Quelle fiamme davanti al bosco valdericino: Giacomo Tilotta non si gira dall’altra parte. VIDEO

redazione

Quelle fiamme davanti al bosco valdericino: Giacomo Tilotta non si gira dall’altra parte. VIDEO

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lunedì 07 Settembre 2026 - 13:15

Doveva essere una domenica al mare, l’ultima prima di tornare al lavoro. Un tragitto tranquillo, in macchina insieme alla sua compagna, da Castellammare del Golfo verso il mare di Custonaci, passando da Valderice. Poi, lungo la strada, qualcosa ha cambiato il corso della giornata. Nella zona di Misericordia, un furgone era fermo a bordo strada. Dal vano motore arrivavano fumo e fiamme: un principio d’incendio che rischiava di trasformarsi in qualcosa di più serio. Giacomo Tilotta, militare in servizio alla caserma Scianna di Palermo, Reggimento logistico Aosta, non ha tirato dritto. Non ha pensato che fosse una faccenda per qualcun altro. Ha fermato l’auto ed è sceso. Attorno, il bosco. Poco più in là, le abitazioni. E quel principio d’incendio che continuava a ripresentarsi. La situazione avrebbe potuto rapidamente peggiorare. Tilotta ha preso un bidone vuoto che aveva in auto, e ha cominciato a fare la spola verso una fontanella vicina: di corsa, a riempire i bidoni, e di nuovo verso il furgone per cercare di spegnere le fiamme.

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Nel frattempo, insieme alla sua compagna, ha contribuito a deviare il traffico per tenere lontane le auto dalla zona e sono stati allertati i vigili del fuoco. L’unico a fermarsi e ad aiutare un uomo, su un mezzo del 118, che ha fornito un piccolo estintore. Non era lo strumento adatto a quel tipo di intervento e non è bastato a risolvere la situazione, ma anche quel gesto racconta una cosa semplice e importante: qualcuno, finalmente, si era fermato. Tilotta, intanto, ha continuato. Quando si è accorto che l’impianto elettrico alimentava ancora la combustione, ha messo mano alla batteria del mezzo e ha staccato i cavi, riuscendo così a interrompere una delle cause che favorivano la prosecuzione dell’incendio. Poi l’ultima gettata d’acqua, per essere certo che il fuoco non ripartisse. Soltanto dopo si è chiarita la storia di quel furgone. Non era stato abbandonato lì senza motivo. Si trattava di un mezzo preso a noleggio che aveva avuto un problema ai freni. Chi lo guidava, non potendo proseguire, lo aveva lasciato sul posto in attesa che il proprietario tornasse a recuperarlo. Abitando nelle vicinanze, era andato a casa a piedi. Nel frattempo, il mezzo aveva cominciato a prendere fuoco nel vano motore.

Giacomo Tilotta

Una concatenazione di circostanze che, in un’altra giornata, avrebbe potuto avere conseguenze ben diverse. Perché il punto, al di là del furgone, è proprio quello. Dietro quel mezzo c’era il bosco. C’erano le abitazioni. C’erano persone. E un principio d’incendio che avesse raggiunto la vegetazione avrebbe potuto diventare rapidamente difficile da controllare. Quando sono arrivati i vigili del fuoco, Giacomo Tilotta aveva già fatto tutto quello che poteva con i mezzi che aveva a disposizione. I pompieri hanno completato le operazioni di spegnimento e, a quanto riferito, gli hanno rivolto i complimenti per essere riuscito a contenere una situazione che avrebbe potuto trasformarsi in un incendio ben più importante.

La sua domenica al mare, naturalmente, è finita lì. Ma forse è proprio questa la parte più bella della storia. Non il gesto eroico raccontato a posteriori, non il riconoscimento dei vigili del fuoco, non il fatto che qualcuno abbia notato ciò che aveva fatto. È quel momento iniziale, quello in cui si vede un principio d’incendio e si decide cosa fare. Giacomo Tilotta ha scelto di fermarsi. Avrebbe potuto continuare verso il mare. Avrebbe potuto pensare che ci avrebbe pensato qualcun altro. Avrebbe potuto chiamare i soccorsi e aspettare. Invece è sceso dalla macchina, ha cercato l’acqua, ha contribuito a mettere in sicurezza la strada e ha continuato a intervenire finché non sono arrivati i professionisti del soccorso.

È una storia piccola, se la si guarda soltanto attraverso la cronaca di una giornata. Ma è una storia grande per quello che racconta. In un’epoca in cui troppo spesso davanti a un problema ci si volta dall’altra parte, qualcuno che si ferma c’è ancora. Qualcuno che non aspetta che sia sempre qualcun altro a intervenire. Qualcuno che, semplicemente, decide di dare una mano. Questa volta quel qualcuno si chiama Giacomo Tilotta. E la sua domenica al mare può aspettare. Il senso del dovere, evidentemente, no. Perché il soccorso non comincia soltanto quando arrivano i mezzi dei vigili del fuoco o delle forze dell’ordine. A volte comincia molto prima: nel momento esatto in cui una persona vede un pericolo e sceglie di non passare oltre. Una lezione semplice. E forse, proprio per questo, preziosa per tutti.

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