Dopo anni di difficoltà, commissariamenti e ritardi, per il servizio idrico della provincia di Trapani si apre una nuova fase. L’Assemblea Territoriale Idrica (ATI) ha approvato all’unanimità due importanti delibere che segnano un passaggio decisivo per il futuro della gestione dell’acqua nei 25 Comuni del territorio. L’assemblea ha dato il via libera al nuovo Piano d’Ambito, economicamente sostenibile, e ha affidato a Invitalia il compito di avviare le procedure di gara per l’individuazione del futuro gestore del Servizio Idrico Integrato. L’obiettivo è la nascita di una società mista pubblico-privata, nella quale il controllo della risorsa resterà in capo ai Comuni, mentre il partner privato apporterà competenze tecniche e capacità di investimento.
Anni di criticità da superare
Si chiude così una lunga stagione caratterizzata da criticità amministrative e gestionali. Nel corso della seduta, il presidente dell’ATI Trapani, Francesco Gruppuso, ha ripercorso le tappe che hanno portato a questo risultato, ricordando le difficoltà emerse negli anni passati, culminate nel commissariamento regionale del 2023. Da allora è stato avviato un profondo percorso di riorganizzazione dell’ente, con l’approvazione dei bilanci, il recupero dei crediti, l’insediamento del direttore generale Pierluigi Carugno e il conseguimento delle autorizzazioni necessarie per la pianificazione del servizio.
Il contributo di Invitalia e la tariffa unica provinciale
Un contributo determinante è arrivato anche dalla collaborazione con Invitalia e con le istituzioni nazionali e regionali, che ha consentito di superare problemi storici, tra cui la ricostruzione delle banche dati e delle reti dei Comuni che in passato facevano parte dell’EAS. Tra le novità più rilevanti del nuovo Piano d’Ambito figura l’introduzione della tariffa unica provinciale, che uniformerà il sistema di fatturazione in tutti i 25 Comuni del Trapanese. Una misura che punta a garantire maggiore equità tra gli utenti, una gestione più efficiente dei costi e una maggiore sostenibilità economica del servizio. L’approvazione dello schema regolatorio rappresenta inoltre una tutela per i bilanci comunali, evitando che i costi della gestione transitoria ricadano direttamente sulle casse degli enti locali.
Il Piano di Investimenti
Particolarmente significativo il piano degli investimenti previsto per il territorio. Sono infatti programmati oltre 806 milioni di euro destinati al potenziamento delle reti idriche, alla modernizzazione degli impianti, alla riduzione delle perdite, alla digitalizzazione del sistema e agli interventi necessari per contrastare la crisi idrica. La nuova pianificazione consente inoltre di mettere in sicurezza importanti finanziamenti nazionali ed europei, compresi quelli legati al PNRR, destinati a opere strategiche come il rifacimento della condotta Bresciana e gli impianti di denitrificazione. Tra i risultati già raggiunti figurano anche il recupero di oltre 290 litri al secondo di nuove risorse idriche e lo sblocco dei progetti per il nuovo dissalatore mobile di Trapani. “La fase della paralisi e dei rimpalli di responsabilità è finita – ha dichiarato il presidente dell’ATI Trapani, Francesco Gruppuso –. Grazie al lavoro dell’ufficio di piano, alla guida del direttore generale Carugno e alla collaborazione con Regione Siciliana, Invitalia, Ministero dell’Ambiente e ARERA, oggi consegniamo ai cittadini e ai sindaci una soluzione concreta e stabile. Diamo alla provincia di Trapani le basi per un servizio idrico moderno, efficiente ed equo, garantendo al tempo stesso la sostenibilità finanziaria dei Comuni”.