Marco Cavallaro 26 Ottobre 2026, 08:36 Dopo giorni di scosse e preoccupazioni nell’Isola e in...
Dopo giorni di scosse e preoccupazioni nell’Isola e in particolare tra Palermo e Messina, si allenta leggermente l’allarme. Lo sciame sismico – in corso ormai da ore – non si è però ancora del tutto spento, ma dopo le forti scosse di venerdì la situazione è adesso in una fase di minore intensità.
Tuttavia, anche questa mattina si sono registrate delle scosse di terremoto ancora una volta nella zona dell’epicentro di questi giorni, il solito Tirreno Meridionale. In questo caso però, in un totale di sette scosse registrate fin qui nella mattinata di oggi, lunedì 26 ottobre, la massima è stata di magnitudo 2.6: ben distante dai 5 e oltre dei giorni scorsi.
Dopo giorni di terremoti forti e costanti, la situazione sembra essere rientrata: prosegue il controllo degli esperti
Dopo giorni di apprensione, con un’allerta maremoto che aveva preoccupato la zona, tutto sembra essere in un momento di maggiore controllo della situazione, dopo la sequenza incessante dello scorso weekend che aveva imposto un rafforzamento della sorveglianza del posto.
Terremoto tra Palermo e Messina, oltre 50 scosse nei giorni scorsi
Nei giorni scorsi e in particolare il venerdì 23 ottobre, sono state registrate 53 scosse di terremoto, tutte di vario livello ma in alcuni casi anche molto intense.
Tutte queste scosse di terremoto, hanno un fattore in comune: l’epicentro. Questo, secondo i dati dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia, è sempre lo stesso ed è al largo dell’Isola, nel Tirreno Meridionale. In particolare, la zona sensibile è molto vicina alle Isole Eolie e nella direzione di Ustica, con i terremoti che sono stati percepiti nel Palermitano e nel Messinese, ma che hanno anche scosso l’Agrigentino e il Catanese. Una situazione certamente da osservare, che il QdS.it ha discusso con Chiara Cappadonia, docente di Scienze della Terra dell’Università di Palermo e referente Associazione Italiana Geologia Applicata.
Come ci spiega Chiara Cappadonia, docente Scienze della Terra dell’Università di Palermo e referente Associazione Italiana Geologia Applicata, la zona dell’epicentro è molto nota per le sue potenzialità sismiche, con precedenti importanti come i terremoti del 1980 e del 2002 a Palermo. “Stiamo parlando di un’area molto conosciuta e piuttosto attiva, in passato già coinvolta in diversi episodi sismici di grande rilevanza per Palermo e dintorni. In quella zona – prosegue la docente – esistono delle circostanze che possono innescare dei movimenti potenzialmente simili lungo le faide. Nel caso dei terremoti di oggi, parliamo di un evento che è in realtà in corso da giorni, ma la profondità è sempre stata importante. Adesso – continua Chiara Cappadonia – proprio la profondità si è ridotta di molto, arrivando anche a 8-12 km, e questo comporta che tutte queste scosse siano avvertite”. Per maggiori informazioni e l’articolo completo CLICCA QUI e accedi al contenuto integrale sul nostro sito.
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