Erano accusati di furto presso un capannone industriale, entrambi assolti

Chiara Putaggio

Erano accusati di furto presso un capannone industriale, entrambi assolti

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venerdì 20 Giugno 2014 - 18:34

Erano stati arrestati in flagranza due anni fa, ma mancavano le condizioni di procedibilità dell’azione penale

Si è concluso con un’assoluzione il processo a carico di Filippo Ferro, di 38 anni e di Daniele Pipitone, di 31 anni, alla sbarra con l’accusa di furto aggravato presso la società Selmar Technologies srl di contrada San Silvestro. I fatti contestati risalgono al 16 maggio 2012 quando i due – assistiti dagli avvocati Stefano Pellegrino e Vito Cimiotta – sono stati sorpresi all’interno del capannone industriale. Secondo l’accusa i due si sarebbero introdotti nel capannone per trafugare porte e telai, materiale elettrico vario, 50 metri di cavi telefonici e altri utensili. In seguito all’intervento dei carabinieri e di un organismo di polizia privata, i due furono arresati in flagranza di reato e sottoposti a giudizio direttissimo. “Nel corso del dibattimento, protrattosi per oltre due anni, – spiega Vito Cimiotta – questa difesa è riuscita a far emergere la totale mancanza di prove. I due infatti si erano introdotti all’intero del capannone, che però presentava già delle infrazioni ed era stato già oggetto di altri furti. L’immobile pertanto risultava in stato di abbandono e i soggetti si erano introdotti senza praticare alcuna violenza agli infissi e alla recinzione”. Il pm  ha chiesto la condanna a sei mesi di reclusione, ma in seguito alla discussione della difesa, il giudice Roberto Riggio ha deciso di assolvere i due.  “Peraltro – aggiunge il legale – siamo riusciti a dimostrare che si trattava in ogni caso di tentato furto semplice, facendo così cadere l’aggravante della violenza sulle cose. Inoltre all’interno del fascicolo vi era soltanto una denuncia del proprietario del capannone e nessuna querela. Mancavano pertanto anche le condizioni di procedibilità dell’azione penale. Prima della discussione, è stato escusso l’ultimo teste, un esponente dell’organismo di vigilanza, il quale in seguito dell’esame della difesa confermava che il capannone era già stato oggetto di altri furti e che non vi  era stata alcuna infrazione alle aperture. Dichiarava anche che al momento del suo ingresso, le porte e gli infissi oggetto di furto erano già smontate e che con certezza non poteva affermare che le porte fossero state asportate dai due soggetti”. C. P.

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