Ministro Adolfo Urso. Foto di Alessandro Amoruso da ImagoeconomicaMinistro Adolfo Urso. Foto di Alessandro Amoruso...
Il futuro dello stabilimento Pfizer nella zona industriale di Catania torna al centro dell’agenda del governo. Durante la visita in città per l’iniziativa di Fratelli d’Italia “Patrioti in Comune: non una passerella ma strumento per gli amministratori”, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha fatto il punto sulle prospettive industriali del sito, riferendo di manifestazioni di interesse da parte di tre importanti operatori internazionali del settore farmaceutico.
L’obiettivo è individuare un percorso che permetta di valorizzare l’impianto e le professionalità presenti, evitando nel frattempo l’interruzione dell’attività produttiva. La partita resta aperta: le manifestazioni di interesse rappresentano un primo elemento su cui lavorare, ma serviranno ulteriori approfondimenti prima di poter delineare il futuro dello stabilimento.
Pfizer, il ministero al lavoro sulle proposte industriali
Le interlocuzioni con i potenziali investitori saranno seguite direttamente dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il confronto dovrà chiarire quali opportunità possano tradursi in un progetto concreto per lo stabilimento catanese e per i suoi dipendenti.
“Ci sono tre primarie società del settore farmaceutico che operano a livello internazionale e che ritengono che questo sito, e soprattutto questi lavoratori, sono una grande risorsa su cui investire“, ha spiegato Urso. “Il ministero seguirà con grande attenzione queste potenzialità di investimento affinché siano davvero un’occasione di rilancio e poi riferirà ai sindacati, nel tavolo che convocheremo appena avremo migliori e più precise notizie”.
Il prossimo passaggio sarà dunque un aggiornamento con le organizzazioni sindacali, da convocare quando il quadro sarà più chiaro. In questa fase, il ministero punta a valutare le diverse possibilità senza anticipare l’esito delle interlocuzioni.
Continuità produttiva in attesa del rilancio
Uno degli aspetti centrali riguarda la prosecuzione dell’attività dello stabilimento durante la ricerca di una soluzione industriale. L’intenzione illustrata dal ministro è mantenere operativo lo stabilimento fino all’individuazione del percorso ritenuto più adeguato per garantirne la continuità nel lungo periodo.
Urso è tornato sulla questione anche attraverso un messaggio pubblicato su X, nel quale ha richiamato il valore strategico del sito e le opportunità aperte dall’interesse di operatori internazionali.
“Si sono aperte nuove prospettive che intendiamo perseguire con determinazione, con le manifestazioni di interesse di tre attori industriali internazionali di primario livello. Il sito è altamente appetibile e l’azienda manterrà la produzione finché non individueremo la strada migliore per garantire il rilancio dello stabilimento e i nostri lavoratori”.
La prospettiva delineata dal governo è quindi quella di accompagnare la ricerca di un investitore senza fermare la produzione. Resta da capire quale soggetto potrà presentare una proposta sostenibile e quali saranno le condizioni necessarie per assicurare un futuro industriale al sito catanese.
La strategia del governo per l’industria siciliana
L’intervento di Urso ha riguardato anche le prospettive economiche dell’Isola, che il ministro considera un territorio importante per lo sviluppo delle nuove filiere produttive e per il rafforzamento dei collegamenti commerciali nel Mediterraneo.
“La Sicilia è sempre più protagonista della politica industriale dell’Italia, al centro della duplice sfida green e digitale. Il nostro obiettivo è trasformarla anche in una grande piattaforma logistica, portuale e aeroportuale del Mediterraneo”.
In questo scenario, il potenziamento delle infrastrutture e la valorizzazione dei poli industriali assumono un ruolo rilevante. Il ministro ha affrontato anche il tema degli aeroporti di Catania e Comiso, auspicando che i rispettivi percorsi di privatizzazione procedano “nel migliore dei modi”.
Etna Valley, riflettori sul polo della microelettronica
Tra i settori richiamati da Urso figura anche quello dei semiconduttori, con particolare riferimento allo sviluppo dell’Etna Valley e alle attività di STMicroelectronics. Il ministro ha ricordato il progetto industriale legato all’azienda, descritto come il più grande impianto italiano del comparto e uno dei più grandi a livello mondiale.
La microelettronica rappresenta uno degli ambiti su cui si concentra la strategia industriale nazionale, insieme alla transizione digitale e alla necessità di rafforzare le capacità produttive nei settori tecnologici avanzati.
Per Catania, il futuro della Pfizer e lo sviluppo dell’Etna Valley rappresentano due partite industriali distinte, ma entrambe rilevanti per l’occupazione e per il ruolo del territorio nel sistema produttivo nazionale. Sullo stabilimento farmaceutico, il passaggio decisivo sarà ora trasformare l’interesse manifestato dalle tre società in una soluzione concreta per la fabbrica e per i suoi lavoratori.
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