Marsala e il 2014: dieci parole per raccontare un anno

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Marsala e il 2014: dieci parole per raccontare un anno

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mercoledì 31 Dicembre 2014 - 13:59
Marsala e il 2014: dieci parole per raccontare un anno

Dimissioni, Commissariamento, Indagini, Rifiuti, Incendi, Sparatorie, Incidenti, Tribunale, Neve e Colore: sono queste le dieci parole che abbiamo scelto per raccontare il 2014 della città di Marsala. Un anno, che per diverse ragioni, non si farà ricordare come uno dei più positivi per la comunità lilibetana.
Il 23 luglio 2014 Giulia Adamo si dimette da sindaco di Marsala dopo la sospensione disposta dal prefetto Falco in applicazione della Legge Severino. Un provvedimento che a sua volta segue la condanna per concussione emessa nei suoi confronti dalla Corte d’Appello di Palermo per un vicenda di alcuni anni prima. “Rifarei tutto, con la stessa passione e lo stesso coraggio che dal primo giorno hanno caratterizzato il mio modo di fare politica” ha scritto la Adamo nella lettera aperta alla città con cui ha annunciato le proprie dimissioni, rivendicando i risultati raggiunti dalla propria giunta, senza rinunciare a un affondo polemico nei confronti di alcuni assessori (Vinci, Genna e Lo Curto), rei – a suo dire – di aver tenuto una condotta politica ambigua.
In seguito alle dimissioni di Giulia Adamo, la Regione ha inviato a Marsala un commissario straordinario, Giovanni Bologna, che dai primi di agosto guida l’amministrazione comunale lilibetana, limitandosi, come prevede la legge, alla gestione dell’ordinario e delle emergenze. Inizialmente si pensava che il suo incarico potesse durare poche settimane, considerato che si riteneva possibile anticipare a novembre la tornata elettorale per ridare in tempi brevi a Marsala un’amministrazione democraticamente eletta. Poi la Regione, sentiti anche i parlamentari del territorio trapanese, ha preferito rinviare tutto a maggio e per Bologna la missione si sta rivelando più lunga del previsto. A fine anno, i ritardi del Consiglio comunale nell’approvazione del bilancio di previsione avevano fatto temere un secondo commissariamento da parte della Regione, con l’invio di un altro funzionario a fare le veci del massimo consesso civico. Lo scorso 11 dicembre, in fine, il Consiglio ha approvato l’atto, scongiurando l’arrivo di un altro commissario.
Come spesso accade, l’attenzione del mondo politico è stata rivolta, in questo 2014, anche a quanto stava avvenendo nelle aule giudiziarie o negli uffici della magistratura e delle forze dell’ordine che hanno condotto una serie di indagini in cui risultavano a vario titolo coinvolti rappresentanti delle istituzioni locali. A gennaio, a Palermo, è esplosa la “Rimborsopoli siciliana”. Nel registro degli indagati, con l’accusa di peculato, sono finiti 83 parlamentari siciliani e 14 consulenti e dipendenti dei Gruppi. Nella lista figura anche il nome di Giulia Adamo, per la sua attività di capogruppo dell’Udc all’Ars. All’ex sindaco sono state contestate una serie di spese non giustificate, tra cui l’acquisto di una borsa Louis Vuitton (per un valore di 400 euro) e di un vassoio d’argento destinato al figlio dell’ex assessore regionale Nino Strano in occasione del suo matrimonio. A luglio un’altra componente della giunta guidata dalla Adamo è finita indagata: l’assessore al turismo Patrizia Montalto, raggiunta da un avviso di garanzia per favoreggiamento e falsa testimonianza. Le indagini, coordinate dalla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Marsala, ruotano intorno al ruolo del dipendente comunale Giacomo Maltese – collaboratore amministrativo e coordinatore delle attività culturali – e agli spettacoli dell’opera dei pupi inseriti nel cartellone delle ultime manifestazioni garibaldine. Alle scolaresche fu chiesto di pagare un ticket di 2.50 euro per alunno, nonostante l’amministrazione avesse acquistato lo spettacolo per 4 mila euro. Maltese è accusato di truffa aggravata, falso materiale e falso ideologico. L’inchiesta coinvolge anche Leonardo Conticello e Giuseppe Marino, addetti al botteghino del “Sollima”. A completare il quadro, la sezione di Polizia Giudiziaria dei Carabinieri in servizio presso la Procura della Repubblica di Marsala, ha notificato un avviso conclusioni indagini a carico di un altro ex assessore della giunta Adamo, Eleonora Lo Curto, nel suo ruolo di dirigente scolastico del 2° Circolo didattico “Cavour” di Marsala. L’accusa nei suoi confronti è di interruzione di pubblico servizio, nell’ambito di una vicenda che risale all’anno scolastico 2012/2013. Le indagini condotte dai Carabinieri della Procura hanno permesso di accertare che le lezioni presso la scuola dell’infanzia sono state dichiarate concluse con quasi tre settimane di anticipo rispetto al termine ufficiale previsto dal decreto del presidente della Regione siciliana, che stabilisce le date di inizio e fine lezione per gli alunni delle scuole siciliane.
Il tema della raccolta dei rifiuti ha accompagnato un po’ tutto il 2014 dei marsalesi. Se n’è parlato anche in Consiglio comunale, con una Commissione d’Inchiesta che ha cercato di far luce sull’aumento dei costi affrontati dalla popolazione marsalese in seguito all’esternalizzazione del servizio. Nel frattempo, si fa strada anche l’ipotesi di un nuovo impianto di compostaggio che dovrebbe sorgere in contrada Giachitello. Toccherà al massimo consesso cittadino decidere se votare favorevolmente la variante urbanistica legata al progetto presentato dalla ditta “Vivai del Sole”. L’Aimeri Ambiente, da parte sua, oltre a vivere una situazione di crisi economica che spesso non le consente di pagare con puntualità il personale, si trova coinvolta in un’inchiesta giudiziaria condotta dalla Dda di Palermo in merito a un presunto sistema “illegale” di raccolta e smaltimento dei rifiuti gestito dall’allora attivo Ato Tp1 in diversi Comuni della parte nord della Provincia di Trapani. Rinviati a giudizio Salvatore Alestra, ex direttore dell’Ato Tp1, il direttore dell’area Sud dell’Aimeri Ambiente, Orazio Colimberti, il capo impianto del cantiere di Trapani, Salvatore Reina e i vertici amministrativi della Sicilfert di Marsala (Michele, Pietro e Caterina Foderà). Poco prima di Natale, infine, la chiusura della discarica trapanese di Borranea ha fatto temere ai marsalesi di dover tenere a casa l’rsu per tutte le festività. Fortunatamente, il 23 dicembre la Regione ha autorizzato il Comune di Marsala a conferire i rifiuti indifferenziati a Catania, nell’attesa che torni fruibile la più vicina discarica di Siculiana.
Il 12 dicembre va a fuoco l’auto del Presidente del Consiglio comunale di Marsala. In piena notte Bmw di Enzo Sturiano, parcheggiata sotto casa, si riduce a un cumulo di lamiere bruciate. Si indaga sulla matrice del rogo. E’ sicuramente il più eclatante, ma anche il più inquietante, tra gli incendi verificatisi quest’anno a Marsala. Se è vero che durante il 2014 sono stati numerosi gli interventi dei Vigili del Fuoco sul territorio per sedare roghi spesso dolosi, è pur vero che la probabile matrice dolosa dell’episodio che riguarda il Presidente del Consiglio comunale autorizza inevitabili interrogativi su un eventuale tentativo di condizionare la vita politica cittadina, in vista della prossima campagna elettorale.
Impensabile un paragone con le “mattanze” dei primi anni ’90. Ma il 2014 marsalese sarà ricordato anche come l’anno delle sparatorie. Nel giro di poche settimane se ne sono verificate due. La prima a marzo, nella centralissima via Roma, dove è stato colpito ad una gamba il marsalese Giovanni Angileri. L’immagine della pozza di sangue rimasta per alcune ore sul marciapiede ha fatto il giro del web, restituendo all’episodio una dimensione “social” che un fatto di cronaca non aveva mai avuto in passato. La seconda sparatoria è avvenuta il 4 aprile in via Trapani, con una dinamica simile alla precedente. Un uomo di mezza età, Gaspare Barraco, è stato colpito alle gambe da due proiettili mentre si trovava davanti l’ingresso di un bar.
Anche il 2014, purtroppo, è stato segnato da incidenti stradali che hanno spezzato giovani, giovanissime vite, lasciando nello sgomento familiari, amici e intere comunità. Il più recente si è consumato la settimana scorsa, il 18 dicembre. A perdere la vita, in prossimità dell’incrocio tra via Dante Alighieri e via degli Atleti, è stato il 22enne Cristian Parrinello, che dopo un sorpasso è andato a sbattere con il suo Beverly Piaggio grigio contro una macchina che stava per girare a sinistra, schiantandosi sull’asfalto dopo un volo di circa 15 metri. Al suo funerale, in Chiesa Madre, 2000 persone hanno voluto rendere l’estremo saluto a un ragazzo allegro, con la passione per le moto. Grande commozione anche per un altro incidente mortale, avvenuto a Petrosino il 25 novembre. Speronata da una macchina che procedeva ad alta velocità, l’Alfa Romeo condotta dalla 28enne Valentina Zerilli, all’ottavo mese di gravidanza, è andata ad abbattere un traliccio in cemento armato. La donna è morta sul colpo, assieme alla creatura che portava in grembo. Non ce l’ha fatta neanche Desiree, la figlia di tredici mesi che viaggiava sul sedile posteriore, stroncata dai numerosi arresti cardiaci subiti in seguito all’urto.
Doveva essere l’anno dell’apertura del nuovo Tribunale. In realtà, in questo 2014 – tra le altre cose – l’opinione pubblica marsalese ha anche scoperto che la nuova struttura di via del Fante potrebbe non essere del tutto adeguata alle attività giudiziarie che vi si dovrebbero svolgere. Nonostante i suoi seimila metri quadri, la struttura – costata 13 milioni di euro – non presenta i requisiti utili per trasferirvi tutto il tribunale. Tra le principali criticità, la presenza di alcuni pilastri al centro delle aule d’udienza e la poca luce in alcune stanze. Fattori che pregiudicherebbero il corretto svolgimento delle udienze, soprattutto per quanto concerne i processi penali. In ballo c’è anche il futuro dello storico Palazzo di giustizia di piazza Borsellino, che gli studenti del Commerciale vedrebbero bene come nuova sede del loro istituto nel momento in cui arrivasse a compimento il trasferimento del Tribunale nella struttura di via del Fante.
Proprio a fine anno, tra il 30 e il 31 dicembre, è tornata la neve a Marsala. Un evento insolito, che non si verificava da un decennio. L’aria fredda proveniente dalla Russia ha fatto abbassare le temperature fin quasi allo zero, provocando insistenti nevicate un po’ in tutta la Sicilia. Anche in questo caso, sono stati tanti i marsalesi a immortalare l’insolito fenomeno con i propri smartphone o le proprie macchine fotografiche, pubblicando su Facebook, per una volta, scatti più simili ai paesaggi del Nord che a quelli di un ambiente mediterraneo.
Tra tante notizie poco piacevoli, una – qualche settimana fa – è arrivata un po’ a sorpresa a rallegrare la comunità marsalese. La società Pantone, massima autorità mondiale nel settore dei colori della moda e del design, ha designato il color “Marsala” come colore dell’anno 2015. Un omaggio allo storico vino liquoroso nato alla fine del ’700, grazie alle capacità imprenditoriali  dell’inglese John Woodhouse. Il color “marsala”, sarà il protagonista delle collezioni di moda 2015 ma anche della cosmesi, l’arredamento, gioielli e accessori, tessili e il design.
 

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