Giovedì 18 giugno sarà il primo giorno per gli Esami di Stato che vedranno sui banchi di scuola impegnati migliaia di studenti in tutta Italia e il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella e il direttore dell’Ufficio diocesano scolastico Rosario Atria hanno pubblicato una lettera indirizzata ai maturandi. «Portate con voi il patrimonio prezioso degli anni trascorsi a scuola: lo studio, l’impegno quotidiano, le amicizie nate tra i banchi, gli insegnamenti ricevuti, le difficoltà affrontate e i traguardi raggiunti – hanno scritto il Vescovo e Atria – ogni esperienza ha contribuito a plasmare la vostra personalità e a far emergere i talenti che vi rendono unici». Il Vescovo e il direttore dell’Ufficio diocesano scolastico rivolgendosi agli studenti hanno scritto: «affrontate l’esame con serenità e con la consapevolezza del lavoro compiuto. Abbiate fiducia nelle vostre capacità e vivete questa prova come un’occasione per esprimere ciò che avete appreso e ciò che siete diventati. Al di là dei risultati, ciò che conta davvero è il cammino percorso, la passione che avete saputo coltivare e la capacità di guardare al futuro con coraggio e speranza».
Monsignor Angelo Giurdanella e Rosario Atria fanno riferimento alla “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, in cui il Pontefice invita a riscoprire il significato più profondo dell’educazione, chiamata a far crescere armonicamente intelligenza, coscienza e umanità. «Il mondo guarda alle nuove generazioni con speranza. Ha bisogno della vostra energia, delle vostre idee, della vostra creatività e del vostro desiderio di costruire una società più giusta, più solidale e più umana. Custodite i vostri ideali, coltivate la passione per la verità e abbiate il coraggio di mettere i vostri doni al servizio del bene comune», c’è scritto nella lettera. E il Vescovo e Atria suggeriscono ai ragazzi di «coltivare lo stupore» anche nei piccoli gesti, «fermarsi, sostare, ascoltare, guardare in profondità, darsi del tempo è urgente e vitale».
LA LETTERA:
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