Sulla proposta di modifica del regolamento sul seppellimento dei feti interviene l’UDI: “A Marsala approvato un atto sconcertante”

redazione

Sulla proposta di modifica del regolamento sul seppellimento dei feti interviene l’UDI: “A Marsala approvato un atto sconcertante”

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mercoledì 12 Agosto 2020 - 17:41
Sulla proposta di modifica del regolamento sul seppellimento dei feti interviene l’UDI: “A Marsala approvato un atto sconcertante”

Sulla approvazione di un atto amministrativo da parte del Consiglio comunale che di fatto propone di modificare il regolamento relativo al seppellimento dei feti, interviene l’Unione Donne Italiane della provincia di Trapani.

“Sconcerta la proposta di istituire un registro dei “bambini mai nati”, mozione approvata dal Consiglio Comunale di Marsala: non è il primo Comune ad istituire un simile strumento e già Matteo Renzi inauguró a Firenze nel 2013 il “cimitero dei feti”.  In realtà, si tratta di una materia ampiamente normata: Perché questo indicano la legge 285 del 1990 e il dpr 254 del 2003 indicano che, prima della ventesima settimana, i feti possono essere reclamati dalla famiglia. Fino alla ventottesima le aziende ospedaliere sono obbligate alla tumulazione in fosse comuni, sempre che i genitori non preferiscano un’altra sistemazione. E dopo la ventottesima invece quei feti diventano bambini, possono essere registrati all’anagrafe come nati morti e avere una tomba con lapide (nome e cognome) come tutti.  Questa norma, fino ad ora ha garantito regole universali e diritti costituzionali, pertanto non si capisce proprio l’esigenza di minare – a meno che non si voglia mettere in discussione l’autodeterminazione delle persone – la libera scelta delle donne e imporre, attraverso provvedimenti amministrativi, cosa si deve o non si deve fare per non urtare la presunta “etica comune”. Come UDI, chiediamo all’amministrazione di tornare sui propri passi immediatamente, per non cadere nell’ennesima colpevolizzazione delle donne che abortiscono, oltre che sferrare un subdolo attacco al mondo femminile attraverso una criminalizzazione della legge194, che verrebbe inopinatamente attuata dai vari Movimenti per la Vita, strumentalizzando questa delibera. Quanto al lutto prenatale ci sono modi diversi per affrontarlo, senza tirare in ballo colpevolizzazioni verso le donne e attacchi strumentali alla legge 194: molte associazioni sono da anni presenti per affrontare e sostenere un lutto del quale si parla poco e che invece avrebbe necessità, senza usarlo in chiave antiabortista, di essere considerato, nominato ed elaborato in modo laico nello spazio pubblico”.
Valentina Colli UDI TRAPANI

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