Lina Bruno 13 Ottobre 2026, 06:47 MESSINA – La conta dei danni è ancora in...
MESSINA – La conta dei danni è ancora in corso, ma è evidente che di fronte a fenomeni sempre più estremi bisogna aumentare la capacità di resistenza del territorio per limitare il più possibile gli effetti devastanti. Lo dicono i geologi, gli studiosi dei cambiamenti climatici, mentre gli amministratori dopo il passaggio di un uragano o un’alluvione possono solo quantificare le conseguenze e chiedere lo stato di crisi e risorse per ripristinare immobili e infrastrutture.
Lipari, frane e danni alle strade provinciali dopo le piogge
Lo ha fatto, per esempio, il sindaco di Lipari Riccardo Gullo, che ha trasmesso una comunicazione al presidente della Regione, Renato Schifani, e ai dipartimenti della Protezione civile regionale e nazionale, segnalando i danni registrati e sollecitando le iniziative necessarie per fronteggiare l’emergenza. Tra le situazioni più critiche figurano il crollo di un muretto di contenimento lungo la provinciale Canneto-Acquacalda e il cedimento di un muro laterale con danni alla cunetta lungo la provinciale Pianoconte-Lipari. Altri accumuli di detriti sono stati segnalati sulla provinciale Acquacalda-Quattropani, a Legno Nero, e sulla Quattropani-Pianoconte. Il sindaco ha inoltre evidenziato il rischio legato all’aumento del materiale solido nei bacini a monte dei torrenti Ponte e Valle, anche a seguito del cedimento verificatosi lungo la strada provinciale. Nella comunicazione Gullo, oltre a chiedere lo stato di crisi, sollecita una riunione tecnico-operativa urgente per valutare i danni alle strutture pubbliche e private, individuare gli interventi necessari a mitigare il rischio residuo e verificare la possibilità di attivare interventi in somma urgenza da parte delle autorità competenti.
Cumia inferiore, frane e caduta di massi lungo via Roccadura
Non solo le isole Eolie ma anche Messina e la provincia, con intensità diverse, sono state colpite da vento e piogge torrenziali che hanno provocato da una parte frane, allagamenti e smottamenti e dall’altra peggiorato le criticità già segnalate. Ne ha parlato, tra gli altri, il consigliere della III Circoscrizione Alessandro Cacciotto in riferimento al villaggio collinare di Cumia inferiore. In una nota, Cacciotto si è rivolto al prefetto Cosima Di Stani e ha ricostruito le segnalazioni già trasmesse per richiamare l’attenzione sui continui cedimenti del terreno e sulla caduta di massi lungo via Roccadura. Una situazione, ha scritto, che si è ulteriormente aggravata con le piogge.
Sicurezza stradale a Messina, richiesti interventi urgenti
Dopo la prima segnalazione, il 3 settembre, il Servizio Mobilità urbana del Dipartimento Servizi manutentivi aveva chiesto al Dipartimento Servizi tecnici di verificare se i detriti provocati dalle frane venissero rimossi tempestivamente o se fosse necessario limitare il transito, predisponendo un’adeguata segnaletica. Un passaggio che, secondo il consigliere, non è stato seguito da risposte concrete né da interventi risolutivi da parte dell’amministrazione comunale. Da qui la richiesta al prefetto affinché solleciti gli uffici responsabili ad adottare tutte le misure necessarie. Tra gli interventi indicati da Cacciotto c’è la bonifica del tratto interessato, la rimozione dei detriti, l’installazione di reti di contenimento e il ripristino delle condizioni di sicurezza della viabilità. La richiesta è stata trasmessa anche al sindaco di Messina, agli assessori competenti, ai dipartimenti comunali coinvolti e ad Amam, per sollecitare un intervento coordinato su una situazione che, con il peggioramento delle condizioni meteorologiche, rischia di diventare ancora più critica.
Torrente Bordonaro, allarme per il rischio idrogeologico
Quello citato, però, non è l’unico esempio di situazioni a rischio che non reggerebbero a fenomeni alluvionali. Tra questi i torrenti come il Bordonaro, segnalato sempre dal consigliere Cacciotto. “Siamo di fronte – ha affermato – a una situazione di grave rischio idrogeologico che richiede un’immediata accelerazione dell’iter burocratico e l’avvio definitivo dei cantieri di messa in sicurezza. Sabato il territorio di Bordonaro è stato interessato da intense e improvvise precipitazioni che hanno provocato, per l’ennesima volta, gravi criticità. La principale fonte di pericolo è rappresentata dallo stato attuale del torrente, il cui alveo e versanti necessitano da anni di una definitiva e organica opera di messa in sicurezza. A oggi l’iter per l’avvio e il completamento dei lavori tesi all’eliminazione del rischio idrogeologico risulterebbe non completato”.
Torrente Bordonaro, le richieste per la messa in sicurezza
Il consigliere ha quindi chiesto “l’avvio e la velocizzazione immediata delle procedure burocratiche e cantieristiche per la messa in sicurezza definitiva del torrente Bordonaro; l’esecuzione immediata di un intervento straordinario di pulizia dell’alveo, di rimozione di detriti e vegetazione; l’adozione di adeguate misure cautelari di monitoraggio e presidio della zona da parte della Protezione civile e della Polizia municipale in occasione delle prossime allerte meteo”.
Torrente Annunziata, cantiere fermo e danni dopo le piogge
Ci sono poi torrenti come l’Annunziata, dove i lavori sono iniziati ma poi stoppati. Erano partiti a gennaio ma siamo ancora al 10% dell’esecuzione. Da un mese il cantiere è fermo per problemi con l’azienda e l’ultima pioggia ha fatto crollare parte dello scivolo per i mezzi che dovevano entrare nell’alveo del torrente e parte delle pareti.
