L’amore per le città

Gaspare De Blasi

L’amore per le città

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lunedì 16 Giugno 2014 - 16:21

“Ho rassegnato le dimissioni da sindaco per una gesto d’amore nei confronti della mia Città”. Così il sindaco di Agrigento Marco Zambuto, ha motivato la sua scelta di lasciare l’incarico. Condannato a 2 anni e venti giorni di carcere per abuso d’ufficio ha in fondo anticipato l’applicazione della legge Severino che ne avrebbe decretato la decadenza. Non commenteremo la vicenda giudiziaria in queste nostre note e probabilmente non ne avremmo neanche scritto se il “Nostro” non fosse stato candidato alle elezioni europee scorse. Gli elettori del Pd di Marsala e Petrosino gli hanno “consegnato” in totale 1412 preferenze. Non citeremo chi, tra dirigenti e cariche istituzionali, lo ha sostenuto. Se si sono pentiti è affare loro. Certo un po’ di sana vergogna non guasterebbe. Rimane il fatto però che Zambuto è stato candidato dal partito di Renzi ( e se abbiamo capito bene, proprio in quota renziana…) con un, non so se ci capite, curriculum di tutto rispetto. Giovanissimo consigliere comunale con la Dc, segretario provinciale dell’Udc fino al 2007, Zambuto  è cresciuto nei ranghi di Totò Cuffaro, l’ex governatore della Sicilia ora detenuto a Rebibbia. Poi nel 2007 si candidò a sindaco di Agrigento con il sostegno dei Ds. E vinse al ballottaggio grazie al sostegno di tutto il centrosinistra contro la coalizione berlusconiana. Poi nel 2008 dice di voler aderire al Pdl. Due anni dopo torna all’Udc candidandosi anche alle Politiche. Riconfermato sindaco nel 2012 (con il solo sostegno dell’Udc e di una lista civica), nel giugno 2013 Zambuto lascia ancora il partito di Casini per avvicinarsi al Pd del nuovo corso. I renziani che a fiuto si intendono del nuovo che fanno? Nella primavera 2013 lo eleggono presidente dell’assemblea regionale del partito. Vuoi che uno così il nuovo Pd di Renzi non l’abbia anche candidato? Dopo Genovese, Zambuto si saranno detti a Roma e a Palermo. Evviva. A proposito dei motivi per cui si è dimesso ( “per amore della mia città…”) chissà quanti lettori pensano che un po’del medesimo amore (con le conseguenti dimissioni dei primi cittadini) non farebbe male neanche a loro

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