Servizio idrico, sindaci del catanese verso la risoluzione del contratto con Sie

Simone Olivelli

Servizio idrico, sindaci del catanese verso la risoluzione del contratto con Sie

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Simone Olivelli |
venerdì 26 giugno 2026 - 4:37
Servizio idrico, sindaci del catanese verso la risoluzione del contratto con Sie

Simone Olivelli 26 Giugno 2026, 06:37 Lo strappo alla fine è arrivato. L’Ati idrico di...

26 Giugno 2026, 06:37

Lo strappo alla fine è arrivato. L’Ati idrico di Catania va verso la risoluzione anticipata del contratto con la Sie, la società pubblico-privata che ha ottenuto la gestione trentennale del servizio idrico integrato nella provincia ma che finora non ha preso in carico i 58 Comuni compresi nella convenzione. La decisione è stata presa mercoledì dal consiglio direttivo dell’Ati, presieduto da Fabio Mancuso. La delibera dovrà essere portata in Assemblea, con i sindaci che dovranno decidere se votarla. Una possibilità, questa, che stando agli attriti che negli ultimi due anni ci sono stati tra l’Ati e la Sie sembra più che concreta.

Le contestazioni sulla gestione del servizio idrico

La rottura potrebbe arrivare, dunque, ancor prima che il Consiglio di giustizia amministrativa decida se gli sforzi fatti dall’Ati per attuare le disposizioni che il Cga aveva dato tra il 2021 e il 2022, confermando a valle di una querelle iniziata a metà anni Duemila il diritto di Sie a diventare gestore unico del servizio idrico, siano sufficienti. E dunque se nulla sia da eccepire alla volontà dell’Ati di dare seguito a ciò che è stato deciso dai tribunali amminsitrativi. L’accelerazione, visto che a decidere di rivolgersi al Cga era stata la stessa Ati, è stata per certi aspetti inaspettata. “Questa Ati deve tenere conto di numerose circostanze che non possono essere ignorate perché paralizzano la gestione del servizio idrico integrato, che ovviamente non può essere interrotta, e concretano gravi inadempimenti del gestore”, si legge nel testo della delibera.

Ritardi nei subentri e cronoprogramma disatteso

L’elenco di contestazioni che il consiglio direttivo rivolge alla società pubblico-privata che ha l’amministratore delegato nell’imprenditore Sergio Cassar – il quale guida anche il socio di maggioranza di Hydro Catania, società che detiene il 49 per cento di Sie – è lungo. Il documento è composto da 16 pagine. A spiccare ci sono innanzitutto i ritardi nell’attuazione del cronoprogramma che descriveva i tempi con cui Sie sarebbe dovuta subentrare ai tanti, e diversi per natura giuridica, gestori che operano nella provincia di Catania. La prima scadenza fissata al 15 luglio 2025 riguardava le gestioni comunali in economia, ovvero quelle in cui sono gli stessi uffici degli enti locali a occuparsi del servizio idrico. I subentri previsti sono 23, ma a oggi Sie ne ha attuati 19.

Subito dopo Sie avrebbe dovuto prendere il posto della società Sogip – partecipata del Comune di Acireale – che opera, oltre che ad Acireale, anche a Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Santa Venerina, Zafferana Etnea e Calatabiano. Il tempo massimo era previsto per il 15 agosto 2025 ma nulla è stato fatto. Discorso simile anche per i subentri nei confronti degli altri gestori, sia partecipate pubbliche che società private. L’ultima scadenza prevista dal cronoprogramma era prevista ad aprile scorso e riguardava Acoset. Quest’ultima – al pari di Sidra e Ama – ha anche un ulteriore ruolo nella vicenda, in quanto detiene una piccola quota all’interno di Hydro Catania, quindi oltre a essere controparte nel passaggio di testimone si trova a essere anche socio di Cassar. Proprio da Acoset nell’ultimo anno sono iniziate ad arrivare critiche al modo in cui si sono sviluppati i rapporti all’interno di Hydro Catania.

Hydro Catania e il nodo della governance

A essere messo in discussione è stato il modello gestionale, in altre parole il modo in cui i compiti venivano ripartiti tra i soci. Due settimane fa, con una nota Acoset ha affermato di essere in disaccordo con il consorzio Csgi (socio di maggioranza di Hydro Catania). Tale disaccordo per l’Ati “snatura la società mista a prevalente capitale pubblico perché i fatti recenti dimostrano – si legge nella delibera approvata dal consiglio direttivo – che il socio privato che detiene la maggioranza delle quote di Hydro Catania è in grado di bloccare l’operatività di Sie condizionandone le scelte e decisioni ed impedendole la gestione del servizio”.

Fondi Pnrr e criticità nella depurazione

A Sie viene contestata anche la perdita dei fondi Pnrr per la riduzione delle perdite nelle reti della provincia. Un contributo da 17 milioni per lavori che prima o poi dovranno essere fatti e che rischieranno di essere pagati direttamente dagli utenti. La sfilza di critiche riguarda anche il ciclo della depurazione. A riguardo va segnalato che nei giorni scorsi il commissario unico per la depurazione, Fabio Fatuzzo, era tornato ampiamente a criticare Sie, arrivando a invocare la revoca della convenzione.

Dal canto proprio, la società amministrata da Cassar fino a oggi ha sempre rimandato al mittente le accuse, rilanciando il proprio convincimento secondo cui Sie paga un ostruzionismo da parte della politica che impedisce alla società di operare. Tra le accuse più forti rivolte da Cassar ci sono state quelle riguardanti i ritardi nell’approvazione della nuova tariffa idrica e dell’aggiornamento del piano d’ambito.

Le accuse dell’Ati e i problemi con le bollette

Su quest’ultimo punto, nella delibera del consiglio direttivo si legge però che la convenzione sottoscritta nel 2024 tra Ati e Sie per l’avvio della gestione trentennale prevede che, “ancor prima dell’acquisizione delle singole gestioni comunali e di quelle dei gestori pubblici e privati”, la Sie attuasse una “prima ricognizione sulla documentazione necessaria anche per l’aggiornamento del Piano diAmbito”. Tale ricognizione, a detta dei vertici dell’Ati, non è stata completata.

“La condotta di Sie paralizza la gestione perché più di due terzi della popolazione dell’ambito non è fornita dal gestore del servizio idrico integrato”, viene riportato nel documento. Nello stesso, infine, si fa cenno poi al fatto che lì dove Sie ha effettuato il subentro si sono palesati problemi. Dal mancato pagamento dei costi energetici all’invio di bollette idriche con importi ingenti. “Il gestore non ha provveduto a presidiare il territorio acquisito per avere un rapporto trasparente e leale con l’utenza, non ha provveduto ad aprire un numero di sedi o di presidi sufficienti ad accompagnare l’utenza nel delicato passaggio da una gestione comunale in economia a una più complessa e gravosa. Ha spedito – si legge – decine di migliaia di bollette idriche prive dei necessari requisiti di correttezza dei calcoli delle tariffe, trasparenza dei costi, indicazione delle modalità di presentazione dei reclami, trasparenza e adeguata comunicazione delle ragioni dell’addebito del deposito cauzionale”.

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Fonte: QdS.it