Redazione 7 Settembre 2026, 15:31 Venezia, 7 set. (askanews) – Una storia “nata tanto tempo...
Venezia, 7 set. (askanews) – Una storia “nata tanto tempo fa”, dalla paura più grande del regista, “quella di perdere il controllo”, da cui si è detto “ossessionato”. Lo ha raccontato Paolo Strippoli in conferenza stampa, presentando “L’estranea”, film italiano in Concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, tra thriller e mistero, dall’8 ottobre al cinema.
È la storia di Anna, interpretata da Jasmine Trinca, che si presenta all’improvviso a casa della figlia Alice, Romana Maggiora Vergano, per confessarle una verità nascosta per 20 anni: un patto stretto con una donna misteriosa, “l’estranea”-Valeria Bruni Tedeschi, per proteggere il destino della famiglia. Un segreto che adesso “reclama” il suo prezzo da pagare.
Per Strippoli il nodo del film “è lo scontro con l’impossibilità di controllare davvero la propria esistenza, perché le cose accadono ma non ci chiedono il permesso”. “Sono convinto di essere riuscito a raccontare un tema che mi sta particolarmente a cuore: il modo in cui la società entra nella vita dei più giovani attraverso i genitori, veri e propri spiragli sul mondo esterno”, ha dichiarato. “Se non filtriamo bene, possiamo fare grandi danni”, per cui “ogni genitore è narratore dei propri figli” e porta la realtà “nel salotto di casa”.
Tutti i personaggi, ha aggiunto, “sono incastrati in una spirale”, il titolo internazionale del film (The Spiral).
Al centro c’è la famiglia come “specchio della società, in particolare la piccola borghesia; solo chi è in alto può cadere” ha affermato e “il film racconta proprio il precipizio di questi genitori e gli errori che finiscono per trascinare giù anche i figli”.
Per Jasmine Trinca, “l’estranea è l’opposto del familiare, una parte di noi che forse risuona fortemente, diabolica, ma che ci aiuta a raccontare”. Nel film, ha aggiunto, convivono “tante maschere”, “tutte parti di una stessa donna”. E Valeria Bruni Tedeschi ha descritto il proprio personaggio come qualcosa di “molto familiare”, paragonabile a un’amica “molto faticosa”, che le chiede continuamente di scegliere tra il piede sinistro e il destro. Per Strippoli, infine, “L’estranea” è prima di tutto “una tragedia, in cui accadono cose bellissime mentre accadono cose orribili: dove l’euforia si scontra con il dramma, la felicità con l’orrore: quella per me è la vita”.
