‘a Scurata’ il Carpe Diem omaggia Lucio Dalla alle Saline Genna. Intervista a Fabio Gandolfo

redazione

‘a Scurata’ il Carpe Diem omaggia Lucio Dalla alle Saline Genna. Intervista a Fabio Gandolfo

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martedì 04 Agosto 2020 - 07:30
‘a Scurata’ il Carpe Diem omaggia Lucio Dalla alle Saline Genna. Intervista a Fabio Gandolfo

“La sera dei miracoli” sarà un sentito omaggio a un grande cantautore italiano: Lucio Dalla. A portarlo in scena, l’Officina Artistica Carpe Diem di Marsala nell’ambito della rassegna “a Scurata, cunti e canti al calar del sole – Memorial Enrico Russo”, organizzata dal MAC, Movimento Artistico Culturale, nella suggestiva location delle Saline Genna. Rassegna che gode del patrocinio del Comune e dell’importante supporto degli sponsor Cantine Pellegrino, MediPower, Selmar e dei media partner Marsala C’è, itacanotizie.it e La Tr3 Canale 616. Un concerto omaggio al cantautore bolognese scomparso nel 2012, che andrà in scena stasera alle 19.15 e in replica alle 21.15. Sul palco i giovani cantanti Lucrezia Benigno, Lea Pavia, Riccardo Sciacca con la partecipazione di Roberta Caly; la band sarà formata da Felice Cavazza alla batteria, Giacomo Bertuglia al basso, Francesco Porto alle chitarre e Fabio Gandolfo al piano e alla direzione artistica. Abbiamo intervistato proprio una delle anime del MAC e del Carpe Diem: Fabio Gandolfo.

Tra i tanti grandi artisti da celebrare, avete scelto Lucio Dalla. Cosa rappresenta per il tuo/vostro percorso musicale?

Ho sempre seguito Lucio Dalla. A 14 anni eravamo folgorati da quel gran disco che è ‘Banana Republic’. E’ come se noi seguissimo Dalla e lui seguisse noi nel lungo percorso della nostra vita. Eppure non mi ero mai cimentato con la musica di Dalla. L’ho approfondito nell’insegnamento, con gli studenti, lì ho realmente capito quanto anche i suoi testi fossero importanti per la crescita dei giovani di tutte le generazioni.

Fabio Gandolfo

Come affronterete sul palco il repertorio che avete scelto. Vista la formazione, sembra che vogliate darne una veste più jazzata.

Non è stato facile reinterpretare e dare credibilità alla personalità di Dalla. Abbiamo scelto di far passare con forza il messaggio originale dei suoi brani, ma con altre voci e altra musica. Così abbiamo coinvolto ex alunni del Carpe Diem, ritrovarli è stato motivo di orgoglio. Il nostro Dalla sarà pop e sì, ci sarà qualcosa di jazzato perchè comunque Dalla era un jazzista. Per ‘a Scurata’ abbiamo scelto un repertorio più in sintonia con la Salina Genna e il Teatro a mare Albaria, 10 canzoni più soft, non gridate, che dicono qualcosa con delicatezza e tanta riflessione, come “Anna e Marco”, “Futura”, “Quale allegria”, “La sera dei miracoli”.


Per il Carpe Diem è un ritorno a tutti gli effetti dopo il duro stop a causa dell’emergenza Coronavirus.

E’ stato un duro colpo anche per noi. Abbiamo chiuso le attività a marzo e stiamo attraversando momenti difficili soprattutto dal punto di vista economico, perchè mantenere una sede come la nostra, quella di via Diaz, ha dei costi. Sarà una doppia sfida stasera, per dire alla Città che ci siamo, per raccogliere fondi visto che non godiamo dei contributi delle istituzioni nonostante esistiamo da ben 25 anni, occupandoci di formazione artistica a 360°.

Da musicista e da insegnante, credi che lo Stato italiano dia la possibilità ad un musicista o artista che sia, di fare un percorso di studi tale da poterlo fare come lavoro?

In Italia la musica e l’arte sono un passatempo. Il tipico “Cosa fai? – Il musicista – No, dico di lavoro”, posso assicurare che è un classico. Il periodo Covid ha mostrato questa faccia, ha abbandonato la fetta culturale del Paese anche a livello previdenziale, ecco perchè c’è tanto lavoro sommerso. Manca un albo che istituisca la qualifica di artista, musicista, scultore, drammaturgo, attore, cantante. E questo inizia già a partire dalle scuole con pochi progetti, a partire da un mancato rinnovamento nei Conservatori. Ne potremmo parlare all’infinito.

Perchè avete deciso come Carpe Diem di aderire al MAC?

Per portare avanti un progetto unito. Nel MAC vedo tanta democrazia finora, un ambiente costruttivo. Ci sono alcune polemiche che non fanno bene. Essere artista non vuol dire “mi spetta di diritto qualcosa”, ci vogliono serie proposte.

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