PUG Trapani, una sfida che attraversa tre lustri. Pellegrino: “Adesso serve responsabilità”

Gaspare De Blasi

PUG Trapani, una sfida che attraversa tre lustri. Pellegrino: “Adesso serve responsabilità”

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mercoledì 24 Giugno 2026 - 07:29

Ci sono documenti che nascono dentro una stagione politica e muoiono con essa. E poi ci sono strumenti che attraversano amministrazioni, maggioranze, opposizioni, crisi di governo, cambi di sindaco e persino mutamenti profondi della società. Il Piano Urbanistico Generale di Trapani appartiene a questa seconda categoria. La sua storia affonda le radici nel Piano Regolatore Generale vigente, approvato nel 2010, che per anni ha governato lo sviluppo urbanistico della città. Nel frattempo il quadro normativo è cambiato e la pianificazione urbanistica siciliana si è evoluta verso un nuovo modello, rappresentato dal PUG, destinato a definire una visione più moderna e strategica del territorio. Da allora si sono succeduti sindaci, assessori, tecnici, dirigenti, commissioni e consigli comunali. Un lavoro lungo e complesso, spesso rallentato da passaggi burocratici, adeguamenti normativi e confronti istituzionali, ma che oggi si avvicina a un momento decisivo: il prossimo 1° luglio il documento preliminare al PUG approderà in aula per una fase fondamentale del suo percorso amministrativo. Un passaggio che arriva in un contesto politico tutt’altro che semplice. L’amministrazione guidata da Giacomo Tranchida governa infatti senza una maggioranza consiliare stabile, una condizione che si è ulteriormente aggravata negli ultimi mesi con la perdita dei numeri necessari a sostenere con continuità l’azione amministrativa. È proprio per questo che l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Pellegrino lancia un appello che va oltre gli schieramenti politici: approvare questa fase del Piano significa dare continuità a un percorso costruito nell’arco di quindici anni e consentire alla città di proseguire verso l’adozione del nuovo strumento urbanistico.

Assessore Pellegrino, il primo luglio il documento preliminare al PUG arriverà finalmente in Consiglio comunale. Che momento è per la città?

È un momento storico. Non uso questo termine con leggerezza. Parliamo di un percorso che affonda le proprie radici nel 2010 e che ha coinvolto amministrazioni diverse, tecnici, professionisti, dirigenti comunali, organismi regionali e naturalmente il Consiglio comunale. L’attuale documento preliminare al PUG non è il piano di una giunta o di un assessore. È il risultato di un lavoro collettivo che ha attraversato quasi quindici anni di storia amministrativa della città. Per questo credo che il passaggio del primo luglio debba essere vissuto come un appuntamento della comunità trapanese e non come una semplice scadenza politica.

Ripercorriamo questi quindici anni. Quali sono stati i passaggi principali?

Il primo passaggio fondamentale è stato l’avvio del procedimento, quando Trapani ha iniziato a ragionare sulla necessità di adeguare gli strumenti urbanistici esistenti e costruire una nuova visione della città. Negli anni successivi si è sviluppata una fase molto complessa di studi, analisi territoriali, verifiche ambientali e confronti con gli enti sovraordinati. Nel frattempo è cambiato anche il quadro normativo regionale, che ha richiesto ulteriori adeguamenti. Sono stati coinvolti professionisti, università, tecnici comunali e soggetti istituzionali. Ogni fase ha prodotto osservazioni, integrazioni e approfondimenti. Non è stato un percorso lineare, ma è stato un percorso rigoroso. Poi è arrivata l’amministrazione Tranchida che ha raccolto questa eredità, l’ha aggiornata e l’ha accompagnata verso la fase conclusiva. E si è capito che Trapani non aveva bisogno di ulteriore espansione.

Spesso si tende a confondere il PRG vigente con il nuovo PUG. Qual è la differenza?

È una distinzione importante. Il Piano Regolatore Generale approvato nel 2010 è ancora oggi lo strumento urbanistico vigente. Il PUG rappresenta invece il nuovo modello di pianificazione previsto dall’attuale normativa regionale. Non stiamo semplicemente aggiornando un vecchio piano. Stiamo costruendo uno strumento diverso, che guarda alla città in maniera più ampia e strategica, tenendo insieme sviluppo, sostenibilità, rigenerazione urbana e tutela del territorio. Inglobando tulle opre che stiamo realizzando in città. È anche per questo che il percorso è stato così articolato e ha richiesto tanti anni di lavoro.

Nelle ultime settimane si è discusso della sospensione dell’efficacia di alcune previsioni del PRG vigente. Di cosa si tratta?

Credo sia importante fare chiarezza. La sospensione non riguarda l’intero territorio comunale né determina effetti generalizzati sul Piano Regolatore vigente. Le aree interessate sono esclusivamente due: l’area riconducibile alla famiglia Adragna, tra via Virgilio e via Libica, e l’area di proprietà di Trapani Servizi nella zona del Belvedere. Parliamo quindi di situazioni specifiche e circoscritte che rientrano nel percorso di adeguamento e coordinamento con il nuovo strumento urbanistico. È giusto che i cittadini sappiano che non stiamo parlando di una sospensione generalizzata del PRG, ma di interventi che riguardano esclusivamente queste due aree.

Lei oggi è l’assessore che sta accompagnando il PUG verso il voto finale. Sente il peso di questa responsabilità?

Certamente sì. Ma sento soprattutto il dovere di rispettare il lavoro di chi mi ha preceduto. Va anche precisato che quella del primo luglio rappresenta una fase importante del procedimento, ma non l’ultima. Dopo questo passaggio saranno necessari ulteriori adempimenti e ulteriori passaggi in aula previsti dall’iter amministrativo. Quando si parla di pianificazione urbanistica non si ragiona in termini di una legislatura. Si ragiona in termini di generazioni. Il nostro compito è consegnare alla città uno strumento che possa guidarne lo sviluppo nei prossimi decenni. Io ho avuto la responsabilità di seguire questa fase del percorso, ma sarebbe ingiusto dimenticare tutte le persone che hanno lavorato prima di noi. Ognuno ha aggiunto un tassello. E voglio ricordare anche un altro aspetto: tutti gli uffici competenti, ai diversi livelli istituzionali, hanno espresso pareri favorevoli sul piano. Parliamo di valutazioni tecniche formulate nel merito, indipendentemente dalle appartenenze politiche. È un lavoro che arriva in aula sostenuto da una lunga serie di pareri positivi e di verifiche approfondite.

In cosa cambierà concretamente Trapani con il nuovo Piano Urbanistico Generale?

Il PUG rappresenta innanzitutto una visione. Significa programmare lo sviluppo in maniera ordinata, valorizzare il patrimonio esistente, tutelare il paesaggio, recuperare aree degradate, creare condizioni favorevoli per gli investimenti e dare risposte ai bisogni abitativi e produttivi della città. L’obiettivo non è consumare nuovo territorio ma governare in maniera intelligente le trasformazioni urbane. Una città moderna deve saper coniugare sviluppo economico, sostenibilità ambientale e qualità della vita.

Il voto arriverà però in una fase politica delicata. L’amministrazione non dispone più di una maggioranza stabile in aula. È preoccupato?

La situazione politica è sotto gli occhi di tutti. Sarebbe inutile negarlo. Tuttavia credo che il documento preliminare al PUG debba essere sottratto alla logica della contrapposizione politica. Non stiamo discutendo una delibera ordinaria. Stiamo parlando del principale strumento di pianificazione della città. Per questo rivolgo un appello a tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale. Ognuno legittimamente può avere idee, osservazioni e sensibilità diverse, ma credo che alla fine debba prevalere il senso di responsabilità.

Oggi però l’amministrazione non ha più una maggioranza certa in Consiglio. È questo il motivo del suo appello ai consiglieri?

Assolutamente sì. Oggi non chiedo un voto per una maggioranza o per un’amministrazione. Chiedo un atto di responsabilità verso la città. Il PUG è il risultato di quindici anni di lavoro condiviso e sarebbe un errore disperdere questo patrimonio per ragioni che nulla hanno a che vedere con il merito del Piano. Mi rivolgo a tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione. Mettiamo da parte altre storie, altre dinamiche, altre contrapposizioni. Il primo luglio non si voterà per qualcuno, ma per il futuro di Trapani. E credo che davanti al futuro della città ciascuno debba sentirsi chiamato a una responsabilità che va oltre gli schieramenti politici. Perché le amministrazioni passano, le maggioranze cambiano, ma il futuro di Trapani resta.

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