Redazione 9 Settembre 2026, 17:31 Roma, 9 set. (askanews) – La sanità territoriale del Lazio...
Roma, 9 set. (askanews) – La sanità territoriale del Lazio entra in una fase decisiva. Dopo anni di rallentamento e con il nuovo Accordo Integrativo Regionale per la medicina generale, si apre ora la sfida più importante: trasformare Case di Comunità, AFT, ruolo unico e nuovi modelli organizzativi in servizi realmente utili per i cittadini, capaci di rafforzare la prevenzione, seguire meglio i pazienti cronici e rendere più attrattiva la professione per i giovani medici. Un passaggio che entrerà nel vivo proprio nei prossimi mesi. È da questo punto che partono le riflessioni che animeranno il Congresso regionale SIMG Lazio 2026, in programma l’11 e 12 settembre a Roma, presso l’Hotel Cristoforo Colombo. Presidenti del Congresso sono Gianmarco Rea, Segretario SIMG Lazio, e Alessandro Rossi, Presidente nazionale SIMG. Referenti scientifici sono Rosanna Cantarini, Giulia Ciancarella e lo stesso Gianmarco Rea.
“La Regione Lazio arriva a questo appuntamento in un momento in cui può finalmente attuare una svolta nella sanità territoriale – sottolinea Gianmarco Rea, Segretario SIMG Lazio – La recente uscita dal commissariamento, il nuovo Accordo Integrativo Regionale e gli sforzi per l’attuazione del DM77 rappresentano segnali importanti. Ora viene la parte più difficile: rendere operative le Case di Comunità, costruire reti funzionanti con i medici di famiglia e garantire risorse umane adeguate. Le strutture da sole non bastano: servono professionisti, organizzazione, formazione e strumenti per lavorare meglio”.
Il Lazio è una regione complessa, con grandi aree urbane, comuni medi, zone interne e territori più periferici. Le Case di Comunità potranno rappresentare un’opportunità soprattutto nei contesti urbani e nei territori più popolosi, ma dovranno essere integrate con il lavoro quotidiano degli studi dei medici di famiglia, che in molte aree continueranno a rappresentare il principale presidio sanitario di prossimità.
“La vera prova di maturità sarà capire come far funzionare le Case di Comunità nei diversi contesti – prosegue Gianmarco Rea – Nei grandi centri potranno diventare luoghi utili per organizzare attività, servizi e campagne di prevenzione. Nei territori più piccoli o distanti, invece, il medico di famiglia resterà il riferimento essenziale per i cittadini. Per questo serve un modello flessibile, non calato dall’alto, capace di adattarsi alle diverse realtà del Lazio”.
Accanto ai temi clinici, il Congresso sarà anche un’occasione per discutere il futuro della professione. La medicina generale è chiamata a gestire una popolazione che invecchia, pazienti sempre più complessi e un carico crescente di cronicità e fragilità. Per questo occorre rendere la professione più attrattiva, sostenere i giovani medici, rafforzare la formazione e dotare gli studi di adeguati strumenti organizzativi, infermieristici e amministrativi.
“Non basta dire che il futuro della sanità sarà territoriale – sottolinea Alessandro Rossi – Bisogna mettere la medicina generale nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio ruolo. Il medico di famiglia ha le potenzialità per intercettare prima i pazienti cronici, fare prevenzione, utilizzare strumenti diagnostici come la spirometria, lavorare in rete con gli altri professionisti e contribuire a ridurre ricoveri evitabili e complicanze. È una sfida per il sistema, ma anche una grande occasione per rilanciare le cure primarie nel Lazio come in altre regioni”.
Il Congresso regionale SIMG Lazio si svolgerà a Roma l’11 e 12 settembre 2026 presso l’Hotel Cristoforo Colombo, in Via Cristoforo Colombo, 710. Il programma prevede sessioni scientifiche, momenti istituzionali e attività di simulazione clinica dedicate, tra gli altri temi, alla gestione di ansia, depressione e insonnia, all’interpretazione dell’elettrocardiogramma e alla valutazione del dolore. Il Congresso affronterà i principali temi della pratica clinica quotidiana: diabete, obesità, dolore, BPCO, prevenzione cardiovascolare, malattia renale cronica, vaccinazioni dell’adulto, gastroenterologia, salute mentale, salute della donna, osteoporosi, cure palliative, medicina sociale, antibiotico-resistenza e Intelligenza Artificiale come supporto al lavoro del medico. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla prevenzione e alla prossima stagione vaccinale: in questa occasione, la medicina generale potrà confermare il proprio ruolo centrale, con la previsione di migliorare il 65% di copertura degli ultimi anni. In prospettiva, dove concretamente applicabile, proprio gli spazi delle Case di Comunità potranno contribuire a organizzare meglio i flussi e facilitare l’accesso dei cittadini.
