Turismo, dal fenomeno Dua Lipa alla sicurezza a Palermo. Di Stefano (Federalberghi): “Servono investimenti”

Elian Lo Pipero

Turismo, dal fenomeno Dua Lipa alla sicurezza a Palermo. Di Stefano (Federalberghi): “Servono investimenti”

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Elian Lo Pipero |
mercoledì 24 giugno 2026 - 11:48
Turismo, dal fenomeno Dua Lipa alla sicurezza a Palermo. Di Stefano (Federalberghi): “Servono investimenti”

Rosa Di Stefano Elian Lo Pipero 24 Giugno 2026, 13:48 È iniziata ufficialmente l’estate. Un...

24 Giugno 2026, 13:48

È iniziata ufficialmente l’estate. Un periodo che per la Sicilia e grandi città come Palermo significa sempre grande flusso turistico. Da tempo l’Isola sta attraversando un percorso di crescita internazionale che spinge i turisti a sceglierla in tutti i periodi dell’anno. E anche per quest’estate i numeri del turismo sono in crescita in Sicilia, che oramai agli occhi dei visitatori non è più solo mare ma anche una terra con tradizioni, monumenti e luoghi naturali da scoprire.

Sulla crescita della Sicilia e di Palermo abbiamo discusso con la presidente di Federalberghi Palermo nonché vicepresidente della federazione siciliana Rosa Di Stefano.

Turismo in Sicilia e la crescita esponenziale di Palermo

Presidente Di Stefano, ad inizio anno aveva dichiarato che Palermo stava attraversando un periodo di crescita straordinaria. Possiamo affermare il trend continuerà anche quest’estate?

“Assolutamente sì. I dati che stiamo osservando confermano che Palermo continua a vivere una fase di crescita importante, che non riguarda soltanto i numeri ma anche il posizionamento della città nel panorama turistico internazionale. Negli ultimi anni Palermo ha smesso di essere una destinazione da scoprire per diventare una destinazione da scegliere. È una differenza sostanziale. Oggi non arrivano soltanto visitatori curiosi, ma viaggiatori che programmano il proprio soggiorno, che tornano una seconda volta, che restano più giorni e che vogliono vivere la città in modo autentico.
Per l’estate ci aspettiamo una stagione positiva, sostenuta dalla crescita dei mercati internazionali, dall’aumento dei collegamenti aerei e dalla capacità di Palermo di offrire un mix sempre più ricercato di cultura, mare, enogastronomia, eventi e accoglienza. La sensazione è che siamo davanti a un percorso che non rappresenta più un fenomeno episodico, ma una tendenza strutturale”.

Le prospettive sul flusso turistico a Palermo e in Sicilia in estate quali sono? Ha già qualche dato da poter fornire?

“Le prospettive sono incoraggianti. Le prenotazioni registrate dagli alberghi associati indicano una domanda in crescita rispetto allo scorso anno, soprattutto dai mercati esteri. Palermo continua a registrare una presenza internazionale superiore al 60% in molte strutture e vediamo una forte richiesta proveniente dagli Stati Uniti, dal Nord Europa, dalla Francia, dalla Spagna e dalla Germania.
Anche l’aeroporto Falcone Borsellino continua a registrare numeri significativi, segnale che la destinazione Sicilia mantiene un forte appeal. Un dato particolarmente interessante riguarda la qualità della domanda: cresce il turista che soggiorna più a lungo, che investe nelle esperienze, che visita musei, borghi, territori interni e che contribuisce concretamente all’economia locale. La Sicilia oggi non viene più scelta soltanto per il mare. Viene scelta per la sua identità. Ed è probabilmente questa la nostra più grande forza”.

Il matrimonio di Dua Lipa

La Sicilia, con Palermo e Bagheria in particolare, ha vissuto il fenomeno Dua Lipa. Ci vorrebbero più “vetrine internazionali” per la città e l’Isola? E cosa risponde a quei palermitani che si sono lamentati dei disagi causati dal matrimonio?

“Credo che ogni grande destinazione turistica del mondo viva questo tipo di situazioni. Quando personalità internazionali scelgono Palermo e la Sicilia per momenti così importanti della loro vita, il messaggio che arriva all’esterno è potentissimo. Non è soltanto cronaca mondana. È comunicazione territoriale. Milioni di persone in tutto il mondo hanno visto immagini della nostra città, dei nostri palazzi storici, del nostro patrimonio culturale e paesaggistico. Una visibilità che sarebbe difficilmente acquistabile con qualsiasi campagna promozionale.
Comprendo perfettamente i cittadini che hanno vissuto qualche disagio. È normale che eventi di questa portata richiedano misure organizzative particolari. Ma credo che sia importante guardare il quadro complessivo. Se Palermo vuole essere una capitale turistica internazionale deve essere pronta ad ospitare grandi eventi, produzioni cinematografiche, congressi, manifestazioni culturali e personalità di rilievo mondiale. L’importante è trovare sempre il giusto equilibrio tra esigenze della città e opportunità di sviluppo”.

Dalla questione sicurezza alle sfide per il futuro

Palermo sta vivendo da mesi un grave problema di sicurezza. C’è preoccupazione da parte vostra? Il settore è stato penalizzato?

“La sicurezza rappresenta una priorità assoluta. Come Federalberghi affrontiamo questo tema da tempo e lo facciamo in modo concreto, partecipando ai tavoli istituzionali con Prefettura, Questura e Amministrazione comunale.
Va detto con chiarezza: oggi non registriamo un impatto diretto significativo sulle prenotazioni turistiche. Palermo continua ad essere scelta e continua a crescere. Tuttavia sarebbe un errore sottovalutare il problema. La percezione della sicurezza è parte integrante dell’esperienza di viaggio. Una città bella deve essere anche una città sicura, ordinata, pulita e accogliente. Per questo chiediamo costantemente investimenti sul controllo del territorio, sul decoro urbano, sulla videosorveglianza e sulla valorizzazione degli spazi pubblici. Chi arriva a Palermo deve portare con sé il ricordo della sua straordinaria bellezza, non la preoccupazione per ciò che ha visto nelle strade”.

Come Federalberghi state lavorando per migliorare e arricchire l’offerta turistica della città?

“Stiamo lavorando su più fronti. Da un lato continuiamo a investire nella formazione e nella qualificazione del personale, perché la vera differenza nel turismo la fanno sempre le persone. Dall’altro stiamo costruendo reti sempre più forti con il mondo della cultura, degli eventi, dell’enogastronomia e delle esperienze territoriali.
Oggi il turista non cerca semplicemente una camera. Cerca una storia da vivere. Per questo sosteniamo iniziative culturali, collaboriamo con istituzioni, teatri, musei e associazioni, promuoviamo il turismo esperienziale e lavoriamo affinché Palermo possa essere una destinazione attrattiva durante tutti i dodici mesi dell’anno.
La sfida più importante, infatti, non è riempire gli alberghi ad agosto. La vera sfida è costruire una città viva, attrattiva e competitiva anche a novembre, a gennaio o a febbraio. E qui c’è forse la parte più emozionante del nostro lavoro. Noi non vendiamo soltanto ospitalità. Noi custodiamo l’incontro tra persone, culture e storie diverse.
Ogni turista che arriva a Palermo porta con sé una valigia. Ma quando riparte porta via un pezzo della nostra identità. Il nostro compito è fare in modo che quel ricordo sia così bello da trasformarsi nel desiderio di tornare. E, soprattutto, di raccontare al mondo la Sicilia migliore”.

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Fonte: QdS.it