essere una grande e imperdibile opportunità, il cosiddetto “Bando Resto al Sud”, con oltre 10.210 iniziative finanziate, 432 milioni di euro di agevolazioni concesse e oltre 38.058 posti di lavoro già creati.

L’intento di tale forma di finanziamento è, sin dalla sua istituzione, sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali e libero professionali, per i soggetti con età compresa tra i 18 e i 55 anni e per tale scopo è disponibile un fondo pari ad un miliardo e 250 milioni di euro; le domande di accesso vengono valutate in ordine cronologico: non ci sono bandi, scadenze o graduatorie. Con le ultime novità appena approvate e introdotte con la conversione in legge del DL n. 121 del 10 settembre 2021, il canale di accesso agli incentivi diventa ancora più ampio superando anche i confini territoriali coinvolgendo anche il Centro Nord.

Entra, tra i settori finanziabili, anche il commercio nei settori coperti dall’agevolazione, prima escluso. Dall’acquisto di macchinari ai costi di gestione, sono diverse le spese ammissibili alle agevolazioni che Resto al Sud copre fino al 100 per cento: 50% di contributo a fondo perduto; 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI con gli interessi a carico di Invitalia e fino a un importo di 50.000 euro per ogni richiedente. Il limite sale a 60.000 euro per le imprese esercitate in forma individuale con un solo soggetto proponente e a 200.000 per le società composte da 4 soci. Possono essere finanziate: ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa); macchinari, impianti e attrezzature nuovi; programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione; spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) per un massimo del 20% del programma di spesa.

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