La nuova legge elettorale è approvata: anche la Sicilia reagisce, i commenti da Cateno De Luca all’assessore Savarino

Marianna Strano

La nuova legge elettorale è approvata: anche la Sicilia reagisce, i commenti da Cateno De Luca all’assessore Savarino

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Marianna Strano |
giovedì 08 ottobre 2026 - 15:41
La nuova legge elettorale è approvata: anche la Sicilia reagisce, i commenti da Cateno De Luca all’assessore Savarino

Il voto alla Camera. Foto di Sara Minelli da ImagoeconomicaVoto sulla nuova legge elettorale alla...

8 Ottobre 2026, 17:41

Passa definitivamente – anche se non in un clima politico del tutto sereno – la nuova legge elettorale nazionale. Con voto segreto, alla Camera i sì sono stati 227 e i no 164. Immediata la reazione delle opposizioni, che risponde alle mosse del Governo con cartelli con scritte come “legge truffa” e “con Meloni gasolio a 3 euro”.

Cosa prevede la nuova legge elettorale

Lo Stabilicum – o Melonellum, questo il nome usato dagli oppositori per definire la legge – prevede in sintesi un sistema proporzionale con un premio di maggioranza di 105 parlamentari (70 deputati e 35 senatori) per chi supera il 42% delle preferenze. Il meccanismo di voto prevede preferenze con capilista bloccati, soglie di sbarramento immutate (10% per le coalizioni, 3% per le liste con il ripescaggio per il migliore coalizzato). Cambiamenti per la circoscrizione estero (due ripartizioni geografiche – Europa ed Extra UE – per la Camera, una sola per il Senato).

Per i fuorisede, ci sarà la possibilità di votare nel luogo dove si è domiciliati da almeno nove mesi (tre nel caso di persone che sono fuori dal Comune per cure) ma solo iscrivendosi nelle apposite liste entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e ad almeno 45 giorni dalle elezioni. Avranno la stessa possibilità anche i caregiver che assistono persone in cura in una Regione diversa da quella nella quale si è iscritti nelle liste elettorali.

Le reazioni, dalla maggioranza all’opposizione

Con un 2027 caldissimo sul fronte politico ormai sul punto di iniziare, le reazioni alla nuova legge elettorale non potevano che essere infuocate da parte dell’opposizione. “Per la prossima campagna elettorale abbiate il coraggio di dire la verità e presentarvi con lo slogan giusto: prima le poltrone. Questo è il vostro slogan. La legge elettorale dovrebbe rappresentare gli elettori non proteggere gli eletti”, è parte del commento a caldo della segretaria del Pd Elly Schlein. La deputata dem attacca: “Questa legge è un antipasto di premierato con l’indicazione obbligatoria del premier, fatta però con una legge ordinaria senza rischiare un altro referendum costituzionale (…) Noi siamo e rimarremo una Repubblica parlamentare. Se volete cambiare la forma di governo, abbiate la coerenza e la decenza di passare per il percorso di riforma costituzionale necessario”. E aggiunge, parlando direttamente alla premier Giorgia Meloni: “Avete bocciato gli emendamenti nostri unitari delle opposizioni per reintrodurre le preferenze per tutti, perché dovevate a tutti i costi reinserire i capilista bloccati. Ma la cosa ancor più grave è che la prima presidente del consiglio donna ha cancellato la parità di genere, cioè dopo che è arrivata lei chi se ne frega delle altre”.

Un punto – quest’ultimo – che rientra anche nella critica avanzata da Giuseppe Conte: “Avete introdotto le preferenze con grandi strombazzamenti. Sono preferenze fasulle, non prendiamo in giro gli italiani. Più dell’80% dei componenti del prossimo Parlamento sarà deciso dalle segretarie di partito, catapultati in Parlamento senza libera scelta degli italiani. Noi vi riconosciamo un primato, bisogna essere oggettivi: la prima premier donna della storia repubblicana. Ecco, questo primato lo avete azzerato. Giorgia Meloni, tu donna, sei riuscita a sbarrare la strada alle altre donne, perché i capilista potranno essere tutti uomini. Ma vi rendete conto? Oggi abbiamo già una politica declinata per lo più al maschile. La prima donna premier della storia che sbarra la strada alle altre donne. Complimenti anche su questo”.

Dal canto suo, però, Giorgia Meloni è convinta della nuova legge elettorale e dalla fase finale della sua esperienza come premier. “A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così”, chiarisce in un post sui social. “Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale, quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare”, commenta ancora Meloni.

Meloni difende la scelta sul voto di preferenza, destinata nelle sue parole a restituire “ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta”, e le nuove regole elettorali “pensate per favorire la stabilità e la coerenza parlamentare di qualunque governo, indipendentemente dal suo colore politico”.

Anche in Sicilia si commenta la nuova legge

Non mancano commenti sulla legge elettorale anche in Sicilia, anche se l’Isola è alle prese con una vicenda politica molto delicata a causa della crisi di governo (che però, come riportato nelle scorse ore, non sembra portare al momento alle elezioni anticipate). “Bene il voto fuorisede, una battaglia che sosteniamo da tempo. Bene anche il ritorno delle preferenze. Per noi, però, il percorso deve continuare: devono essere i cittadini a scegliere tutti i propri rappresentanti, attraverso preferenze integrali“: questa la posizione di Sud Chiama Nord, presentata in un post di Cateno De Luca.

Tra le reazioni c’è quella dell’assessore Giusi Savarino, che parla di “un altro impegno mantenuto dal Governo Meloni e da Fratelli d’Italia“. “Con il voto di preferenza si restituisce ai cittadini la possibilità di indicare direttamente chi dovrà rappresentarli, superando il sistema degli eletti nominati nelle liste bloccate. Io, che sono sempre stata eletta attraverso il voto di preferenza, so bene cosa significhi misurarsi con il consenso, confrontarsi ogni giorno con il territorio e costruire un rapporto diretto con i cittadini. Aver reintrodotto la preferenze anche per le elezioni politiche, dopo tantissimi anni, significa riportare anche la classe dirigente nazionale a confrontarsi con il consenso e con il territorio”, si legge in un post sui social.

“Ora tocca ai partiti, mettendo gli stessi capilista nei 49 collegi per un massimo di 5, come prevede la norma, solo una dozzina sarebbero eletti direttamente e tutti gli altri scelti con le preferenze. E così vedremo, alla prova dei fatti, quali partiti sono davvero per ridare ai cittadini il diritto di scegliere. A questo si aggiunge la scelta del premier e il voto per i fuori sede, che permetterà, nei casi previsti dalla legge, a studenti, lavoratori e caregiver di esercitare più facilmente il proprio diritto di voto anche lontano dal Comune di residenza. Tre misure che rafforzano la partecipazione e riportano i cittadini al centro”, scrive ancora Savarino.

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Fonte: QdS.it