Olimpiadi, argento per il siciliano Garozzo. Le congratulazioni di Musumeci

redazione

Olimpiadi, argento per il siciliano Garozzo. Le congratulazioni di Musumeci

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lunedì 26 Luglio 2021 - 16:28

Prima medaglia d’oro siciliana alle Olimpiadi di Tokyo. A conquistarla è stato Daniele Garozzo, nel fioretto maschile. Lo schermidore catanese ha sfiorato il bis dell’oro di Rio de Janeiro, cedendo soltanto in finale, per 15-12 davanti all’asiatico Cheung Ka Long.

Soddisfazione per la medaglia di Daniele Garozzo è stata espressa dal presidente Nello Musumeci:

«E’ la dimostrazione dell’altissima professionalità raggiunta dallo sport siciliano e della grande capacità e tenacia dei nostri giovani nell’imporre ai massimi livelli, come nel caso di queste Olimpiadi, i colori della nostra isola. Le più vive congratulazioni a lui, assieme al sostegno convinto che va a tutti i nostri atleti impegnati in questi giorni in Giappone».

“Sono molto amareggiato, questo argento è un boccone amaro da mandare giù ma tra qualche giorno sarà una bellissima vittoria”. La delusione di Daniele Garozzo dopo la finale persa nel fioretto ai Giochi di Tokyo 2020 è tutta in queste parole. E per far essere meno opaca questa medaglia d’argento servirebbe adesso “vincere la medaglia d’oro a squadre. A Rio abbiamo vissuto un’esperienza dolorosa, con quattro campioni fuori dal podio, ma ora siamo decisi a riscattarci”. Nonostante la delusione, Daniele non cerca alibi. Il suo avversario, l’atleta di Hong Kong, Ka Long Cheung, “era in super forma ed è stato più bravo. Ha preso il centropedana, bisogna riconoscere i suoi meriti, fisicamente stava meglio e nella scherma di oggi chi sta meglio con le gambe impone il suo ritmo e alla fine non ne sono venuto a capo”.

Il rimpianto maggior per Garozzo è legato ai crampi sopraggiunti tra una stoccata e l’altra in finale: “Io sono molto emotivo e brucio molto mentalmente e questo si riflette sul mio fisico, ma ero in forma”. Sul momento difficile della scherma italiana, Daniele ha una sua spiegazione: “La scherma sta cambiando, ormai è globale mentre fino a 20 anni fa c’era solo l’Europa in corsa e vincere sempre non è più così facile”. 

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