MAB UNESCO, Peppe Caruso: “Più trasparenza e coinvolgimento dei cittadini” 

redazione

MAB UNESCO, Peppe Caruso: “Più trasparenza e coinvolgimento dei cittadini” 

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domenica 14 Giugno 2026 - 23:10

Sul dibattito relativo alla candidatura MAB UNESCO delle saline di Trapani-Paceco e Marsala, dopo una lettera dell’avvocato Diego Maggio, interviene Peppe Caruso, speaker radiofonico e uomo dell’Aeronautica militare, che con una lettera aperta propone alcune riflessioni sul percorso avviato e sulla necessità di garantire maggiore informazione e partecipazione ai cittadini. Un contributo che si inserisce nel confronto pubblico sul futuro di uno dei territori più preziosi della Sicilia occidentale:

“Ho letto con attenzione l’intervento dell’avvocato Diego Maggio sulla candidatura MAB UNESCO delle saline di Trapani-Paceco e Marsala, comprendente anche lo Stagnone e le zone limitrofe, pubblicato dalla sua testata giovedì 11 giugno 2026. Pur rispettando il suo punto di vista e il suo impegno pluriennale sul tema, ritengo necessario offrire ai lettori una diversa chiave di lettura. Nessuno mette in discussione il valore ambientale, storico e paesaggistico dello Stagnone, né l’importanza della sua tutela. Tuttavia, quando si parla di una candidatura che interessa migliaia di cittadini, proprietari immobiliari, imprese, attività produttive e operatori economici, il primo requisito dovrebbe essere la trasparenza e il coinvolgimento della popolazione.

Proprio su questo punto emergono le maggiori criticità. Le stesse linee guida UNESCO e la documentazione relativa alle Riserve della Biosfera, facilmente consultabili sui siti ufficiali dell’organizzazione dell’ONU, prevedono il coinvolgimento delle comunità locali sin dalle fasi iniziali del processo di candidatura. Eppure, i cittadini che vivono tra Marsala e Trapani, così come quelli residenti nelle due città a quanto sembra incluse nella perimetrazione individuata, non hanno ricevuto informazioni chiare sulle aree coinvolte, sui criteri adottati per la loro individuazione e sulle possibili conseguenze derivanti dall’inserimento dei territori nelle diverse zone previste dalla candidatura. Si tratta degli stessi cittadini che, qualora il riconoscimento venisse ottenuto, sarebbero chiamati a convivere con le regole previste per il mantenimento dello status di Riserva della Biosfera.

Inoltre, la documentazione disponibile riporta numerosi esempi di buone pratiche relativi ad altre candidature nel mondo, dai quali emerge chiaramente come i percorsi adottati siano stati caratterizzati da un livello di partecipazione pubblica ben più ampio rispetto a quanto avvenuto nel nostro caso. Si continua a sostenere che la candidatura MAB UNESCO non comporti vincoli. Tuttavia, le “Linee Guida Nazionali per le Riserve della Biosfera” prevedono, ad esempio, l’istituzione di aree buffer nelle quali possono essere svolte esclusivamente attività compatibili con gli obiettivi di conservazione. È quindi legittimo chiedersi quali attività saranno considerate compatibili e quali no, quali effetti ciò potrebbe avere sulle imprese esistenti e quale impatto potrebbe determinarsi sul valore degli immobili ricadenti nelle aree interessate, sia in senso positivo sia in senso negativo.

Porre queste domande non significa essere contrari alla tutela ambientale o allo sviluppo sostenibile. Significa semplicemente chiedere chiarezza prima che vengano assunte decisioni che potrebbero incidere sul futuro di un intero territorio. L’avvocato Maggio invita a superare le polemiche e a fare squadra. Un auspicio certamente condivisibile. Ma fare squadra presuppone che tutti conoscano le regole del gioco. Non si può chiedere ai cittadini di sostenere un progetto di cui ignorano ancora i confini esatti, le modalità di gestione e le possibili conseguenze. Per questo motivo sarebbe opportuno che i Comuni coinvolti, gli enti promotori e i soggetti istituzionali organizzassero incontri pubblici, rendessero accessibile tutta la documentazione e spiegassero con precisione quali aree saranno inserite nelle zone Core, Buffer e di Transizione. Solo attraverso un confronto aperto e informato sarà possibile valutare serenamente vantaggi e criticità della candidatura, evitando che un progetto nato con finalità condivisibili venga percepito come una decisione calata dall’alto. La tutela del territorio è un valore ma anche il diritto dei cittadini a essere informati e coinvolti nelle scelte che li riguardano lo è. Soprattutto in decisioni che riguardano il destino del loro territorio e delle generazioni future.

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