Cuba - Piazza della Rivoluzione (Imagoeconomica)Cuba - Piazza della Rivoluzione (Imagoeconomica) Carmen Russo 26 Giugno...
C’era una volta, nel lontano 1961, un’agenzia segreta super pagata e molto, molto presuntuosa: la Cia. Immaginateli come quel gruppo di boomer in giacca e cravatta che pensano di sapere tutto della vita solo perché anni prima avevano vinto una partita a Risiko in Guatemala. Ecco, volevano fare il bis a Cuba con Fidel Castro. Così hanno preso il vecchio piano, hanno fatto un bel copia-incolla, e hanno bellamente ignorato chiunque provasse a dissuaderli. Ma attenzione, il vero colpo di scena non è l’errore militare, è il ricatto. I capoccioni dell’intelligence hanno architettato un disastro perfetto proprio di proposito, convinti che il nuovo e giovane presidente, quel “ragazzino” di Kennedy, messo con le spalle al muro vedendo i suoi alleati prendere sberle in mondovisione, si sarebbe fatto prendere dal panico.
La strategia della CIA e la risposta di Kennedy
Hanno usato la pelle di millequattrocento persone solo per forzare la mano al loro capo. Ma sapete come finiscono queste storie quando credi di essere il più furbo della stanza? Che finisci tu in castigo. Invece di abboccare al ricatto emotivo, Kennedy li ha guardati, ha fatto spallucce e ha detto: “E figuraccia mondiale sia”. Ha lasciato che il super-piano si andasse a schiantare in mezzo ai fanghi cubani pur di non far scoppiare la Terza Guerra Mondiale. E non è finita qui: il giorno dopo ha preso i vertici intoccabili della CIA e li ha licenziati in tronco, dal primo all’ultimo.
Il vero potere tra geopolitica e controllo economico
La morale di questa favola geopolitica? Se sei solo l’infrastruttura e provi a fare il bullo con chi ha il comando, sperando che non abbia alternative… Preparati. Perché il vero potere, a volte, non gioca al tuo gioco: si limita a staccarti la spina.
La guerra economica moderna contro l’Isola
Sessantacinque anni dopo a Washington devono aver capito che sbarcare nelle paludi con i fucili è da boomer (e fa pure sudare). Così hanno cambiato strategia. Per piegare l’Isola, oggi, si limitano a staccarle la corrente. Bloccano le navi cariche di petrolio, minacciano le multinazionali del turismo e chiudono i rubinetti dell’economia.
Logistica, dazi e nuove armi del XXI secolo
Insomma, hanno imparato la lezione: la guerra economica vera, oggi, si fa con i fogli Excel, i dazi e la burocrazia navale. Fa molti meno botti in televisione, ma spegne un intero Paese senza bisogno di sparare un solo colpo. I bulli non sono spariti, hanno solo capito che l’arma di distruzione di massa più letale di tutte è la logistica. Almeno per ora.
