Morti sul lavoro. Foto Imagoeconomica Edoardo Ullo 13 Settembre 2026, 17:36 In Sicilia si continua...
In Sicilia si continua a morire sul lavoro. Sono 35 le vittime nei primi sette mesi del 2026, lo dice il rapporto dell’osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente Vega Engineering su dati Istat. Di questi, 15 si sono registrati in provincia di Palermo, cinque a Catania, quattro a Messina, quattro anche a Trapani, tre a Siracusa, due a Ragusa, uno ad Agrigento ed Enna. Nessuno, infine, a Caltanissetta.
Palermo si trova al poco invidiabile quarto posto per incidenza di 43,7 infortuni mortali ogni milione di occupati a fronte di una platea di 343.117 lavoratori. La città italiana con maggiore incidenza è Vercelli con 5 morti ma un indice di 71,7 a fronte di 69.759 abitanti, poi Cosenza (12 morti, incidenza 57) e Taranto (7 vittime e 49,5)
La Sicilia, invece, è in zona rossa al secondo posto con un’incidenza di 23,5 dietro solo alla Calabria (30,3) e davanti a Campania (23,2), Liguria (23,0) e Puglia (22,3).
Il dato nazionale
In Italia, invece, si registrano in Italia 595 vittime sul lavoro di cui 430 in occasione di lavoro e 165 in itinere, nel tragitto casa-lavoro. Numeri in lieve calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando si erano registrati 607 decessi complessivi, di cui 437 in occasione di lavoro.
Delle 595 vittime, 169 sono straniere – con un indice di 46,8 morti per milione di occupati che triplica quello dei colleghi italiani – mentre tra i settori produttivi, l’edilizia registra il dato più critico con 76 morti (il 17,7% del totale), seguita da logistica con 55 casi e dalle attività manifatturiere con 50.
La fascia d’età più colpita in valore assoluto è quella tra i 55 e i 64 anni, con 153 vittime pari 35,6% del totale, seguita dalla fascia 45-54 anni con 112 casi.
L’Osservatorio Vega analizza il fenomeno anche attraverso l’indice di incidenza degli infortuni mortali per milione di occupati la cui media nazionale, calcolata nel periodo gennaio-luglio 2026, si attesta a 17,8 vittime per milione di occupati, in calo rispetto al valore di 18,3 registrato nello stesso periodo del 2025. Si evince che la media palermitana e quella dell’Isola siano nettamente superiori.
Pistorio: “Ritmi troppo elevati, mancano formazione e controlli”

A commentare la situazione è Giovanni Pistorio, segretario regionale della Fillea Cgil Sicilia contattato dal QdS.it. “Purtroppo vi sono diverse cause – sottolinea – e dire che manchino soltanto i controlli risulterebbe riduttivo anche se è ampiamente riconosciuta”.
Pistorio osserva: “Bisogna fare una riflessione sul valore che noi assegniamo alla vita e al denaro. In questa fase di grande espansione si è preferito correre dietro alla velocizzazione. in parte necessaria dell’esecuzione dei lavori”. Il segretario regionale fa riferimento alle scadenze del Pnrr o quelle al Superbonus. “Queste – prosegue – hanno velocizzato tantissimo le procedure ma al contempo hanno fatto scadere anche la qualità del lavoro finito. Si saltano alcuni passaggi necessari e quindi si perdono gli standard lavorativi. Questa mole di lavoro e l’abbattimento dei tempi per realizzarla hanno fatto in modo che si le ditte reclutino molta manovalanza senza esperienza e mal formata”.
E ancora: “L’esperienza gioca un ruolo importante nell’attuazione delle misure di sicurezza: se non si è formati su questo fondamentale è chiaro che sia più facile il verificarsi degli incidenti. Nei cantieri, inoltre, troviamo ultra 55enni ancora al lavoro. In pratica non c’è stato un turnover nelle giovani generazioni facendo uso di manovalanza non qualificata. In alcuni casi è anche colpa di corsi per la sicurezza non adeguati e per edili e manovali ve ne sono, inoltre pochissimi”.
Pistorio conclude: “La Regione potrebbe avere misure per controllare la vera realizzazione dei corsi ma, spiace dirlo. Manca la sensibilità e la cultura politica”.
Lo Sciuto (Fillea Cgil Palermo): “Oltre al lutto e al cordoglio non si va oltre”

Cosimo Lo Sciuto, neo segretario regionale della Fillea Cgil di Palermo – con Piero Ceraulo chiamato per un incarico alla Fillea nazionale – commenta amaramente i dati diffusi sulle morti bianche nel capoluogo siciliano e nella sua provincia.
Raggiunto dal Qds.it Lo Sciuto sottolinea: “Dopo gli incidenti e i lutti, facciamo sempre gli stessi ragionamenti ma non cambia nulla. Oltre al lutto e al cordoglio non si va oltre. Urge un sistema di controlli che sia realmente rispettoso della dignità dei lavoratori che miri ad andare a intercettare le aziende che lavorano fuori dal contratto”.
Per il segretario palermitano del sindacato è fondamentale il contrasto al lavoro nero. “È proprio in queste condizioni – dice – che la sicurezza diventa l’ultimo problema. Partiamo da qui: non c’è bisogno di altri ragionamenti. Bisogna mettere gli ispettori e mettere in condizione le forze dell’ordine di agire laddove c’è il sospetto e il rischio di lavoro in nero. I controlli vanno mirati alla sicurezza”.
“La tragedia di via Marturano l’esempio di quello che non dovrebbe mai accadere”
E riflette su quella che è una ferita ancora aperta, la tragedia dello scorso 10 aprile in via Marturano a Palermo: “Quello è l’esempio lampante di quello che non sarebbe dovuto accadere. È accaduto nel centro cittadino. Con controlli mirati questa tragedia si sarebbe potuta evitare. Adesso dobbiamo fare in modo che non si ripetano drammi simili. E questo è compito di tutti ma principalmente dello Stato e delle Istituzioni”.
A tal proposito il sindacato di categoria della Cgil, che rappresenta e tutela i lavoratori dell’edilizia, del legno e dei materiali da costruzione, ha richiesto un tavolo permanente con i soggetti che si occupano di controlli salute e sicurezza per e monitorare il fenomeno e intervenire con un’azione efficace.
Lo Sciuto parla di salute ricordando come questa estate sia tra le più calde in assoluto. “Quando parlo di controlli e sicurezza faccio riferimento al fatto che in questi mesi le temperature altissime hanno messo a rischio di tanti operatori. C’è l’ordinanza che prevede che i lavori nei cantieri e quelli più pesanti si debbano fermare durante le ore più calde. Ma il punto è che non ci sono controlli per far osservare l’ordinanza e abbiamo visto numerose violazioni con tantissime persone a rischio. Ci siamo dovuti sostituire a un sistema che avrebbe dovuto controllare e abbiamo avuto difficoltà di intervenire perché probabilmente non si capiva neppure chi sarebbe dovuto intervenire in questi casi. Luglio e agosto, siamo stati tutto il tempo a controllare. In teoria non avremmo dovuto trovare nessuno nei cantieri, invece…”.
Attenzione per le grandi opere in città
E sul nuovo incarico, lo Sciuto afferma: “Sento forte la responsabilità che scaturisce da un ruolo così importante. Negli ultimi anni la Fillea ha avuto grande risalto e ha ottenuto grandi risultati, innanzitutto grazie al lavoro svolto da Piero Ceraulo, a cui va il mio sentito ringraziamento. Ci impegneremo ad attuare la linea tracciata dalla segreteria negli ultimi anni, soprattutto sul tema della salute e della sicurezza sul posto di lavoro. Continueremo ad essere presenti nei cantieri e in ogni fabbrica della provincia, nelle periferie e nei territori”.
Grande attenzione sarà rivolta dalla Fillea Cgil Palermo, ha spiegato il neo segretario nella sua relazione programmatica, alle grandi opere già avviate e da avviare, come la nuova linea del Tram, il raddoppio Ferroviario della Palermo Catania, lo Stadio Barbera, e a quelle “che rischiano di arenarsi” come il collettore emissario sud orientale di Palermo.
Infine: “Proveremo come sempre a tenere relazioni industriali autentiche, cercando una continua interlocuzione con le stazioni appaltanti, nell’interesse dei lavoratori, delle opere e nel tentativo di superare i pericoli nascosti nella pratica dei subappalti, dove possono insinuarsi risparmi a scapito della sicurezza o interessi criminali”.
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