Scuola, Flc Cgil contro il decreto Valditara: “Propaganda”. Nel Paese pochi docenti di italiano

Salvatore Rocca

Scuola, Flc Cgil contro il decreto Valditara: “Propaganda”. Nel Paese pochi docenti di italiano

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Salvatore Rocca |
mercoledì 30 settembre 2026 - 4:12
Scuola, Flc Cgil contro il decreto Valditara: “Propaganda”. Nel Paese pochi docenti di italiano

Gianna Fracassi, segretaria nazionale Flc CgilGianna Fracassi, segretaria nazionale Flc Cgil Salvatore Rocca 30 Settembre...

30 Settembre 2026, 06:12

ROMA – Il decreto legge Valditara è “un intervento finalizzato semplicemente alla campagna elettorale”. Ne è certa Gianna Fracassi, segretaria generale Flc Cgil, che spiega al Quotidiano di Sicilia tutte le criticità del provvedimento preparato d’urgenza dal Governo Meloni che menziona, tra le diverse misure, il tetto del 30% agli studenti stranieri e il divieto di burqa e niqab negli istituti scolastici del Paese. “Chiaramente il decreto legge è ancora sotto verifica dal Quirinale, anche se il ministro Valditara continua a dire che non c’è nessun problema. Io credo, invece, che qualche problema ci sia”, aggiunge Fracassi.

Decreto Valditara, la critica della Flc Cgil sul tetto agli studenti stranieri

“Dopodiché, stante l’intento veramente politico, hanno fatto un pasticcio. Hanno fatto un pasticcio perché hanno dimostrato di non conoscere esattamente il problema” e di “non avere nessuna idea sui dati”, Per la segretaria di Flc Cgil, la questione del tetto al 30% degli studenti stranieri nelle classi italiani non rappresenta un reale problema poiché “stiamo parlando di un numero bassissimo” di alunni che verranno effettivamente interessati dalle misure. Una condizione, questa, che “limita sostanzialmente l’applicazione del decreto”.

Le norme, se adottate definitivamente, andrebbero a toccare la categoria dei Nai, vale a dire i nuovi arrivati in Italia. Una categoria nella quale, secondo le stime del sindacato, rientrano tra i 37 mila e 40 mila giovani al massimo. E da questi bisogna “espungere quelli che non hanno frequentato la scuola dell’infanzia o hanno alle spalle un percorso minimo di studi. In più il decreto si applica solo a quelle classi che superano il 30%. Quindi – osserva ancora Fracassi -, si fa addirittura un decreto legge, che prevede quindi la necessità di un’urgenza, come se ci fosse un problema che ha necessità di un intervento immediato. E per quanti studenti? Poche migliaia, forse 3 mila appena in tutta Italia. Oltretutto, questa operazione viene compiuta senza un euro”.

Scuola e integrazione, la posizione della Flc Cgil

“Si tratta di un’operazione di propaganda e non, come dice Valditara, di integrazione. Per giunta, le responsabilità vengono scaricate sulle spalle altrui. È un’operazione che io trovo inconcepibile”, sottolinea ancora Fracassi.

Anche sul capitolo burqa e niqab il Governo sembra volere ingaggiare una lotta contro i mulini a vento. Una vicenda che la segretaria generale di Flc Cgil definisce “penosa”. “Tra l’altro, si fa riferimento a ragazzine oltre la soglia di povertà, ma la cosa che fa più ridere è la questione del burqa. Io non credo di avere mai visto una bambina o una ragazza indossare il burka in Italia, anche perché è una prescrizione che trova attuazione in Afghanistan. Stessa cosa posso dire del niqab. Oggettivamente, stiamo parlando di casi che, forse, si possono contare sulle dita di una mano. Su questo si fa un decreto legge. E quindi mi pare che si sia perso il senso delle priorità per la scuola”.

“Tra l’altro si fa un’operazione brutta, perché questa vicenda si trascina dietro uno stigma laddove non ci dovrebbe essere, perché quella italiana è una scuola d’inclusione, aperta e accogliente. E, oltretutto, la si fa anche per cambiare un po’ la narrazione sulla scuola. C’è da tener conto che sono stati tagliati anche gli insegnanti di italiano L2, vale a dire coloro che dovrebbero aiutare nell’integrazione”, ricorda la segretaria. “Questi insegnanti – aggiunge – sono stati tagliati dalla Legge di Bilancio e ci sono casi veramente incredibili. E adesso si vuole destinare qualche milione di euro per affrontare la necessità”.

Insegnanti di italiano L2, il nodo dei tagli

Stando ai numeri, “è stato tagliato quasi il 20% degli insegnanti A023”. Per Flc Cgil la priorità rimane quella di vedere “organici stabili, a partire dagli organici dei Cpia, dove c’è un serio problema di rafforzamento, perché l’integrazione bisogna farla con le persone”. Il sindacato mostra evidenti perplessità anche in merito al tema della sanzione amministrativa da infliggere a quei genitori che non prenderanno parte ai corsi linguistici. “Anche su questo andrà verificato se il testo rimarrà così, oppure cambierà”.

Cpia e corsi di italiano, il problema delle risorse

Rimane da sciogliere anche il nodo delle sedi deputate a ospitare tali corsi. “I Cpia hanno un numero molto basso di insegnanti perché sono stati spogliati di risorse o, se non sono stati spogliati, sicuramente non hanno avuto risorse aggiuntive. Anche questo ci fa dire che è proprio un’operazione di propaganda”, conclude Fracassi.

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Fonte: QdS.it