Strage Borsellino, il presidente della corte di appello di Palermo: “Ancora tanti buchi neri”

Edoardo Ullo

Strage Borsellino, il presidente della corte di appello di Palermo: “Ancora tanti buchi neri”

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Edoardo Ullo |
venerdì 10 luglio 2026 - 19:14
Strage Borsellino, il presidente della corte di appello di Palermo: “Ancora tanti buchi neri”

Strage di Via D'Amelio Imagoeconomica Edoardo Ullo 10 Luglio 2026, 21:14 Tra pochi giorni ricorrerà...

10 Luglio 2026, 21:14

Tra pochi giorni ricorrerà il 34° anniversario della strage di via d’Amelio a Palermo dove morirono Paolo Borsellino e gli agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. E ancora si indaga su mandanti e verità.

Il presidente della corte d’Appello di Palermo, Antonio Balsamo, da inizio marzo alle redini dell’Ufficio, ha parlato a margine dell’evento L’estate che cambiò Palermo.

“L’obiettivo oggi è trovare la verità laddove ancora non c’è – sottolinea – ci sono, sia sulla strage di Capaci sia su quella di via d’Amelio, tanti buchi neri e tanti aspetti che hanno ancora bisogno di una ricostruzione completa: ad esempio nessuno di noi è stato finora capace di dare un volto a quelle persone appartenenti al mondo economico e politico con cui Riina aveva avuto contatti preventivi, quelli che Antonino Giuffrè chiama ‘tastate di polso’, prima di dare avvio alla strategia stragista. Ci sono tanti buchi neri che riguardano anche la strage di via d’Amelio, ancora non sappiamo chi ha premuto il telecomando”.

“Profonda ammirazione per la famiglia Borsellino”

Balsamo, parlando poi della famiglia Borsellino, ha sottolineato di provare “profonda ammirazione” per la sua “capacità di impegnarsi con un coraggio straordinario nella ricerca della verità: sono un esempio per l’intero paese. Mi piace anche ricordare le parole della signora Agnese: nel momento in cui era impegnata nella ricerca della verità sull’uccisione del marito e delle persone che erano con lui in quel drammatico 19 luglio 1992 pensava sempre alle tante altre vittime di mafia e al loro diritto alla verità. Oggi il modo migliore per onorarla è l’approvazione di una riforma costituzionale secondo cui la Repubblica tutela le vittime di reato: sarebbe il segno di un impegno corale di solidarietà da parte di tutte le istituzioni e del popolo italiano”.

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Fonte: QdS.it