Redazione 7 Settembre 2026, 16:31 Roma, 7 set. (askanews) – Le azioni dell’ICE diventano un...
Roma, 7 set. (askanews) – Le azioni dell’ICE diventano un horror nel cortometraggio “They’re Here” presentato alla Mostra di Venezia. La regista Laura Poitras, che quattro anni fa aveva vinto il Leone d’oro con “Tutta la bellezza e il dolore” sull’abuso di oppiacei negli Usa, è arrivata al Lido con una maglietta con la scritta “Fight fascism”, “combattiamo il fascismo”. Anche questa volta ha portato a Venezia un’opera di denuncia, realizzata come un film dispotico e un horror, che racconta la vicenda di alcuni residenti di Minneapolis impegnati a sfuggire e a opporsi all’occupazione paramilitare della loro città da parte dell’ICE.
Poitras ha spiegato: “Avevamo l’urgenza di raccontare questa storia, ciò che stiamo vedendo negli Stati Uniti è terribile. Nei media c’è la normalizzazione di questa violenza noi invece volevamo sensibilizzare su questo tema, volevamo che si sentisse il senso del terrore. Questa è finzione, è realtà, è un incubo. L’intero Paese è sotto aggressione e oggi gli immigrati vivono in costante paura”.
“They’re Here” è ambientato in uno scenario invernale in cui agenti mascherati rapiscono bambini, i residenti sono costretti a viaggiare nascosti nei bagagliai, prigionieri in catene vengono caricati su aerei sotto gli occhi dei turisti, ciclisti monitorano i movimenti di una forza d’invasione. La co-regista e co-produttrice Rachel Lauren Mueller ha affermato: “La resistenza ha funzionato ma l’Ice è ancora attivo, ha un budget di 70 miliardi di dollari, solo negli ultimi due mesi sono state rapite 90mila persone, un numero impressionante. È ancora attivo anche se ha tattiche diverse”.
Poitras, in conferenza stampa, ha concluso: “Conosciamo la violenza su cui è fondato il nostro Paese ma c’è stata un’escalation enorme ed è una minaccia per la democrazia. Per questo avevamo l’urgenza di fare questo film, subito”.
