Rapporto Coop, dal low cost al no buy: ridurre consumi come scelta culturale

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Rapporto Coop, dal low cost al no buy: ridurre consumi come scelta culturale

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giovedì 10 settembre 2026 - 15:31
Rapporto Coop, dal low cost al no buy: ridurre consumi come scelta culturale

Redazione 10 Settembre 2026, 17:31 Milano, 10 set. (askanews) – “In un clima internazionale plumbeo...

10 Settembre 2026, 17:31

Milano, 10 set. (askanews) – “In un clima internazionale plumbeo e nella difficoltà della vita quotidiana gli italiani ridisegnano la sintassi dei consumi. Danno valore al benessere, l’esperienza fa premio sul possesso, il ruolo dell’AI si fa più stringente ma il dato più significativo è il nuovo valore del non consumo. Invertendo il famoso assioma di Bauman ‘deconsumo ergo sum’”. Il quadro che traccia Albino Russo, direttore generale di Ancc di Coop, presentando il nuovo Rapporto Coop 2026 racconta un cambiamento che è culturale più che dettato dalla congiuntura economica. “I due terzi degli italiani – fa notare – concordano sul valore della rinuncia al consumo superfluo, della limitazione degli sprechi o del ridare una seconda vita ai prodotti. Il dato tracima dall’obbligo economico: è vero che gli italiani hanno problemi di budget ma la tendenza al non consumo, il passaggio dal low cost al no buy, sembra diventare un tratto culturale”.

Non è solo una necessità economica la riduzione dei consumi degli ultimi tre anni, dunque, come ha dichiarato il 44% degli italiani, ma c’è un 28% che lo fa per scelta e per nuove priorità accanto a un altro 28% che ritiene di avere minori necessità. E anche nella propria cerchia sociale consumare meno viene considerato un comportamento responsabile più che un segnale di minori possibilità economiche. Le strategie per spendere di meno sono diverse: oltre a tagliare completamente acquisti costosi (88%) cercano di riparare gli oggetti anzichè sostituirli (85%), cancella o sceglie versioni più economiche di abbonamenti o servizi (72%) o preferisce l’usato o il ricondizionato (45%). Esplodono, infatti, gli acquisti di smartphone ricondizionati: nei primi 6 mesi dell’anno ne sono stati venduti 520.000 ovvero un +58% rispetto allo scorso anno. “Ieri è stato presentato un nuovo Iphone al mercato da 2.300 euro ma nella quotidianità è un acquisto riservato a un’élite – ha commentato Russo – Aggiustare una lavatrice da soli è più nello spirito dei tempi”. Poi, se elettrodomestico deve essere, almeno che sia funzionale e comunque accessibile. Su tutti il robottino lavapavimenti che raggiunge 1 milione di pezzi venduti pari a un +74% anno su anno.

Sotto questo punto di vista il digitale aiuta perché è lì che il 50% degli italiani cerca consigli e idee per riparare o realizzare da soli dei prodotti. Ma il vero consulente per gli acquisti è per il 74% dei consumatori italiani l’Ai, un valore più alto di quanto non sia in altri Paesi (il 68% ad esempio negli Stati Uniti); è una Ai che dà informazioni, genera ispirazione e permette di confrontare tra varie opzioni disponibili. Ovviamente per scegliere meglio e spendere con oculatezza risorse scarse. E il valore dato al non possesso giustifica di fatto gli unici consumi che ritornano nei desiderata degli italiani ovvero i consumi esperienziali: viaggi, week end, ma anche cura degli hobby, della creatività, il fai da te.

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Fonte: QdS.it