Ambulanza. Immagine di repertorio da ImagoeconomicaAmbulanza - soccorsi, malore, incidente Redazione 7 Settembre 2026, 13:55...
Si faccia “piena chiarezza sull’organizzazione interna della SEUS, sulla gestione delle risorse pubbliche, sull’attribuzione degli incarichi e sul rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e prevenzione dei conflitti d’interesse”: lo richiede il deputato regionale dell’Mpa, Santo Primavera, annunciando una nuova interrogazione al presidente della Regione e all’Assessorato alla Salute dopo le criticità emerse in seguito all’ispezione relativa al bacino Catania-Ragusa-Siracusa.
Criticità che, si legge in una nota, “impongono un approfondimento” a 360°.
SEUS Sicilia, Mpa presenta interrogazione dopo ispezione regionale
Ambulanze non disponibili (da 5 a 20 ferme ogni giorno, secondo i primi dati comunicati), ritardi, equipaggi incompleti: queste alcune delle criticità emerse durante un’ispezione regionale. “La funzionalità del 118 riguarda direttamente la sicurezza dei cittadini e non può essere affrontata soltanto attraverso interventi emergenziali. Bisogna comprendere le cause delle criticità e verificare se l’organizzazione e la gestione delle risorse siano state improntate a criteri uniformi, trasparenti e verificabili”, sottolinea Primavera confermando i motivi dell’interrogazione.
Mpa chiede di rendere noto “il numero effettivo delle ambulanze operative e non operative nelle province interessate, le cause dei fermi, i tempi medi di ripristino e la distribuzione dei mezzi tra le diverse postazioni”, nonché di fare luce sull’assegnazione degli incarichi e sulle misure relative “all’effettiva applicazione delle misure previste in materia di trasparenza, prevenzione della corruzione, rotazione e conflitti d’interesse“.
SEUS: “Prima dei giudizi servono tutti i dati”
La SEUS non si sottrae al confronto: “La prima cosa che ritengo doverosa è riportare il confronto sul terreno dei dati e dei documenti. La SEUS non intende sottrarsi alla valutazione delle criticità. Al contrario, ha fornito all’Amministrazione regionale una relazione articolata proprio per consentire una valutazione completa della situazione”, spiega il presidente Riccardo Castro. E specifica: “L’attività ispettiva richiamata non ha interessato direttamente la SEUS. Non risultano accessi ispettivi presso la Società, né risultano acquisiti direttamente dalla SEUS dati e documenti relativi alla disponibilità dei mezzi, alla manutenzione, alla sostituzione delle ambulanze, al personale e alle misure adottate per garantire la continuità del servizio. Ritengo quindi corretto che ogni giudizio sulla gestione della Società sia formulato dopo aver esaminato anche la documentazione della Società stessa”.
Ambulanze ferme e il problema del personale
“Ambulanze ferme? I fermi tecnici esistono e non li abbiamo mai nascosti”, aggiunge Castro, passando poi all’analisi dei numeri. “Nel periodo dal 1° gennaio al 31 agosto 2026, nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa, la media giornaliera è stata di 3,27 fermi tecnici per guasti o problemi di efficienza della flotta, 5,58 per mancanza di personale autista-soccorritore e 0,81 per mancanza di personale sanitario. Quindi non è corretto trasformare il dato complessivo dei fermi in un dato che rappresenti esclusivamente un problema di mezzi o di manutenzione. La componente principale è stata la carenza di personale. Quindi la carenza di autisti-soccorritori non è un problema che nasce oggi? Assolutamente no. È un problema che la SEUS ha rappresentato agli organismi competenti da anni”.
La Società dichiara di aver segnalato già nel novembre 2022 “il progressivo decremento del personale autista-soccorritore”, chiedendo, nelle more delle assunzioni stabili, di poter ricorrere alla somministrazione di personale. E successivamente – spiega Castro – il fabbisogno è stato aumentato fino ad arrivare, nel Piano assunzioni 2026-2027, “a 344 unità aggiuntive di fabbisogno immediato e 425 assunzioni complessive previste nel biennio, tenendo conto anche delle ulteriori fuoriuscite”. E la SEUS ha anche “predisposto gli atti propedeutici alla procedura concorsuale”.
Il problema della carenza di personale, quindi, non è – per Castro – “il risultato di una semplice inerzia della SEUS”. Perché il problema non è stato risolto? “Perché una società pubblica non può assumere autonomamente ignorando i vincoli normativi e le procedure di autorizzazione previste per le società partecipate”, spiega il presidente della SEUS.
“La SEUS ha rappresentato ripetutamente il fabbisogno e ha chiesto le necessarie autorizzazioni, evidenziando che il personale autista-soccorritore costituisce una componente direttamente indispensabile per l’erogazione del servizio essenziale di emergenza-urgenza. Nel frattempo la Società ha dovuto organizzare quotidianamente le risorse disponibili per garantire il massimo livello possibile di copertura”.
Sulle azioni intraprese per far fronte a queste criticità, Castro aggiunge: “Abbiamo strutturato un sistema quotidiano di monitoraggio. Alle 7 e alle 19 viene effettuato un raccordo con le Centrali Operative per verificare la disponibilità delle postazioni. Entro le 7.30 e le 19.30 viene effettuata la programmazione delle risorse e, quando necessario, il riposizionamento del personale, dando priorità alle postazioni con equipaggio autista-soccorritore e alle postazioni medicalizzate. È un’attività quotidiana, finalizzata a mantenere la continuità del servizio nonostante la carenza di organico”.
“Tra il 2021 e il 2023 sono state acquistate e progressivamente immesse in servizio 234 nuove ambulanze Peugeot. Al 1° gennaio 2026 la dotazione complessiva era di 324 ambulanze – racconta poi, evidenziando gli ultimi risultati -. Nel 2026 sono state acquistate ulteriori 23 nuove ambulanze, assegnate al bacino di Catania, ed è stata definita la procedura per ulteriori 88 ambulanze. Sono numeri difficilmente compatibili con l’idea di una Società che non abbia affrontato il problema della flotta”. Inoltre, “nel precedente modello gestionale erano emerse criticità negli interventi manutentivi e nei tempi di ripristino. La Società è intervenuta formalmente nei confronti dell’affidatario e ha successivamente modificato il modello di gestione, anche attraverso officine convenzionate. Quindi bisogna distinguere le criticità manutentive che si sono verificate nel passato dall’attuale modello gestionale, che è stato modificato proprio per affrontare quelle criticità”.
Caso SEUS e le eccedenze, i numeri
Passando al caso specifico delle eccedenze nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa, Castro spiega: “Nel 2025 nella macroarea sono state registrate 14.494 eccedenze, a fronte di 149.922 interventi 118. Nel periodo gennaio-giugno 2026 le eccedenze sono state 8.591. Ma il dato che merita attenzione è un altro: nel periodo gennaio-agosto 2026 sono state registrate 118.461 missioni complessive, mentre gli eventi con missione risultano inferiori”.
“Nel 2025 nella macroarea sono state registrate 14.494 eccedenze, a fronte di 149.922 interventi 118. Nel periodo gennaio-giugno 2026 le eccedenze sono state 8.591 – elenca Castro -. Ma il dato che merita attenzione è un altro: nel periodo gennaio-agosto 2026 sono state registrate 118.461 missioni complessive, mentre gli eventi con missione risultano inferiori. La differenza è di 13.361 mezzi inviati in più, pari a oltre l’11%. Naturalmente l’impiego di più mezzi può essere pienamente giustificato dalla complessità di un evento. Ma è proprio per questo che occorre analizzare caso per caso le modalità di gestione e di assegnazione delle risorse“.
SEUS, interrogazione e criticità, Castro: “Le verifiche siano complete”
Per Castro “non è possibile attribuire alla SEUS tutte le criticità del sistema senza analizzare anche le modalità con cui le richieste vengono gestite, valutate e trasformate in missioni. La gestione delle chiamate, la valutazione dell’evento, l’assegnazione e il coordinamento delle risorse e la gestione delle eccedenze appartengono alla sfera delle Centrali Operative e degli altri soggetti istituzionali competenti. La SEUS assicura invece la componente operativa territoriale affidata alla Società. Confondere questi due livelli significa rischiare di attribuire a un soggetto responsabilità che appartengono ad altri”.
Per Castro “le criticità esistono e vanno affrontate. Quello che contesto è l’idea che possano essere ricondotte automaticamente a un unico soggetto senza analizzare l’intero sistema. La nostra relazione dimostra che SEUS ha rappresentato il fabbisogno di personale, ha adottato misure straordinarie per garantire la continuità, ha rinnovato la flotta, ha modificato il sistema manutentivo e continua quotidianamente a monitorare e riposizionare le risorse disponibili. Qual è la mia richiesta alla Regione? Una sola: guardare i dati, tutti i dati. Se ci sono responsabilità della SEUS, siamo pronti a risponderne. Ma allo stesso modo devono essere analizzati tutti gli altri fattori che incidono sul funzionamento del 118: organizzazione delle Centrali, gestione delle chiamate, assegnazione delle risorse, eccedenze, permanenza delle ambulanze nei Pronto Soccorso, disponibilità del personale sanitario, organizzazione territoriale e modalità di utilizzo dei mezzi. Solo così si può arrivare a una valutazione realmente oggettiva”.
“Ai cittadini siciliani che leggono di un 118 in difficoltà il presidente della SEUS dice che ‘il 118 è un servizio essenziale e che tutti noi abbiamo il dovere di migliorarlo. Ma dico anche che gli operatori SEUS ogni giorno lavorano per garantire il servizio nonostante difficoltà oggettive, carenza di personale e criticità organizzative. La SEUS non chiede di essere sottratta alle verifiche. Chiede semplicemente che le verifiche siano complete, documentate e riferite alle effettive competenze di ciascun soggetto. Perché individuare correttamente le responsabilità non significa difendere qualcuno. Significa, prima di tutto, capire davvero dove nasce il problema e intervenire dove il problema nasce”, conclude Castro.
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